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“Elisir di lunga vita”, lo sciroppo di prugnolo

Il prugnolo, detto anche pruno di macchia o prugnolo spinoso (Prunus spinosa L.) è un alberello da siepe europeo della famiglia delle Rosaceae. Dal legno scuro e le lunghe spine acuminate, ha foglioline ovali che compaiono dopo la fioritura. E’ una delle prime piante fiorite del nostro Appennino, da lontano si ammirano le chiome bianche e profumate lungo i bordi dei campi.

I frutti, le drupe, maturano in estate e restano sulla pianta per molto tempo. Si raccolgono dopo i primi freddi, da metà ottobre in poi. Dalle “prugnole” mature e blu scure si estrae un succo denso, aromatico, color rosso scuro. Con l’aggiunta di zucchero di canna diventa un ottimo sciroppo, considerato da secoli un vero elisir di lunga vita. Le prugnole (drupe) contengono sostanze attive, preziose per il nostro organismo: glicosidi flavonici, poco glicoside dell’acido cianidrico, composti della curarina, acido malico, saccarosio, pectina, gomma, vitamina C, tannini. Le drupe dalla polpa aspra sono dunque piene di elementi nutritivi. Per estrarli si prepara uno sciroppo ricostituente. Si raccolgono in autunno, meglio se dopo le prime brinate, si mettono a macerare per 24 ore e si fanno bollire insieme a zucchero e una stecca di vaniglia. Si imbottiglia lo sciroppo bollente e si assume a cucchiaini prima dei pasti o insieme allo yoghurt.

Gli estratti di prugnole sono tonici, stimolanti e ricostituenti, disinfettanti del tratto gastrointestinale e leggermente lassativi. Lo sciroppo è un alimento tonificante adatto a grandi e bambini, contiene solo prugnole selvatiche e zucchero di canna al 50%.

Uso dello sciroppo di prugnole:

  • Puro, a cucchiaini più volte al giorno in periodi di stress e affaticamento, in convalescenza, per sostenere l’assunzione del ferro, in gravidanza e nell’allattamento.
  • Aggiunto allo yogurt o al muesli della colazione per iniziare bene la giornata in inverno.
  • Diluito in acqua fredda o calda con l’aggiunta di succo di limone come bevanda in estate e inverno.
  • Su crepes, budini, gelati, torte cremose, con un sapore unico!

 

Buon ottobre!

Ottobre,

il mese delle ultime mele, erbe e noci. Scaldati in una passeggiata alla mattina presto, quando le ragnatele ricoprono scintillanti i campi o in città il silenzio è maggiore. Onora le fonti, si festeggia S. Orsola, che protegge sorgenti e fontanili, acque e piogge.

*Grazie a Denise Cusack, Herbalists without borders, per il Calendario di Ottobre*, tutte le atttività nel mondo: www.herbalistswithoutborders.weebly.com

Informazioni sulle attività nella sede Appennino Centrale, Italian Chapter HWB: www.karinmecozzi.com

 

“CUSTODIRE IL CALORE” il corso

Monastero di Fonte Avellana, Serra Sant’Abbondio (PU)    2 – 4 novembre 2018

Custodire il calore – creare involucro per l’inverno

 Corso teorico pratico di erboristeria e salutogenesi

a cura di Karin Mecozzi, Giovanna Ronchetti

Qual è “l’involucro” che ci protegge dal freddo inverno? E’ il calore interiore che ci aiuta ad adattarci a un nuovo periodo, è il calore esterno, dono del sole estivo. Il calore è entusiasmo e passione, è forza e vitalità nel nostro quotidiano ed è importante saperlo custodire. Nel corso trattiamo metodi e rimedi erboristici per sostenerlo, conosciamo applicazioni esterne, bagni, oli, alimenti e erbe. Le lezioni teoriche si alternano alla pratica e all’osservazione del momento stagionale, nella splendida natura autunnale di Fonte Avellana.

