In primavera, lungo sentieri e campi di grano, fioriscono luminosi i piccoli cespi di camomilla. Per distinguere la pianta da altre specie, apri un capolino: la camomilla officinale (Matricaria camomilla L.) contiene una piccola bolla d’aria!
L’intera pianta emana un forte profumo, aromatico e tipico. La camomilla, della famiglia delle Asteraceae, è “sulfurea”e al contempo lunare, disinfetta e sfiamma allo stesso tempo, mette a posto laddove processi di decomposizione vorrebbero prendere il sopravvento.
Contiene flavonoidi (quercetina), lattoni (matricina) e un olio essenziale prezioso dal bel colore blu (camazulene). I fiori freschi ed essiccati hanno un’azione calmante e sono usati in infusi e tintur contro coliche e spasmi addominali.
La pianta si rivolge sia alla sfera del ricambio, sia al sistema nervoso, agendo anche sulla pelle, nostro grande organo emuntore.
Per via esterna, l’impacco con l’infuso lenisce punture di insetti e piccole lesioni, eritemi e eczemi. L’oleolito (estratto oleoso) e l’olio essenziale di camomilla diluito in un solvente (olio di jojoba, ad esempio) sono indicati per aiutare la cicatrizzazione di ferite e ustioni.e l’unguento (oleolito + cera d’api).
Per preparare l’oleolito si raccolgono i capolini appena schiusi nel tempo balsamico, si lasciano riposare brevemente stesi su fogli di carta o teli di cotone e si mettono a macerare con olio di oliva. A 20 ml di oleolito di camomilla, aggiungi 1 goccia del prezioso olio essenziale e 2 gocce di olio essenziale di lavanda officinale. E’ un “rimedio da pronto soccorso” per improvvisi mal di testa, mal d’orecchie e nevralgie.
Beruhigt, hemmt Entzündungen: ECHTE KAMILLE
Im Frühjahr keimen an Weg- und Feldrändern viele verschiedene Kamillenarten: die Blütenköpfchen der echten Kamille (Matricaria chamomilla L.) enthalten eine winzige Luftblase! Die Kamille ist eine „Schwefelpflanze“, wirkt keimtötend, entzündungshemmend, räumt auf, wo Gärprozesse Überhand nehmen wollen. Sie hat ihre Entsprechung zum Darm, dem Stoffwechsel und dem Nervensystem. Aus den getrockneten Blüten stellt man einen beruhigenden Tee und eine Tinktur gegen Bauchkrämpfe und Regelbeschwerden her. Mit lauwarmem Kamillentee behandelt man Insektenstiche und kleine Wunden. Aus 20 g angetrockneten Blüten und 300 ml nativem Olivenöl wird ein duftender Ölauszug zubereitet. Man lässt ihn 3 Wochen lang im Warmen stehen und filtert. Hilft äußerlich bei Ohrenschmerzen und Zahnungsbeschwerden der Kleinkinder. Auf 20 ml Ölauszug gibt man 1 Tropfen des ätherischen Kamillenöls (blau!), um Muskelverspannungen im Nacken- und Schulterbereich sanft zu lösen.
Dalla collaborazione con i cosmetologi formulatori di ECO:Y e il nostro elicriso nasce una prima serie della LINEA ERBORISTICA donna e uomo.
Helichrysum italicum (Roth) G. Don by Pamela Natalini
I cosmetici per la cura del viso e del corpo contengono estratti di elicriso appenninico (Helichrysum italicum (Roth) G. Don) e principi funzionali naturali e sinergici. Anche le profumazioni sono naturali. Trasmettono tutto il calore dell’elicriso inondato di sole!
Le nostre creme si assorbono facilmente, nutrono e idratano, l’olio per gli sportivi è pensato per scaldare i muscoli prima e dopo dell’allenamento e …. i lavori agricoli e ortivi in primavera.
La linea sarà presto in vendita nelle migliori erboristerie e nei negozi specializzati.
Questa festa dell’anno si colloca a sud-est del ciclo annuale. Segna il mattino luminoso che precede il caldo di mezzogiorno e l’inizio dell’estate, quando la natura si dispiega, cresce e sboccia in modo esplosivo nel calore crescente. È il tempo della fioritura. Per i Celti, Beltane era l’inizio dell’estate, all’opposto di Samhain, la celebrazione dell’addio alla stagione calda, con i suoi temi di trapasso, di morte.
