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Immagine DICEMBRE Herbalists without borders

Ogni mese, dalla segreteria centrale di Herbalists without borders arriva una bellissima immagine-salvaschermo.

“HERBALISTS WITHOUT BORDERS” – Erboristi senza frontiere

Organizzazione internazione non profit, per la diffusione dell’erboristeria tradizionale e moderna nel pronto intervento e soccorso in situazioni di catastrofi umanitarie e climatiche, nel sostegno di persone svantaggiate, nell’educazione alla salute e a un sano rapporto tra uomo e natura, dalla teoria alla pratica. Promuove la medicina complemenare in sinergia con la medicina allopatcia, l’uso professionale della fitoterapia e le buone pratiche di coltviazione e raccolta delle piante medicinali.

Nel 2017 viene fondata la prima sede italiana, rappresentata da Karin Mecozzi, erborista, con l’augurio di condividere iniziative e obiettivi in altre regioni italiane.
Dopo il terremoto 2916/17 sono intervenuta in corsi, lezioni e relazioni, aritcoli, come volontaria. La raccolta fondi per il comune in cui abbiamo casa inagibile ha avuto successo. L’impegno continua, grazie all’aiuto di colleghi iscritti a HWB di recente.

Per HWB INTERNATIONAL, Head office, contatti a Denise Cusack: www.herbalistswithoutborders.weebly.com

Per informazioni HWB in Italia: karin.mecozzi@aruba.it

Mese per mese, le piante medicinali, nostre amiche, che ci accompagnano tutti i giorni e  sorprendono con le loro vie d’espressione dell’armonia dell’universo.

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Flora urbana e nobili piante

Nei prati di San Severino Marche cresce un “cardo” che cardo non è! Il “cardo asinino” (Cirsium vulgare Salvi (Ten.) subsp. vulgare) presenta uno splendido colore caldo, purupureo nella corolla. Rivestito di spine pungenti, forma tuttavia un fiore delicatissimo, profumato, spesso visitato da api e bombi.
Pianta “infestante” dei campi appenninici, segno di un terreno lavorato male o addirittura abbandonato, nelle Marche viene raccolto per i capolini e i fusti che, seppur amaragnoli sono simili a cardo e carciofi. Infatti, in Friuli si chiama “articiocchi” 🙂
In periodo di fioritura (estate piena) possiamo preparare un infuso blandamente colagogo, buono per le vie biliari e il fegato, con i petali e le punte delle foglie.
La famiglia è quella della Asteraceae, la pianta è perenne. Il nome che proviene da “varici” in antico Greco, indica il suo uso nell’erboristeria tradizionale: per curare varici e emorroidi. Il legame dei cardi, anche del genere Cirsium, con il sangue è espresso nell’araldica, fu simbolo di immortalità e orgoglio.

Amaro dei Centauri

Feste in arrivo? Piatti prelibati, magari fatti in casa, dolci, sostanziosi e semplicemente buoni. Eppure, l’organismo a volte chiede moderazione. Influenza? Con mal di testa, muscolo doloranti, bocca impastata e leggera nausea. L’intossicazione è dovuta all’elevato lavoro svolto dal fegato per debellare il virus, tra l’altro. Nausea da viaggio, in gravidanza, in menopausa, in cura oncologica – può aiutare un rimedio ben tollerato ma efficace.

La miscela delle seguenti piante proviene da una ricetta tradizionale, è l “Amaro dei Centauri”. La pianta principale, il centauro maggiore, è una piccola genzianacea, molto amara e di sicuro effetto digestivo. E’ chiamata anche “Cacciafebbre”, e l’azione febbrifuga è dimostrata in fitoterapia. Le estrazioni idralcoliche di piante amare e aromatiche, tra cui Erythrea centaurium, Agrimonia eupatoria, Cynara scolymus, Citrus sinensis, sono sinergiche in questo amaro tonico, poche gocce in acqua calda o in un infuso di camomilla e menta sono adatte a adulti e ragazzi; attenzione a chi soffre di calcoli biliari, l’amaro è, ovviamente, colagogo.

Benessere del SAGITTARIO

Sotto il segno del SAGITTARIO ci avviciniamo alla fine dell’anno solare. Nati nell’ultimo segno di fuoco, inseguono mete lontane e amano la natura. Tendono a sentirsi oppressi dalla quotidianità e possono accusare periodi di insonnia e ansia. Solitamente longilinei, hanno la “fronte del pensatore”, orecchie grandi e muscoli ben formati. I punti deboli possono essere il fegato come funzione piuttosto che solo organo, l’apparato tendineo-muscolare, il sistema immunitario.

Per il benessere come Sagittario: E’ importante mantenere il fegato in buona salute. Limita l’assunzione di farmaci di sintesi e scegli cibi di stagione, da coltivazioni bio e biodinamiche. Concediti sempre momenti di riposo, anche solo 5 minuti, soprattutto dopo pranzo. Per prevenire disturbi alla cistifellea prendi della tintura di celidonia e curcuma prima dei pasti e applica un impacco di argilla caldo sull’addome alla sera. In primavera ed autunno integra la dieta con del magnesio, estratti di ortica, verga d’oro e elicriso.

