Categoria: Paesaggio – Landscape

Cultura del paesaggio: “Quaderni Habitat”

Nelle mie ricerche su flora e paesaggio ho trovato una fonte interessante, che vorrei condividere oggi, qui con voi sul blog.

Si tratta di una serie di pubblicazioni edite dal Ministero dell’Ambiente, cito la descrizione sul sito. “La collana “Quaderni Habitat” nasce dalla collaborazione instaurata tra la Direzione Protezione della Natura e del Mare e il Museo Friulano di Storia Naturale di Udine. Scopo della collana – organizzata in agili pubblicazioni di carattere monografico – è quello di promuovere la conoscenza di habitat a particolare rischio di degrado o di scomparsa.
Si tratta di ambienti, spesso, di particolare pregio che custodiscono elementi faunistica, floristici o vegetazionali degni di nota e che rappresentano piccole ma fondamentali tessere nel grande mosaico del nostro paesaggio.”

Si possono scaricare gratuitamente dal seguente link:

http://www.minambiente.it/pagina/i-quaderni-habitat-collana

Passeggiata tra le mura del centro storico di San Severino Marche (MC)

Da kühltest du sie mit der Welt

Gott, wie begreif ich deine Stunde,
als du, daß sie im Raum sich runde,
die Stimme vor dich hingestellt;
dir war das Nichts wie eine Wunde,
da kühltest du sie mit der Welt.

Jetzt heilt es leise unter uns.

Denn die Vergangenheiten tranken
die vielen Fieber aus dem Kranken,
w i r fühlen schon in sanftem Schwanken
den ruhigen Puls des Hintergrunds.

Wir liegen lindernd auf dem Nichts
und wir verhüllen alle Risse;
du aber wächst ins Ungewisse
im Schatten deines Angesichts.

Rainer Maria Rilke (1875 – 1926), René Karl Wilhelm Johann Josef Maria, österreichischer Erzähler und Lyriker.
Quelle: »Vom mönchischen Leben«

Montagna

Pianta i piedi nell’anima della Terra
Volgi le spalle al tramonto e guarda l’alba negli occhi
Suoi tuoi crinali, faggi
Lungo le forre, le tue vene, acqua sorgiva sempre
Un’aquila ti fa da guardiana
e il cielo azzurro ti fa da manto.
Monte Catria, montagna-soglia verso l’Appennino centrale. Immagina di essere una grande Montagna…nello Yoga fare la posizione della montagna aiuta a sviluppare e mantenere saldezza. In euritmia la lettera A è quella del Cuore e dell’apertura verso l’alto e gli altri, sempre saldi con le gambe per terra.

BIODIVERSITA’ Le erbe dei semplici nei borghi

Dal sito di Dryades, Flora urbana della città di Trieste

Pur sapendo che nell’area del Sisma 2016 i nostri borghi ora hanno problemi più importanti, eppure…. anche le specie spontanee che ne fanno parte, costituiscono un patrimonio importante per i nostri paesaggi italiani.

Il cappero, Capparis spinosa L., antica pianta officinale e alimentare per le sue gemme aromatiche, tonico-digestive e afrodisiache, viene studiato in Italia e all’estero, ad esempio da colleghi botanici per la facoltà della radice a chelare minerali.

E’ una specie della famiglia della Capparidaceae, e nelle Marche, Capparis spinosa è specie considerata rara o in via d’estinzione secondo una legge regionale pubblicata su un testo scientifico.

Osserviamo quali specie crescono nei nostri borghi, officinali, medicinali, alimentari, tintoree. Scopriremo un universo di enorme RESILIENZA VERDE.

E qui ho svelato in parte il titolo del mio prossimo libro….

Ciò che anima

Parlando per immagini, la Terra, di noi tutti Madre, offre a noi i suoi preziosi 4 elementi: terra, acqua, luce, fuoco e chiede a noi uomini di prendercene cura. Il quinto elemento e l’etere o quintessenza, anche anima mundi. Era per gli antichi il soffio vitale che muove ogni cosa, minerali, animali, uomini e piante e mette in relazione gli elementi tra loro. In una lettura moderna, è anche la forza che porta a conoscere, scoprire e dialogare con gli altri esseri.
L’anima mundi, nel senso di “anemòs”, soffio. Mundi come “universo”. Un tempo, il “mondo” era tutt’uno, materia e spirito, Deità e umani, insieme sulla Terra e legati da una parte invisibile. Resistente e robusta ma non visibile ai sensi fisici. E’ la quintessenza, l’anima mundi, è quel cuore che pulsa in un’altipiano fiorito, in una pioggia tanto aspettata, nell’arcobaleno che si forma quando due e più persone scoprono di stare bene insieme.