Orari delle giornate:

Venerdì, 15.00  – 18.45  Sabato, 9.00 – 12.30 e 14.30 – 18.30  Domenica 9.00 – 11.00

 Temi delle lezioni teoriche e pratiche

  • Il calore nell’equilibrio psicofisico, come energia e portatore di vita. Rimedi erboristici per l’autunno e l’inverno
  • Se il calore viene a mancare: disturbi da raffreddamento, indurimento, “colpi di freddo”, influenza
  • Sentirsi il “freddo nelle ossa”: rimedi per disturbi dell’apparato motorio
  • Pratica di applicazioni esterne, impacchi, l’uso di oleoliti, bagni e tisane
  • Il calore nelle piante e nel paesaggio autunnale: sperimentare il bosco con i sensi

Tengono il corso:

Karin Mecozzi, erborista, raccoglitrice, docente. Autrice di “Ars herbaria, piante medicinali nel respiro dell’anno” (Natura e Cultura, 2012) “Ars herbaria, Heilpflanzen im Jahreslauf” (Verlag am Goetheanum, 2014). Membro di Accademia Europea per la cultura del paesaggio PETRARCA, responsabile della sede di “Herbalists without borders” in Italia.

Giovanna Ronchetti, diploma di Infermiera prof.le presso il CTO di Roma. In seguito ha approfondito gli studi della Medicina antroposofica presso la Casa di Salute Raphael di Roncegno (Trento), di Riflessoterapia e Linfodrenaggio attraverso le zone riflesse sul piede, secondo la Scuola Hanne Marquardt-Fußreflex®. Svolge attività didattico-divulgativa e di consulenza scientifica.

Come iscriversi al corso

 Versare la quota del corso di € 100,00 su IBAN IT53R0359901899050188517936 Associazione culturale THALEIA entro il 30.10.2018

Inviare e-mail con copia del versamento a karin.mecozzi@aruba.it specificando nome, indirizzo e numero di telefono. Si accettano solo iscrizioni per e-mail, in caso di rinuncia nei 2 giorni antecedenti al corso, la quota non sarà rimborsata.

Come prenotare il soggiorno

Prenotare il soggiorno tramite e-mail a foresteria@fonteavellana.it. La quota per l’ospitalità è di € 120,00 in camera singola o doppia, i pasti sono vegetariani. Si prega di portare biancheria da letto e asciugamani. Informazioni sul soggiorno: 0721 730261

 Informazioni e aggiornamenti karin.mecozzi@aruba.it Tel. 349 8383231

www.karinmecozzi.com     www.fonteavellana.it

Con il patrocinio di Accademia Europea per la cultura del paesaggio PETRARCA e

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HERBALISTS WITHOUT BORDERS

 

 

RACCOGLIERE ERBE anche in autunno

Cosa sono le cosiddette erbe di campo?

Estratto dal modulo primaverile sull’erboristeria pratica e alimentare

  • Specie di piante annuali o pluriennali di diverse famiglia: asteraceae malvaceae, brassicaceae, liliaceae, ecc.
  • Oltre ai nomi botanici in latino hanno nomi popolari (GRUGNI, CACCIALEPRE, PISCIALETTO, ASPRAGGINE) che esprimono attraverso il suono o l’immagine il loro significato in cucina o come rimedio popolare. I nomi variano secondo i luoghi e le regioni.
  • Le piante del primo periodo sono spesso a forma di rosetta, perché riformandosi dalla radice creano delle cosiddette ROSETTE BASALI. Più avanti la pianta si innalza sul fusto e va verso il fiore.
  • Spuntano nel periodo tra fine febbraio e inizio aprile, alcune sono commestibili per tutta la stagione vegetativa, altre no. Molte specie ricompaiono in autunno, con le piogge.

 Come si raccolgono e conservano?

  • Si raccolgono lontane da fonti di inquinamento,
  • in giorni intorno alla luna piena hanno più succhi,
  • intorno alla luna nuova sono più amare e hanno più profumo.
  • Si mondano togliendo foglie secche, terra e insetti e si conservano meglio insieme alla radice in sacchetti di carta o tela o scodelle di ceramica o vetro con un panno umido senza lavarle.

Come si usano?