In origine, Beltane, nota anche come Walpurgis, riguardava l’erotismo, la sensualità e la sessualità. Si trattava del matrimonio sacro tra la dea e il dio, che simboleggiava la fertilità e il passaggio della vita. Tutte le tradizioni agricole e di allevamento avevano bisogno della fertilità della terra, degli animali e delle persone per sopravvivere. Desiderio di riunirsi, fondersi, collegarsi. Fecondazione. Il simbolo di Beltane è la luna piena. Nelle tradizioni, questa fase riguarda le nozze sacre celebrate nel culto delle dee. Si tratta di desiderio reciproco, sensualità e piacere sessuale, di dare e ricevere, di fusione e fertilità. La dea potente che si unisce a un dio di uguali forze, fanno una nuova vita da questo incontro.
La dea romana Flora è commemorata nei giorni dal 1° al 3 maggio. Tutti i fiori e le fioriture che salgono alle divinità sono sotto la sua protezione. È la dea dei fiori e della vegetazione rigogliosa. Flora era anche venerata come dea della libertà, dell’erotismo e della sessualità. Nel suo culto veniva venerato il corpo femminile nudo, la bellezza della vulva e degli organi sessuali femminili. Un simbolo di questo periodo di unificazione è il “Maibaum” che ancora oggi viene eretto nei paesi d’oltralpe nel giorno di festa. È un tronco d’albero alto, posizionato al centro della piazza del paese, decorato con nastri, corone e fiori; simbolo fallico, piantato nella Madre Terra per fecondare il suo grembo. Danze, musica, cibi, birra fresca e giochi portano la gioia del momento dell’anno tra uomini e donne, giovani e bambini. Risuona nel “maggio“, il grande tronco d’albero, spesso un pioppo cipressino, scelto nei boschi dell’Umbria, tagliato e portato in piazza. A Gualdo Tadino, ancora oggi una festa millenaria celebra l’antica usanza.
Esempi di piante medicinali da raccoglie intorno al passaggio di Beltane
Elisir di piante depurative freschenon troppo amare come caglio odoroso, edera terrestre, foglie di betulla, lamio maculato, foglie di violetta, betonica, sambuco. Si cuoce del vino rosso con zucchero integrale o miele e si mettono in infusione fiori di lillà, melo selvatico, gemme di abete, frutti di ginepro rosso, edera terrestre, foglie di avena. Si filtra, due volte al giorno un bicchierino.
Benedizione per Beltane
Stelle di felicità sopra di te, Sole sul tuo cammino, Molti amici che ti vogliono bene, Gioia al lavoro e al gioco. Una risata che supera ogni preoccupazione Una canzone nel tuo cuore, E l’allegria che ti aspetta ovunque Per tutta la vita. Che tu possa avere sempre dei muri per il vento, un tetto per la pioggia, un tè accanto al fuoco, una risata che ti rallegra, e delle persone che ami vicino a te, e tutto ciò che il tuo cuore desidera. Che tu possa provare solo felicità da oggi in poi.
Grazie a tutte le lettrici e i lettori per leggere, studiare, riflettere, applicare, praticare, condividere le mie righe. Viva l’erboristeria e l’osservazione ampliata delle piante e del paesaggio!
Nel 2012 esce la prima edizione di ARS HERBARIA, PIANTE MEDICINALI NEL RESPIRO DELL’ANNO in lingua italiana, con NATURA E CULTURA Natura e Cultura Editrice Tradotta in tedesco, ARS HERBARIA, HEILPFLANZEN IM JAHRESLAUF viene pubblicata dal VERLAG AM GOETHEANUM (NATURA VERLAG) come prima edizione del 2015. Entra tra i 25 libri più belli della Germania ottenendo il premio “DIE SCHÖNSTEN BÜCHER DEUTSCHLANDS” da Stiftung Buchkunst. Il volume esce in seconda edizione nel 2019. Nel 2020 è la volta della seconda edizione aggiornata e ampliata di ARS HERBARIA in italiano. Nello stesso anno, nei 40 giorni di lockdown scrivo VERDE RESILIENZA. ERBORISTERIA PRATICA NEL CAMBIAMENTO, un piccolo libro densissimo di informazioni e spunti. Nel 2024 lo traduco in tedesco per VERLAG ELLERT&RICHTER Hamburg.