Attingi al tuo talento di “meditare in movimento”: Il tuo organismo trae grande beneficio dall’attività fisica. Trasforma una passeggiata nella natura in una meditazione in movimento. Cammina a passo spedito per circa mezz’ora. Nei primi dieci minuti concentrati solo su come ti muovi. Ora apri la tua percezione a ciò che ti circonda, respira a pieni polmoni, osserva le forme del paesaggio, goditi i colori. Non dare retta a pensieri astratti o preoccupazioni. Percepisci il tuo corpo nel paesaggio e sii semplicemente presente. Sarai ricompensato da un inaspettato senso di libertà.

 

Balsamo lenitivo tradizionale

Balsamo Gemme di Pioppo, lenimento tradizionale

Tra autunno e inverno la pelle risponde come può alle sollecitazioni del freddo, dell’aria secca dentro e del vento fuori. La pelle si irrita, “tira”, più esposta a herpes labiale, eritemi,screpolature, piccoli tagli. La pomata di mia nonna Ernestine, di origine dei Sudeti, conteneva solo estratto di gemme di pioppo e strutto. Ho rivisto la miscela sostituendo con 7 oleoliti vegetali dalle proprietà cicatrizzanti e antibiotiche, cera d’api e olio essenziale di elicriso.

L’unguento é ottenuto a temperature basse, si stende facilmente e dona benessere immediato lenendo anche a piccole abrasioni, foruncoli.

Il balsamo di gemme di pioppo oggi illumina il mio tavolo di lavoro, profumo di propoli vegetale, di oleoliti riempie la casa – l’estate ora é qui dentro, catturato in un lenimento speciale.

Preparazioni erboristiche

Come ogni anno è giunto il momento di aprire la scatole, i sacchi e sacchetti, le buste e le tele piene di erbe profumate, essiccate con tanta cura durante l’anno. Serviranno per miscele di tisane e doni, insieme agli oleoliti, le pomate, gli unguenti, le gocce da centauri, gli elisir di lunga vita… Le prossime settimane sentirete aromi meravigliosi tra queste righe!

Monastery of Fonte Avellana, Marche, Italy

What did young Lodolfo find in the ninth century as he looked for shelter underneath Mount Catria, animated only by his inmost yearning for contemplation and loneliness? Nowadays, it may be difficult to understand why he chose to settle down in that special place, together with a handful of peers from Gubbio. Was it an experience of silence in the ancient beech forest, the spring itself or maybe their longing for the Divine? The woods of the north/east Apennines were already well known places for spiritual retreat of the ancient Umbrian population.

The foundation of the first cells for the monks, in white chalkstone, started about the first millennium near the most important springs of the area. The church, a minor basilica, was consecrated at the end of the 12th century, dedicated to St. Andrew and the Holy Cross. The name of the monastery “Fonte Avellana” does not only depend on the natural abundance of hazelnut trees (Corylus avellana L.), but also on expressions associated to pre-Christian terminologies such as “auantia” (celtic, spring) and “Avernus” (latin, a place inhabited by ancestors). Fonte Avellana is situated in a natural amphitheater at the foot of Mount Catria (1701 m) and we can still see the well in the Botanical Garden, near the age-old yew tree.

Let us take a step back and observe the landscape of Fonte Avellana from a very far distance. From the Adriatic coast, we can see how the limestone massive of the Mount Catria rises in the hilly countryside. Between its northern face (Marche) and the southern one (Umbria) countless narrow valleys and canyons hide hermitages and minor sanctuaries, most of them ruins, entwined with thorns and brambles. Built on the Byzantine corridor, between Ravenna and Rome, many of these places were not only spiritual retreats but also hideouts both for pilgrims and outlaws. This might have been one of the reasons why St. Romuald (951-1027) arrived in this area in the first Millennium. For several years the founder of the Benedictine Camaldolese monastic order stayed in a cell of S. Maria di Sitria, a small abbey he built some miles from Fonte Avellana, fighting for the renewal and greater organization among the hermits living in northern and central Italy.

The ascendancy of Fonte Avellana began with the charismatic figure of St. Peter Damian (1007-1072) when he became the prior. Within a short period the monastery became a center of religious, cultural and social initiatives, even the most famous Dante Alighieri wrote a sonnet about Fonte Avellana in his Divine Comedy. The monastery and its properties were administered exemplarily, and until the end of the 14th century the domains of Fonte Avellana almost reached the Adriatic Sea. That was until the Vatican decided to send its own abbots owing to the decline of this unique approach to territorial and sustainable administration. After the closure under Napoleon and later under the unified Kingdom of Italy few monks kept living under Mount Catria. Only in the middle fifties of the nineteenth century were all buildings renovated and the monastery was opened to external visitors again.

In this particular scenario, offered by Mount Catria’s nature and within the monastery’s limestone walls do the outside and the inside become an impressive experience of the centuries old Camaldolese tradition. The monks live in community in the well-balanced rhythm of the Liturgy of the Hours, and at the same time they consider openness and hospitality as fundamental values of their choice of life and spirituality.