  • In cucina: fresche, cotte, stufate, in frittata, come condimento e per decorazione
  • In fitoterapia: come pianta medicinale per uso interno ed esterno (mai “fai da te”! rivolgiti al tuo erborista di fiducia e al medico in caso di malattia)
  • In cosmesi: come pianta cosmetica, per lozioni, oleoliti, impacchi

 Cosa raccogliamo

  • Le FOGLIE delle prime erbe ad uso alimentare (“erbe mangerecce”), tra cui cicoria, tarassaco, ortica, malva, radicchio selvatico, valerianella, pimpinella, (sanguisorba minor), margheritina (bellis perennis), specie della famiglia delle asteraceae che formano rosette basali che hanno nomi locali (“aspraggine”, “girasole”, “pimpinella”, “recchie di lepre”, “lattaiola”, “caccialepre” e molte altre. Spesso le denominazioni locali non corrispondono ai nomi botanici (es. pimpinella) e variano molto da zona a zona.
  • I FIORI come violetta, bellis, prugnolo, calendula selvatica, tarassaco, sambuco, primula veris, per condire e guarnire ma anche per trasformarli in sciroppi, liquori, unguenti.
  • I FUSTI
  • I TURIONI (asparagi)
  • I BULBI (lampascione)
  • le gemme

Come agiscono sull’organismo dell’uomo*

Azione“depurativa” dell’organismo (eliminazione tossine)

  • colagoga
  • diuretica
  • stimolante dei processi metabolici
  • mettono appetito in convalescenza o periodi di stress
  • aiutano l’assimilazione delle sostanze nutritive (ferro..)
  • hanno enzimi per la digestione dei grassi
  • rafforzano polmoni, stomaco e milza
  • drenano fegato e reni
  • migliorano la viscosità del sangue
  • fegato importante x sistema ormonale, la coagulazione, termoregolazione, umore!!
  • e quindi sono…antidepressive!

 Le piante spontanee commestibili solitamente fanno parte dei cosiddetti AMARI TONICI In generale le piante amare aromatiche agiscono sulla digestione, sulla pelle e gli organi emuntori,sul sistema nervoso e sensoriale.

 Cosa contengono:

vitamine (in particolare A e C), proteine, minerali, oligoelementi, clorofilla, mucillagini, acidi organici, enzimi, zuccheri. Come per le piante medicinali, ogni erba selvatica possiede il proprio particolare fitocomplesso, ovvero una combinazione di sostanze attive che ne caratterizza l’azione sugli organi emuntori (pelle, reni, fegato, intestino) in primavera.

KARIN MECOZZI, erborista www.karinmecozzi.com

  • Bibliografia: Karin Mecozzi, Ars herbaria, piante medicinali nel respiro dell’anno. Editrice Natura e Cultura, 2012 – Atlante dei prodotti tipici “Le erbe” di Picchi e Pierroni, Agra Editrice, 2005
  • Fabio Taffetani: Rugni, speragne e crispigne, 2005, (Fondazione cassa di risparmio della Prov. di MC)

* le indicazioni sull’organismo NON sostituiscono la diagnosi medica. Se usate le erbe di campo con parsimonia, come alimenti, sono adatte a grandi e piccini. In caso di malattie croniche o acute, no al “Fai da te”, qundi non usatele come rimedi senza chiedere consiglio alla vostra erborista e al vostro medico di fiducia. Le erbe dicono grazie!

Pionierpflanze BROMBEERE

Unser Stadtbach tritt immer wieder über die Ufer und schwemmt Schlamm und Gestein auf die Straße. Zum Schutz wurde das Gelände nun an beiden Seiten mit großmaschigen Metallnetzen gesichert. In kurzer Zeit hat sich die Pflanzenwelt nach den Bauarbeiten wieder breitgemacht. Vor allem bedecken große Brombeersträucher den Hang  zum Bach hinunter, und als echte Pioniere erkunden ihre Ausläufer den unwirtlichen Erdboden und bilden mit ihren fingerdicken rot-graue Verzweigungen eine perfekte, natürliche Abwehrmauer, die sich nicht so einfach bezwingen lässt.

Wer gerne Brombeeren sammelt, kennt ja das Waffenarsenal der Beerenstaude, ihre großen, messerscharfen Stacheln! Sie sind sichelförmig wie ein Säbel, leicht nach innen gewendet und hinterlassen tiefe Risse an Beinen und Armen, eine bleibende „Erinnerung“ an die letzten sonnigen, heißen Sammlernachmittage.