Spedisco in tutta Italia i testi italiani ARS HERBARIA e VERDE RESILIENZA, scrivetemi: karin.mecozzi@gmail.com Li trovate anche nei negozi di libri e online. Lo stesso vale per i libri in tedesco.
Monastero di Fonte Avellana Serra Sant’Abbondio (PU)
15-17 maggio 2026
“Medicina monastica” Erboristeria tradizionale a Fonte Avellana Corso teorico pratico
a cura di Karin Mecozzi, Augusta D’Andrassi, Giorgio Bortolussi
Temi del corso: La “medicina monastica” e l’erboristera tradizionale europea La ruota dell’anno: alle soglie dell’estate Erbe dei pellegrini: ricette e rimedi per camminatori e sognatori Contemplare la natura: pratiche di mindfulness e meditazione nel paesaggio Trasformare i raccolti: fitopreparazione con arte e sapienza
Il corso è aperto agli interessati in materie erboristiche anche senza conoscenze pregresse.
A cura di:
Karin Mecozzi, erborista diplomata alla Facoltà di Farmacia dell’Università di Urbino, consulente in naturopatia. Raccoglie e trasforma erbe officinali in Appennino, autrice di libri in italiano e tedesco. (www.karinmecozzi.com) Augusta D’Andrassi, dottoressa forestale con specializzazione in fitoterapia e piante officinali, insegnante, guida naturalistica e interprete ambientale. Giorgio Bortolussi, tecnico agricolo, autore, presidente Associazione Thaleia
Informazioni sul corso: karin.mecozzi@gmail.com t. 349 8383231 (messaggio Whatsapp)
“Il futuro del nostro sviluppo consiste nel vedere in tutta la Terra il Corpo di Cristo. Poiché Cristo, da quel momento, si è stabilito nella Terra, ha creato nella Terra un nuovo centro di luce e permea la Terra, risplende nel mondo ed è eternamente intessuto nell’aura terrestre…”
Rudolf Steiner (O.O.112)
Cara lettrice, caro lettore del mio blog,
Ti raggiungano i miei più verdi auguri per una Pasqua di raccoglimento, riconciliazione e quiete.
Povero tarassaco, dente di leone dai fiori gialli, dicono di te che sei un’erbaccia, ma se fossi come l’orchidea, fiore raro, tutti ti troverebbero straordinario! Wiltrud Eberhardt
(…)* Il tarassaco vive pienamente nel salire e scendere dei succhi, nel fiorire e sfiorire.
Osservando un tarassaco in una giornata di primavera, quando apre completamente i suoi bei capolini e le foglie sono lucide e vitali, l’impressione è quella di una pianta “in piena salute”, talmente appare vigorosa. Raramente cresce da sola in mezzo al prato, di solito molti altri esemplari crescono nelle immediate vicinanze. Tutti abbiamo già visto dei prati disseminati di capolini giallo oro, tipico colore del tarassaco. Ciò che stupisce guardando esemplari in luoghi diversi, all’ombra o nel campo aperto, è la capacità di adattamento alle condizioni di luce. Il tarassaco forma foglie finemente seghettate e scure laddove agiscono forze di luce particolari, nei terreni sabbiosi, in alta montagna. Ha lamine più larghe e quasi ondulate se cresce in zone ombreggiate, lungo i corsi d’acqua ed anche dove il terreno ha ricevuto molto concime.
È una pianta perenne e si diffonde anche in luoghi poco “ospitali”, tra i ruderi e lungo le strade trafficate. Il tarassaco cresce in ogni parte del mondo, e si contano più di 500 specie strettamente imparentate. Nella sua parte erbacea, nell’apparato fogliare e nei fusti tubolari ricolmi di latice bianco, la pianta è legata all’acqua, ai liquidi e vive nell’elemento lunare. Al tempo stesso esprime la sua intima connessione con il Sole attraverso i capolini gialli e rotondi, a ligule che guardano all’ambiente circostante, con il polline nutriente e dolce e una radice fittonante ricca di amido.