Visitors looking for time off for contemplation, private studying or enriching conversations are welcomed in specified parts of the buildings, either on their own or taking part in courses and seminars. Every year the community organizes or offers conferences, classes and courses about several inter-confessional topics, self-directed or held by external experts from all over Italy and Europe. There is a big refectory in the former cellars, which offers the traditional cuisine of the Marche region. A series of former monk cells were converted to comfortable rooms for the guests, there are also various conference halls and a vast library opened for visitors, as well as the beautiful scriptorium with its 13 windows aligned with the position of the sun. The historical library of the monks can be visited only on demand by researchers; it contains volumes and manuscripts from the 15th century until now. Liturgy of Hours and the Holy Mass are held in the Basilica or in the underground Crypt, visitors are always welcome.

The emblem of the Camaldolese shows two doves sipping from the same Chalice under a star. It expresses the encounter of the way of life of solitude against that of life in the religious community, according to the reform of St. Romuald. In Fonte Avellana, in the silence of its forests, we can sense this ancient yet contemporary commitment as a balm for our soul, in a world of sudden changes.

Monastero della Santa Croce e di S. Andrea di Fonte Avellana

Via Fonte Avellana I-61040 Serra Sant’Abbondio (PU)  0039 721 730261

www.fonteavellana.it

Author: Karin Mecozzi, Dipl. Herbalist, I-San Severino Marche. Writer, translator, teaches traditional herbalism and landscape observation in Fonte Avellana and all over Italy. www.karinmecozzi.it

 

 

 

 

Artemisia volgare, ancora si trova spontanea

Artemisia vulgaris L., pianta ruderale perenne della famiglia delle Asteraceae, molto diffusa, ha foglie dentellate, lamine inferiori argentate e piccoli fiori dal profumo aromatico. E’ la pianta di Artemide, la divinità greca che governava selve e foreste.

L’artemisia ha una lunga tradizione come erba magica per la fertilità delle donne e per il parto. Nel medioevo si bruciavano grossi mazzi per allontanare la peste e gli spiriti maligni. Nella medicina tradizionale cinese si usa la “moxa”, rotoli di foglie di artemisia che vengono bruciati lungo i meridiani e sui punti energetici. L’infuso di fiori e foglie di artemisia migliora la digestione, in particolare dei grassi. Con le foglie essiccate si aromatizzano arrosti e grigliate.

Secondo Santa Ildegarda da Bingen il “vino medicato” (enolito) di artemisia riscalda lo stomaco e cura l’intestino. 5 rametti fioriti di artemisia e tre chiodi di garofano vengono messi a macerare in 1 litro di vino rosso per 4 settimane. Si filtra e si riscalda a bagnomaria mescolandovi 3 cucchiai di miele di castagno. Mezzo bicchierino dell’enolito prima dei pasti migliora l’appetito e favorisce l’assorbimento del ferro nell’anemia.

ttps://airallergy.sciensano.be/content/mugwort-artemisia-spp

 

 

Herzbrot, Immenblatt oder Nervennessel: die Echte Zitronenmelisse (Melissa officinalis), Artikel-Auszug

In der sogenannten Volksmedizin wurde die Melisse zusammen mit Raute und Tausendgüldenkraut  in Branntwein angesetzt „gegen Hysterie und Wollust“; aus Blüten und Blättern bereitete man einen Sud für nichtheilende Wunden, Skorpionbisse und Insektenstiche. Melissensirup süßte die starken, bitteren Mittel bei Darmparasiten, während getrocknete Blätter und Blüten die Bettlaken der Brautmitgift bedufteten.

Melissa officinalis, die echte Zitornenmelisse, ist auch heute noch auf der ganzen Welt eine wichtige Heilpflanze in der Naturheilkunde. Sie wurde auch schulwissenschaftlich mehrfach untersucht (Kommission E, Escop-Monographien[1]). Die Droge besteht aus den Blättern und Blüten, sie enthalten ätherische Öle (0,02 bis 0,8 %), Flavonoide, Phenylcarbonsäuren, Gerb- und Bitterstoffe, Schleimstoffe. Der Phytokomplex, also das Zusammenwirkung aller enthaltenen Substanzen, hängt von der Anbaumethode und der geographischen Lage ab, eine besonders wertvolle Zitronenmelisse wird z.B. in Polen angebaut.

In der Anwendung ist Melissa officinalis vielseitig und verlässlich, es sei denn, man verwendet die passende Extraktion (Tee, alkohischer Auszug, Urtinktur, Flüssigextrakt, ätherisches Öl) und Dosierung. Die wichtigsten Bereiche sind: Nerven-Sinnessystem, rhythmisches System (Herz, Kreislauf und Atmung), Verdauungstrakt und Immunsystem (antiviral).

ph. putneypics/anniesannuals.com

[1] http://www.arzneipflanzenlexikon.info/index.php?de_pflanzen=37

Auszug aus: Karin Mecozzi, Artikel im “Ernährungsrundbrief”, Arbeitskreis für Ernährungsforschung, Bad Vilbel, Ausgabe Dezember 2018