Manchmal kommt man mit den schwer erkämpften, überreifen Brombeeren nach Hause wie nach einer Schlacht, zerkratzt und verschwitzt, denn die schönsten Früchte hängen immer am Strauch daneben, wo man kaum noch Halt findet und die Sonne unbarmherzig brennt. Glänzend schwarz und voller winziger Samen liegen die Sammelsteinfrüchte nun endlich im Körbchen, wir freuen uns auf ein paar Gläser Marmelade und einen frischen, spätsommerlichen Obstsalat.

 

 

S. Ildegarda da Bingen, profetessa e visionaria

“ Tieni in ordine il tuo tempio, abbi cura di esso, affinché Viriditas, la Forza Verde, nella quale tu abbracci Dio con amore, non venga attaccata, perché Dio vuole molto bene alla tua anima.”

Hildegard von Bingen, Santa, Dottore della chiesa, 17 settembre

1098 Nasce come decima figlia di Hildebert e Mechthild von Bermersheim, in una famiglia nobile della Franconia, nei pressi di Alzey, non lontano dal fiume Reno. All’età di 6 anni inizia la sua formazione religiosa con la maestra Jutta von Sponheim che la guiderà nei suoi primi anni anche come suora.

1108           a 10 anni, iniziano i lavori del monastero benedettino a Disibodenberg, sulle rovine di un antico monastero. Diventa la casa di monaci e monache (una parte è adibita alla clausura), lavori finanziati dalle famiglie Bermersheim e Sponheim. Nel 1112 Hildegard vi si reca in clausura e poco tempo dopo diventa suora.

A quell’epoca, nei monasteri si praticava un’ascesi durissima. La sua stessa maestra, Jutta, si flagellava, digiunava e si privava della luce del giorno per lunghi periodi. Hildegard lotta fin dall’inizio contro queste pratiche e entra in conflitto con le sue superiori.

1136           a 38 anni, diventa badessa della congregazione, dopo Jutta von Sponheim.

1140           a 42 anni,  nelle sue visioni Hildegard riceve l’incarico da Dio di scrivere tutte quello che riceve nelle sue visioni. L’operato, la vita di Hildegard si basa sulla regola di San Benedetto e sulle Sacre Scritture, e nelle sue visioni dice di non aggiungere nulla di personale. Dirà per tutta la vita di essere semplicemente una tramite della voce di Dio, e non sfrutterà questo dono per creare proseliti intorno a sé.

Non conosce il latino, e dirà sempre di se stessa di essere “ignorante”. In realtà si riferisce le manca l’istruzione latina, che non riuscirà mai a recuperare.

Apprende invece nozioni e conoscenze “moderne” da paesi lontani, forse perché riceve visite da medici e scienziati del periodo, che passano per la Renania, dall’Arabia, Persia, paesi mediterranei, Scandinavia, Spagna ecc. Nonostante questa sua difficoltà con la lingua latina Hildegard diventa una “erudita universale”. Si occupa di spiritualità, etica, medicina, farmacia, musica, poesia

La sua prima opera scritta è “Scivias”, nella quale il monaco Volkmar la sostiene come segretario e scrivano. 8 libri, 35 miniature colorate, artistiche, che illustrano e completano il testo. Anche la consorella Richardis la affiancherà per molti anni nel lavoro culturale e spirituale.

Und ich sprach und schrieb diese Dinge nicht aus Erfindung meines Herzens oder irgend einer anderen Person, sondern durch die geheimen Mysterien Gottes, wie ich sie vernahm und empfing von den himmlischen Orten. Und wieder vernahm ich eine Stimme vom Himmel, und sie sprach zu mir: Erhebe deine Stimme und schreibe also!“ (Esprimo queste cose, a voce e per iscritto, non perché il mio cuore le avesse inventate o perché mi siano giunte da un’altra persona, ma perché le ricevetti dai misteri segreti di Dio, così come le udii e le accolsi dai mondi celesti. E ancora, udii una voce dal cielo, ed essa mi disse: innalza la tua voce, dunque, e scrivi!)

 

Alfabeto: Inventa un -> alfabeto con migliaia di vocaboli e lettere del tutto nuove, compone versi e canzoni, cantate ancora oggi in tutto il mondo. Famose sono anche le immagini che le giungono nelle visioni, che raffigurano sempre la relazione tra uomo-natura-Cosmo/Dio.