La forza vitale che impregna tutta la pianta ci guida verso gli ambiti di applicazione in fitoterapia. Volgarmente, il tarassaco viene chiamato anche “piscialetto” per la sua azione diuretica. Gli estratti servono a drenare l’apparato urinario, aumentano la diuresi e l’eliminazione delle scorie. A questo scopo si assume il succo fresco, ottenuto dalla parte aerea e radice della pianta (da raccogliere prima della fioritura), la tintura madre o il decotto.
• A scopo erboristico, dissotterra la radice (Taraxaci radix) in ottobre-novembre o in febbraio, puliscila con cura sotto l’acqua corrente usando una spazzola naturale, tagliala a pezzetti e essiccala a 40°C nell’essiccatoio. Fai attenzione ad una completa essiccazione per evitare il rischio di muffe e conserva la droga in sacchetti di tela naturale al riparo dalla luce e dall’umidità.
• Per estrarre la radice in acqua metti a macerare un cucchiaino di droga essiccata in 200 ml di acqua fredda alla sera, porta ad ebollizione alla mattina lasciando sobbollire per 3 minuti. Filtra e bevi il decotto tiepido a piccoli sorsi durante la mattinata.
• Raccogli anche i fiori e le foglie in tempo balsamico, dopo l’essicazione (attenzione, per i fiori occorre un essiccatore ad aria calda) sono ottime nelle tisane corroboranti e amato-toniche.
Con il decotto, l’effetto diuretico si manifesta dopo qualche giorno di applicazione. Ciò consente un trattamento blando, adatto anche a bambini e alle persone debilitate. Una “cura” con il decotto di tarassaco, somministrato anche solo a cucchiaini prima dei pasti, è benefica proprio per i bambini in convalescenza, dopo una malattia esantematica o un’influenza: le sostanze amare della radice favoriscono infatti l’assorbimento del ferro e aumentano l’appetito. Una nota importante riguarda il momento di raccolta della radice: se si vuole usare la radice per aumentare la diuresi, si consiglia di raccoglierla in primavera, poiché dopo l’inverno contiene più potassio. In autunno, invece, è ricca di inulina, un amido benefico per l’intestino e il fegato, un cosiddetto prebiotico.
Le preparazioni a base di tarassaco, dei fiori, delle foglie e della radice, sono tra i rimedi più noti per il fegato e i reni e vantano un uso millenario. Sono indicate soprattutto per donne e uomini dai 35 ai 55 anni, a “metà della vita”, quando i ritmi sono veloci, le pause irregolari e il fegato ha molto da elaborare (si tratti di alimenti o di emozioni!). Gli aspetti solari dell’apparire e risplendere verso l’esterno non sono più supportati dalle stesse forze vitali della prima giovinezza, e possono manifestarsi stanchezza, senso di irrequietudine, disturbi digestivi, la pelle del viso spenta, opaca. (…) Gli estratti di tarassaco contengono sostanze amare, lattoni sesquiterpenici e triterpeni, colina, resine, mucillagini, flavonoidi, vitamine e fitosteroli. Nella sfera digestiva stimolano la produzione di bile e la secrezione gastrica, regolando anche l’attività pancreatica. Migliorano l’attività intestinale, riducono il senso di gonfiore e i meteorismi e prevengono la formazione di calcoli alla cistifellea. Il tarassaco è una pianta medicinale sicura, priva di effetti collaterali. È sconsigliato in presenza di calcoli biliari o anche renali e in caso di gastrite acuta. (…)
Uso del tarassaco in cucina
Non è sempre facile distinguere il tarassaco dalla cicoria (Cichorium intybus)! Esaminiamo quindi le giovani foglie: partendo dalla rosetta basale, la foglia di cicoria mostra una nervatura centrale rossastra, mentre quella di tarassaco è verde. La rosetta basale del tarassaco fa parte della ricca gamma di erbe di campo che spuntano in primavera e arricchiscono i nostri piatti. Raccomandiamo di raccogliere le rosette di tarassaco con una certa cautela, senza danneggiare la radice, in modo che il cespo possa ricrescere. Come abbiamo detto, le foglie di tarassaco hanno un gusto gradevole e rinfrescante. Si possono cuocere insieme ad altre erbe selvatiche con un po’ di aglio o cipolla fresca e olio di oliva extravergine e servire come contorno o come condimento per la pasta o il farro cotto. Poche foglie crude tagliate finemente sono ottime nell’insalata mista o sulla pizza, insieme alla rucola e all’erba cipollina. Per preparare i “capperi di tarassaco”, si usano le gemme florali raccolte alla mattina presto. Si scottano in acqua bollente e si mettono in vasetti di vetro con acqua e aceto, olio, foglie di alloro, semi di coriandolo e sale. Con i fiori del tarassaco si ottiene una preparazione detta “miele di tarassaco”: si coprono le ligule appena raccolte con lo zucchero di canna formando degli strati e si lasciano a macero per almeno un mese, si filtra con cura e si ottiene uno sciroppo denso che rallegra l’umore e migliora le difese immunitarie.