Sulle tracce di San Romualdo

Eremi, monasteri e abbazie, presidi di civiltà e sapienza*

Eremi, monasteri e abbazie, presidi di civiltà e sapienza che punteggiano luoghi sperduti e lontani dal mondo dove eremiti e monaci coltivano spiritualità e preghiera attraverso il lavoro e l’accoglienza di pellegrini e viandanti… Sembra la descrizione tratta dalla cronaca di un manoscritto medievale, invece è una realtà che possiamo ripercorrere e rivivere ancora oggi nelle pieghe dell’Appennino tra Marche e Umbria sulle orme di san Romualdo e san Pier Damiani nel solco della Regola di san Benedetto padre del monachesimo. A cavallo del Mille grande fu l’influenza di Romualdo di Ravenna tra il Catria e Valdicastro dove lascerà questa vita terrena per quella eterna del cielo il 19 giugno 1027.

I monaci romualdini erano eremiti ma anche cenobiti perché questo aveva voluto il loro padre fondatore costruendo eremi ma affiancando ad essi anche monasteri. Il più famoso di questi complessi fu quello di Camaldoli in Toscana da cui deriva il nome della congregazione detta dei monaci camaldolesi.

Edificati in luoghi sperduti ma sempre in prossimità di sorgenti d’acqua o limpidi torrenti, eremi e monasteri erano immersi in una natura rigogliosa di boschi e pascoli ma erano anche sentinelle di gole e valli montane dove diventavano riferimento per pellegrini e viandanti che così tracciavano vie dove di tanto in tanto trovavano monaci che li accoglievano mettendo in pratica la regola benedettina… tutti gli ospiti che giungono in monastero siano ricevuti come Cristo, poiché un giorno egli dirà: “Sono stato ospite e mi avete accolto” e a tutti si renda il debito onore, ma in modo particolare ai nostri confratelli e ai pellegrini.

I monaci con il loro sapere producevano, seguendo antiche ricette, medicine e unguenti ma anche bevande liquorose e pozioni naturali che ristoravano ed erano di sollievo per l’anima e il corpo, per lo spirito e la mente. La loro erudizione si traduceva anche nell’arte della copiatura e della miniatura dei manoscritti come avveniva nell’eremo di Fonte Avellana, nel suo millenario scriptorium.

San Pier Damiani era la fervida mente che sapeva anche di matematica e scienza conoscendo la Sezione Aurea, l’Analemma di Vitruvio e tante regole ancora di araba, greca e romana memoria. Ripercorriamo come pellegrini del passato quelle strade di antica memoria che uniscono tra romanico e gotico Santa Croce di Fonte Avellana, Santa Maria di Sitria, Sant’Emiliano in Congiuntoli fino ad arrivare alle altre, nel vicino Appennino…. buon cammino!

  • Scritto in occasione del corso residenziale “Erboristi e pellegrini” a Fonte Avellana nel 2016 da Graziano Ilari, guida a Fonte Avellana ed esperto di accoglienza turistica a Pergola.

Cogliete quindi senza indugio….

“Studiando la natura

rispettiamo sempre l’unico e l’insieme;

nulla è dentro, niente è fuori:

quel che appare interiormente è anche nel mondo esterno.

Cogliete quindi senza indugio

il sacro manifesto mistero.

Rallegratevi della reale apparenza,

e della seria commedia:

il Vivente non è mai a sé stante,

ma è sempre un INSIEME.

 

“Epirrhema” di Johann Wolfgang von Goethe

 

 Convento di S. Bartolomeo di Brogliano

 

 

 

 

 

 

 

Bisogna vedere quel che non si è visto

Fonte Avellana
ginestre in fiore sul vecchio pascolo sopra il monastero

Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era.
Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.
Jorge Saramago

Un laboratorio di cultura del paesaggio

https://www.facebook.com/paesaggiolab/

Paesaggio.lab è un progetto nato dall’incontro con Vasco Feligini, guida ambientale escursionistica e appassionato viaggiatore e altri amici e colleghi, tra cui Augusta D’Andrassi, Daniela Dall’Oro e Fiammetta Paloschi, Franco Barbadoro, la Comunità dei Monaci Camaldolesi di Fonte Avellana e Montegiove e molti altri.

Il progetto è l’organizzazione di corsi, escursioni, eventi artistici ed esperienze di scrittura lungo il nostro splendido Appennino. Iniziamo il 26 maggio 2017 con il corso “Vis Naturae” insieme a Carmela Patania e Augusta D’Andrassi, con un’escursione facoltativa con Vasco Feligini.

Come LABORATORIO è un’iniziativa aperta a idee, impulsi, richieste e interrogativi. Se non ci poniamo domande, non sapremo mai rispondergli, al paesaggio dentro e fuori di noi.

dal Monte Roma verso Fonte Avellana, foto Renato Tittarelli