Oggi le opere originali sono quasi tutte scomparse, alcune purtroppo durante la seconda guerra mondiale. Esistono però copie in tutta Europa, tra cui alcune autenticate, e nel mondo.

1147           a 49 anni, si rivolge a Bernhard di Clairvaux, chiedendo il suo sostegno nelle sue visioni, ma riceve una risposta diplomatica ma deludente. Ha bisogno di aiuto, si ammala spesso, e si sente in dovere di farsi accompagnare da qualcuno. Papa Eugenio III riconosce il suo dono profetico. D’altro canto diventa lei stessa consulente per persone influenti, politici e medici, anche dell’imperatore Federico Barbarossa, al quale si rivolge in diverse lettere esortandolo a compiere il suo impegno di re ed imperatore, verso il suo popolo, in senso cristiano.

1148                    a 50 anni, Hildegard dà il via alla costruzione del monastero sul Rupertsberg, solo per monache, ma contro la volontà del priore di Disibodenberg. Il nuovo monastero si trova di fronte alla città di Bingen. Negli anni a seguire cercherà con forza di separarsi da Disibodenberg, ma lo otterrà solo nel 1158. Hildegard incontra Federico I, detto Barbarossa, incoronato imperatore a Roma.

1158-1159-1160-1163  a 60 anni, I celebri viaggi per predicare pubblicamente in varie località della Germania e dell’attuale Francia (Alsazia). Contro le eresie e i malcostumi nelle abbazie e nei monasteri, contro i catari. Scrive il Liber vitae meritorum che contiene le 35 virtù e i 35 vizi come cause di malattie dell’anima e del corpo.

Hildegard dà una impronta sociale al suo lavoro, si sente in dovere di lottare per una morale più pulita e per più giustizia e rettitudine. Si appellerà sempre alla “religio”, all’intimo connessione con il Divino, attraverso fede e preghiera. Le consorelle sono esortate a servire il Signore vestendosi di bianco, di ornarsi per le preghiere. Hildegard compone danze e musiche per i momenti liturgici e viene duramente attaccata per questo.

1163 Federico Barbarossa invia una pergamena in cui dichiara che il monastero del Rupertsberg è sotto la sua protezione ed è esente da tasse.

1165           a 67 anni Hildegard acquista il monastero in rovina di Eibingen e lo fa ricostruire. Qui possono vivere anche monache non abbienti. Il monastero esiste tutt’oggi (www.abtei-st.hildegard.de) ed è funzionante.

1171           a 73 anni, quarto viaggio di predicazioni a Maulbronn, a cavallo, Ildegard ha ben 73 anni!

1171 Accade un evento che caratterizza gli ultimi anni di vita della Santa. Il monastero sul Rupertsberg viene interdetto, perché vi viene sepolto un giovane nobile, scomunicato, pentito prima di morire (senza essere però riabilitato ufficialmente). Hildegard lotta perché la salma non sia trasferita, è l’ennesima volta in cui si ribella al volere del vescovo e arcivescovo.

1179           83 anni, finalmente l’interdizione viene sospesa. Hildegard muore il 17 settembre nel suo monastero.

I monasteri di Rupertsberg e Disibodenberg non esistono più (rovine), mentre il monastero Eibingen viene inglobato dalla città (fa parte degli edifici parrocchiali). Il nuovo monastero di Eibingen è sempre un monastero delle monache benedittine, e porta il nome della Santa.

– Curare secondo Hildegard von Bingen –

A quel tempo non esistevano le facoltà di medicina o farmacia. Erano i secoli bui della medicina in Europa, mentre in altri paesi, come in Arabia e in Cina si praticavano metodi tradizionali e si continuava a ricercare. I medici provenivano dai conventi, così anche i farmacisti, donne e uomini che guarivano, esperti di erbe, minerali e metalli, soprattutto curavano le levatrici. Il monastero di Rupertsberg era “all’avanguardia”: esisteva una farmacia, una sala per la degenza e la cura dei malati, un laboratorio per la trasformazione delle piante medicinali e la produzione dei rimedi, un ospedale per i viandanti e pellegrini (secondo la regola benedettina), uno spazio per il salasso, una biblioteca con numerosi libri sulla cura.