Il tarassaco nell’agricoltura biodinamica
Nel Corso di agricoltura vengono elencate sei piante medicinali per i “Preparati da cumulo”: achillea (Achillea millefolium), camomilla (Matricaria recutita), quercia (Quercus robur), tarassaco (Taraxacum officinale), valeriana (Valeriana officinalis). In agricoltura biodinamica, lo stallatico viene compostato per migliorarne l’azione come concime, cioè “digerito” nel processo di compostaggio. I “Preparati” vengono aggiunti ai cumuli di letame. Aiutano la trasformazione della sostanza organica e, secondo il dottor Steiner, fanno in modo che i processi naturali si svolgano nel modo migliore per l’intero ambiente. La descrizione delle sei piante, riportata nel ciclo di conferenze di Rudolf Steiner (Koberwitz, 1924) porta il lettore verso un modo di osservare la natura nuovo, nel quale le sostanze vengono considerate in modo dinamico, sullo sfondo di principi essenziali che si esprimono nei processi di formazione. Nella quinta conferenza Steiner parla del tarassaco e della sua azione benefica sull’intero organismo agricolo. Esso porterebbe il potassio e il silicio ad interagire nella giusta maniera. Arricchendo lo stallatico compostato con il tarassaco, il suolo stesso svilupperebbe la capacità di assimilare meglio l’acido silicico dall’atmosfera e dal cosmo.
Attraverso il tarassaco le piante diventano così “capaci di percepire con sensibilità tutto quel che agisce nell’ambiente che le circonda”.
*(..)Tratto da Karin Mecozzi “Ars herbaria. Piante medicinali nel respiro dell’anno” Natura e Cultura Editrice (SV), 2020
▷ Per informarti sulle preparazioni che compongono la “HERBAL BOX” stagionale, chiedere una consulenza o ricevere dettagli sui miei corsi e le mie pubblicazioni, contattami per mail scrivendo a karin.mecozzi@gmail.com oppure per messaggio whatsapp o telegram al numero 349 8383231
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Un metodo antico dell’erboristeria tradizionale per alleggerirsi e ritrovare il contatto le forze di salute è la pratica della depurazione. La depurazione continua ad essere parte di una visione moderna del benessere naturale integrale. Viene effettuata per alleggerire l’organismo da sostanze superflue, drenare gli organi emuntori fegato, reni, intestino, pelle, tessuto connettivo ed espellere ciò che impedisce il fluire dei processi nel nostro corpo e nel nostro sentire.
Il percorso di depurazione passa per erbe e rimedi specifici, pratiche erboristiche igieniche, la cura dell’alimentazione.
L’obiettivo è uno stato generale di benessere stimolando i processi metabolici. Si possono perdere dei chili di troppo.
E’ indicata per sostenere dopo o durante una cura con farmaci invasivi come i chemioterapici o gli antibiotici.
Un periodo di depurazione, soprattutto in primavera, è consigliato a tutte le età.
La depurazione erboristica non è una detossificazione: La depurazione è un percorso per ripulire e alleggerire l’organismo, neutralizzare acidi nell’organismo, combattere radicali liberi (un tempo definiti “tossine”), preparare e sostenere nella ripresa. La detossificazione è una cura per eliminare sostanze tossiche (amalgame vecchie, metalli pesanti, candidosi, radioattività), valutando il consiglio del medico
Quando hai bisogno di un periodo di depurazione?
Quando è in sovraccarico, il nostro organismo dà dei “campanelli di allarme”:
stanchezza, mancanza di concentrazione e costanza
svogliatezza, cattivo umore, irritabilità e nervosismo
pelle del volto spenta, occhi stanchi, occhiaie, bruciore agli occhi
pelle molto secca o grassa
rughe precoci e accentuate
eccessiva perdita di capelli
cellulite
muscoli doloranti
sudore maleodorante, coaguli nel mestruo, molto muco
urina acida (misurare il PH per diverse mattine)
sfoghi, foruncoli, eczemi
improvvise risposte allergiche ad alimenti, polveri o pollini
La pratica della depurazione aiuta sempre a migliorare la situazione, tuttavia non sostituisce l’accertamento di eventuali malattie.
Se i sintomi elencati sono connessi a dolori o disfunzioni persistenti rivolgiti immediatamente al tuo medico.Alla prima esperienza, non praticare la depurazione da solo, non seguire facili ricette online. Rivolgiti all’erborista, ascolta il tuo corpo nel ritmo delle stagioni, usa cibi, piante medicinali, rimedi, oli essenziali, estratti di qualità.
Nel mio libro “Verde resilienza. Erboristeria pratica nel cambiamento” edito da Natura e Cultura Editrice trovi la descrizione della tradizionale depurazione erboristica, a base di erbe, tisane, rimedi, alimenti, con consigli per lo stile di vita, la meditazione e il giusto riposo. Ecco la prima chiave della depurazione erboristica:
N. 1 Le tisane depurative
Bevi tre grandi tazze di tisana depurativa ogni giorno, da adesso fino a fine aprile, scegli tra le miscele descritte oppure scrivimi per consigli personalizzati. Acquista sempre droghe[1] di prima qualità, conserva le miscele in recipienti di vetro al riparo dalla luce e dall’umidità. Puoi usare anche più droghe fresche, hanno un gusto meno aromatico ma altrettanto piacevole e sono ricche di vitamine, minerali e mucillagini. Impara a raccogliere, essicca e conserva le tue preferite! La quantità di 750 ml è sufficiente per l’intera giornata.
Prepara così: in 750 ml di acqua (poco calcarea) fai bollire per 5 minuti 1 cucchiaio di radice di tarassaco, spegni e aggiungi una piccola presa (di ciascuna droga, precedentemente pestate nel mortaio) di ortica, caglio attaccaveste, melissa, rosmarino. Filtra dopo 10 minuti. Conserva la tisana in un thermos, bevila a tazzine senza dolcificare entro le 17.
2. Con l’aggiunta di droghe amaro-aromatiche e mucillaginose: Centaurium erythrea, centaurea maggiore (sommità fiorite), Malva sylvestris, malva (foglie e fiori), Glechoma hederacea, edera terrestre (foglie), Melissa officinalis, melissa (foglie), Lippia citriodora, erba cedrina (foglie).
Prepara così: metti a macerare mezzo cucchiaino di centaurea maggiore e un cucchiaio di malva in 750 ml di acqua fredda per almeno 4 ore, porta ad ebollizione, spegni e aggiungi le altre droghe precedentemente pestate nel mortaio. Filtra dopo 10 minuti e bevi durante la giornata, lontano dai pasti, senza dolcificare.
Prepara così: Mescola 2 infiorescenze fresche di sambuco con una presa foglie di fragola, menta selvatica e verbena. Versa 750 ml di acqua bollente sulla miscela di droghe, ben spezzettate e lascia in infusione per 15 minuti. Filtra e conserva in un thermos per non più di 8 ore, bevi a tazzine durante la giornata.
[1] Come “droga” si intende la parte attiva della pianta medicinale, allo stato fresco o essiccato.
[2] In caso di patologie renali, calcolosi biliare o assunzione di farmaci anticoagulanti, prima di assumere le miscele descritte chiedi consiglio al tuo erborista o medico fitoterapeuta.
“Verde resilienza, Erboristeria pratica nel cambiamento” Natura e Cultura Editrice 2020 – Immagine del mortaio e dei disegni nel libro di Maria Elena D’Andrassi
Droga in erboristeria: giovane corteccia, gemme, foglie. Segnature prevalenti (secondo specie) Saturno e Luna, Mercurio e Giove con Elementi salienti in Aria e Fuoco
Scheda botanica di Populus nigra L.: Albero a crescita rapida che può raggiungere i 30 metri di altezza. Presenta un tronco spesso nodoso e una chioma che può essere globosa-espansa nella specie selvatica o strettamente colonnare nella varietà italica (pioppo cipressino). Le foglie sono caducifoglie, di forma da triangolare a romboidale con apice appuntito e margine seghettato. In autunno si colorano di un bel giallo-oro luminoso prima di cadere. La corteccia è inizialmente grigio-chiara e liscia, con il tempo diventa scura, profondamente solcata. E’ una specie dioica (fiori maschili e femminili su piante diverse). I fiori sono raccolti in amenti penduli che appaiono tra marzo e aprile. I frutti sono capsule verdi che a maggio liberano semi avvolti in una densa peluria bianca (pappo). Le specie di pioppo in fiore possono causare sintomi allergici a chi è sensibile alle Salicaceae.