Hildegard riuscì allora ad unire la conoscenza delle malattie e delle piante secondo la tradizione greco-latina, con la medicina tradizionale tedesca. Sviluppava tuttavia delle convinzioni proprio sull’origine dei disturbi e classificava i rimedi secondo la teoria degli umori (in modo “personalizzato” e difficile da comprendere, oggi). Si presume che fosse a contatto con medici arabi, italiani e spagnoli, perchè introdusse metodi di cura non conosciuti allora in Germania.  Usava per esempio, le pietre semipreziose e i metalli e diede molti consigli di alimentazione.

La base è il pensiero del’unità e dell’insieme: la salute dell’uomo, per Hildegard, dipende da come si rivolge allo spirito, dalla sua fede e spiritualità, dalle sue “buone opere” e da una conduzione di vita sobria. Il principio è che ogni cosa che accade nel mondo delle creature, accade anche nell’uomo.

Hildegard annotò soprattuttto negli anni 1150 le sue visioni*, sia del mondo della natura, piante, animali, pietre, acqua, alimenti ecc., sia dell’uomo, i suoi stati d’animo, le sue preoccupazioni, le malattie, i vizi e le relative virtù. Comprende l’uomo come immerso nella creazione, come microcosmo nel macrocosmo. E’ precursora della cosiddetta visione dello “Homo signorum”, un’immagine raffigurante (“uomo dei segni zodiacali”) in cui le zone del corpo corrispondono ai segni astrologici, e serve al salasso che perdura fino all’ottocento. Questa visione veniva duramente attaccata dalla chiesa cattolica, eppure, soprattutto dopo la traduzione di opere di Tolomeo, l’influsso dell’astrologia sul corpo umano fu studiata sempre più, portando anche all’alchimia dopo il 400 e 500.

* La cosiddetta “Medicina di Ildegarda” è invece una sistema terapeutico costituito nell’età moderna, basata sul sistema di cure ideato da Gottfried Hertzka, medico tedeco, a partire dal 1970. Ha un grande seguito in tutto il mondo, fa parte delle cosiddette “medicina tradizionale europea”.

 

Dall’elaborazione di D. Manfredi Poillucci: “Oggi, 17 settembre, si festeggia Santa Ildegarda di Bingen. Già negli anni in cui era magistra del monastero di san Disibodo, Ildegarda aveva iniziato a dettare le visioni mistiche, il suo prestigio spirituale crebbe sempre di più, tanto che i contemporanei le attribuirono il titolo di “profetessa teutonica”. Ildegarda si occupò di medicina e di scienze naturali, come pure di musica, essendo dotata di talento artistico. Compose inni, antifone e canti, raccolti sotto il titolo Sinfonia dell’armonia delle rivelazioni celesti, che venivano gioiosamente eseguiti nei suoi monasteri, diffondendo un’atmosfera di serenità, e che sono giunti anche a noi.
Ildegarda è pervasa dall’amore per la natura, che rappresenta il riflesso del suo amore per Dio; osserva le piante, gli alberi da frutto, le erbe, che comincia a ordinare e classificare in base alle caratteristiche, al pari dei migliori ricercatori. Il suo studio e l’attenta osservazione la portano alla creazione di un trattato di botanica, che costituisce una documentazione ancora preziosissima sulle cognizioni e sulle tecniche della medicina popolare del tempo.”

 

Karin Mecozzi, relazione per docenza su Hildegard von Bingen, Formazione in Botanica e Ecologia del paesaggio ad indirizzo goetheanistico, 2014.

Nota sulle immagini: le due immagini dipinte su indicazione di Ildegarda da Bingen tratte dal sito della Biblioteca statale di Lucca: “Il Codice, proveniente dal Convento dei Chierici regolari della Madre di Dio di Lucca, contiene il Liber Divinorum Operum di Hildegard von Bingen”

Benvenuto settembre dagli Erboristi senza frontiere

Settembre, il mese della vendemmia e dei raccolti, dona l’ultimo colore ai frutti, drupe, bacche e pomi. HERBALISTS WITHOUT BORDERS ha creato questa bella immagine del biancospino maturo, come calendario per il desk top. Da scaricare e condividere…seguiteci come “Erboristi senza frontiere” in Italia, per informazioni: karin.mecozzi@aruba.it

Energia e vitalità per la nuova stagione: AUTUNNO

Parole chiave per settembre: benedire l’abbondanza ricevuta, ricentrarsi, resilienza, 3 gesti, drenare, rafforzare, creare involucro

Settembre, siamo ancora sazi dei colori e dei profumi che l’estate ha portato, la nostra anima è aperta verso l’esterno, verso l’altro. In molte regioni si celebrano feste tradizionali in cui si benedice il raccolto e si ringrazia per l’abbondanza ricevuta[1].