Il pioppo nell’erboristeria tradizionale e moderna
In Europa centrale e meridionale, Inghilterra, Mediterraneo e in Asia, ad esempio nell’Himalaya, oltre al pioppo nero, crescono diverse specie di pioppo (Populus spp.) che preferiscono ambienti umidi come rive di fiumi e zone alluvionali. Sono piante pioniere, alberi rapidi nella crescita, adatti a terreni ricchi di acqua, nutrienti e basici. Il legno è leggero, di colore chiaro e si rompe facilmente.
Con la sua crescita veloce e l’espansione nello spazio attraverso le fronde, le gemme che si dischiudono in gattici eretti o penduli e pappi che volano con il vento, la luminosità delle foglie in autunno il pioppo è legato all’elemento dell’Aria e al temperamento Sanguigno. È talmente rapido nella crescita e assettato dell’acqua sotterranea o dei fossi che il ritidoma si spacca creando sinuosi meandri lungo il tronco. La specie Populus nigra var. italica, il pioppo cipressino, sfreccia verso il cielo accompagnando i fiumi e le strade, un simbolo del paesaggio rurale italiano, specialmente in Centro Italia. Le sue gemme sono molto più piccole e fortemente amare.
Dall’antichità romana, medievale e rinascimentale si usano le parti attive di Populus sp. (corteccia foglie, gemme) per infusi, applicazioni esterne e interne, per febbre, infiammazioni, dolori articolari e problemi urinari, ma anche per ferite, infiammazioni cutanee, emorroidi. La corteccia di pioppo è un ottimo diuretico, purtroppo poco usata dalla fitoterapia di oggi. Gemme e corteccia contengono glicosidi fenolici[1] come salicina, salicortina e populina come precursori dell’acido salicilico. Le gemme raccolte tra febbraio e marzo sono resinose e calde al tatto, intensamente profumate e ricche di oli essenziali. Contengono flavonoidi, tannini, acidi organici e zuccheri e sono famose nell’erboristeria di comunità e popolare per gli effetti antinfiammatori, analgesici, antibatterici, diuretici, sedativi.
Populus nigra ha una monografia positiva dalla Commissione E tedesca, gli estratti (oleolito, estratti idralcolici, macerato glicerico) sono usati per via esterna e interna. Il gemmoderivato viene spesso indicato per migliorare la circolazione degli arti inferiori, agisce come protettore cardiovascolare e aiuta a mantenere il fisiologico tono venoso. L’unguento di pioppo viene preparato con l’oleolito di gemme e cera d’api per trattare ferite superficiali, emorroidi esterne, congelamenti e scottature. In omeopatia, si usano corteccia e giovani rami per disturbi urogenitali, specialmente prostata. In alimurgia una manciata di giovani foglie e gemme dischiuse, tritate finemente, donano un tocco rinfrescante, amabilmente aspro alle insalate primaverili. L’oleolito di gemme di pioppo è uno degli ingredienti del mio “Balsamo Petto”, un unguento dell’erboristeria tradizionale da massaggiare sul petto e sul dorso nei disturbi dell’influenza con tosse e spossatezza e del “Balsamo Pioppo” per scottature, emorroidi, punture d’insetto e infezioni.
[1] I glicosidi fenolici sono composti naturali presenti nelle piante, costituiti da una parte zuccherina (glicone) legata a una parte fenolica (aglicone). Svolgono funzioni di difesa, protezione UV e precursori aromatici. Il più noto è l’arbutina (uva ursina), usata come antisettico urinario, e la salicina (salice), antinfiammatorio
Populus alba L. a febbraio, nelle campagne umbre, sui confini con le Marche (Casaluna, PG)
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