L’autunno biologico ha inizio circa quaranta giorni prima della data astronomica. Proprio questo periodo, tra metà agosto a fine settembre, è particolarmente adatto per prepararci alla stagione più fredda, interiormente e fisicamente.

Cosa succede quando le giornate si fanno più corte e la luce va diminuendo? L’immagine è il ritorno a casa: con il primo fresco e le piogge torniamo verso la nostra interiorità, fisicamente e nell’animo, e verso una maggiore presenza.

Qui ­­troviamo “forze di resilienza” che ci aiuteranno a passare un buon autunno e un inverno in salute. ­­Con un’alimentazione adeguata ed erbe specifiche abituiamo l’organismo al cambio di ritmo. Per la vostra quotidianità propongo tre semplici gesti:

  • drenare e depurare
  • rafforzare e nutrire
  • creare involucro ­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­

Seguono piccoli consigli per l’autunno, da applicare se siete in buona salute, rispettando i vostri ritmi, l’età e la vostra costituzione[2].

Drenare & depurare

Drenare e depurare vuol dire lasciar andare – ringraziamo per i doni dell’estate, raccogliamo i frutti maturi, concludiamo con un sentimento caloroso la bella stagione. Per liberare gli organi eseguite un giorno di semi-digiuno alla settimana, fino a metà ottobre, ad esempio mangiando solo uva o solo mele, solo riso, verdure cotte o ortaggi crudi. Accompagnate bevendo 1 l di acqua tiepida e 1 l di tisana depurativa blanda. Come sostegno esterno, ogni mattina spazzolate la pelle con un guanto ruvido con movimenti circolari; usate del buon sapone di Marsiglia per lavarvi. L’idrolato di rosmarino, spruzzato finemente su tutto il corpo, aiuta la circolazione sanguigna e la concentrazione.

Rafforzare & nutrire

Rafforzare vuol dire prendere coraggio, portare energia nel proprio organismo. Allenate il vostro corpo con passeggiate veloci, ginnastica. Ballate al ritmo della vostra musica preferita, aprite il torace respirando a fondo. Un valido aiuto per dare forza è lo sciroppo di prugnolo (Prunus spinosa L.), ricco di antociani, vitamine. Mangiate l’ortica cotta appena raccolta, la piantaggine, la cicoria e, per gli anemici, la tradizionale mela chiodata. Nutrite il vostro corpo con del cibo di qualità e prendetevi degli attimi di pausa e silenzio per dare cibo anche allo spirito.

Creare involucro 

Con il calare delle temperature in autunno reintroduciamo alimenti più sostanziosi, più grassi e proteine nobili, più cereali integrali. Sono un aiuto prezioso gli oli che contengono acidi polinsaturi come l’olio di lino, canapa, vinaccioli, semi di zucca – se consumati regolarmente a piccole dosi, aumentano le forze immunitarie creando involucro. Ottime anche noci, nocciole, mandorle, poi semi di girasole, zucca e sesamo. Gli oli sono fondamentali inoltre nella cura della pelle nella stagione più fredda. Miscelando del buon olio di mandorle bio con oli essenziali di arancio dolce, finocchio, geranio e carota otteniamo un fluido nutriente, un mantello di calore profumato.

[1] Una descrizione approfondita dell’autunno e l’erboristeria in: Ars herbaria, le piante medicinali nel respiro dell’anno, Karin Mecozzi, Editrice Natura e cultura

[2] Per una preparazione stagionale efficace è bene rivolgersi all’erborista, che vi sa consigliare in modo esperto e professionale. Se soffrite di malattie acute, croniche o congenite, chiedete al vostro medico di fiducia, prima di usare piante medicinali e fitoestratti.