Da dieci anni percorro gli argini del fiumePotenza (Prov. MC, Marche) per raccogliere piante medicinali, studiarle e ammirarle un ambiente di rara bellezza, poco noto e intatto. Un lungo sentiero, percorribile a piedi e in bicicletta, ben tenuto dalla Comunanza agraria di Fiuminata, si snoda lungo il fiume. Il Potenza sorge alle falde dei monti Pennino e Vermenone, per l’appunto nel comune di Fiuminata. Noi ci troveremo sulla piazzetta della frazione di Valcora, Fiuminata. Ti aspetto sabato 19 settembre alle 15 a Valcora lungo il Fiume Potenza.
Un verdissimo saluto, Karin
PRENOTATI prima del 17. 9 con un messaggio whatsapp o una mail. t. 349 8383231 karin.mecozzi@gmail.com
Nelle piante prive di tossicità il corpo astrale circonda la pianta, nelle specie velenose il corpo astrale pervade l’intera pianta.
Atropa belladonna, in inglese “Deadly Nightshade”, è una delle piante medicinali e velenose più famose della famiglia della famiglia delle Solanaceae. Il nome deriva da “Atropos”, una delle tre Parche, le divinità greche del destino, Atropos, la quale recide il filo della vita. Si chiama “belladonna”, perché per secoli donne e uomini ne hanno adoperato il succo per dilatare le pupille e donare lucentezza agli occhi, non senza correre rischi! La belladonna è parente stretta di piante ortive come il pomodoro, la melanzana, la patata, anche del tabacco e di piante medicinali come la dulcamara e lo stramonio.
La troviamo spontanea sopra i 700 metri, nel sottobosco, nei boschi radi, dove è stata tagliata la legna di recente. Ama la penombra e i terreni calcarei ma cresce bene anche nelle Alpi granitiche. Forma uno stelo centrale turgido, ricoperto di macchie rossastre da cui partono, a 45 gradi, i rami laterali, fino a formare una sorta di imbuto. Le foglie sono ovali e leggermente appuntite, dai bordi affilati e di un verde opaco che tende al blu. Sono molto lisce al tatto e diffondono un odore acre che ricorda la pianta di pomodoro e le patate crude. Nella sfera vegetativa, nello stelo e nelle foglie, la pianta si permea di acqua, di succhi, è piena di vita. Sotto le foglie, nelle ascelle fogliari, spuntano i fiori a campanula. Le corolle hanno un bell’aspetto, sono gialle alla base e viola scure verso i bordi, con grossi calici verdi che contornano anche i frutti, come una stella a cinque punte. I fiori, aprendosi, si girano verso il basso, verso il suolo, come se assorbissero le forze dell’ombra. Nei fiori e poi nei frutti, la belladonna manifesta un’attrazione verso il mondo delle tenebre, e diventa di una bellezza ambigua e pericolosa. Non forma sostanze profumate (prova del fatto che veleni e oli essenziali sono sostanze contrapposte!). Le bacche scure e lucide appaiono invitanti, succose, si formano alla fine dell’estate proprio quando sono mature anche more e mirtilli, ma in verità sono molto tossiche e non debbono essere raccolte per nessun motivo! L’intera pianta è ricca di alcaloidi: iosciamina, atropina, scopolamina, belladonnina, e altri ancora. Gli alcaloidi contenuti nella pianta vengono facilmente assorbiti dalla pelle, e quindi è meglio non sfregare le foglie o toccare troppo i fiori, quando la troviamo nel bosco. Era una degli ingredienti della cosiddetta “pomata per volare” utilizzate dalle streghe nella notte di Santa Valpurga (30 aprile), per avvicinarsi al mondo astrale e avere visioni.
I sintomi da intossicazione acuta sono: disturbi respiratori fino alla paralisi respiratoria, forte nausea, secchezza delle fauci, disturbi cardiaci, allucinazioni e midriasi (dilatazione delle pupille). 2-3 bacche possono essere letali per un bambino piccolo, nel dubbio si consiglia quindi di chiamare subito il medico.
Oltre agli alcaloidi la belladonna contiene anche flavonoidi, una sostanza fluorescente, minerali tra cui silicio, magnesio e rame, e infine delle cumarine. La presenza degli alcaloidi indica che la pianta “si allontana dalla sua natura vegetale” (W. Pelikan) e dalla connessione tra forze fisiche e vitali-eteriche. La belladonna forma invece sostanze che respingono la vita (i veleni). Allo stesso tempo, si avvicina alla sfera astrale. In quantità ponderale, tutti gli organi vegetali della belladonna sono tossici. Estratti di radice sono addirittura doppiamente velenosi rispetto a foglie e fiori. La preparazione omeopatica “Belladonna” in diverse diluizioni è uno dei rimedi più conosciuti; viene ricavato dalla tintura madre dell’intera pianta. E’ utilizzato soprattutto contro infiammazioni, stati febbrili, crampi e coliche addominali, stati ansiosi, ogni volta che si forma troppo calore nell’organismo, con arrossamenti, spasmi e vampate.
Nella medicina antroposofica si considera l’immagine essenziale di Atropa belladonna, che si esprime nel singolare rapporto tra luce e ombra della pianta, la grande vitalità di tutti gli organi e l’inclinazione ad agire come veleno sulla sfera sensoriale (nervi). Viene impiegata nelle affezioni oculari, contro spasmi nella sfera metabolica, in situazione emotive difficili con ansia e tensione.
In questo senso la belladonna, un’abitante affascinante e misteriosa dei nostri boschi, aiuta l’uomo a diventare nuovamente “morbido”, a sciogliere i suoi indurimenti.
Le immagini di un magnifico esemplare di Atropa belladonna sono state scattate a Fonte Avellana, PU, agosto 2026.
Abbiamo perso la capacità e la pazienza di abituarci al sole. Mi spiego, invece di stare al sole per ore, spalmando prodotti solari con filtri da…ghiacciaio, non è meglio stare più all’ombra, con una protezione media e rischiare un leggero arrossamento, per poi sviluppare melatonina e resistere sempre più a lungo ai raggi solari?
Il sole è forte, la pelle bianca? Non siamo stati in spiaggia da mesi? Non possiamo esporci alla piena irradiazione a mezzogiorno!! All’ora di pranzo la calura fa male a tutto l’organismo..
La mia pelle, per il lavoro con le erbe, ormai non diventa più completamente bianca, è abituata e temprata. Tengo tuttavia ben controllati i nei, che con l’età tendono ad aumentare, anche se di per sé non sono pericolosi (consiglio check up dermatologico periodico). Scelgo l’ombra quando posso, un bel cappello di paglia di Montappone ( il paese famoso in tutto il mondo per i cappellai nel Fermano). Una volta passata per i primi bagni di sole, uso solo la crema-latte che preparo da anni, con alta concentrazione di elicriso e olio essenziale di carota e ylang ylang, prima e durante l’esposizione solare. Come dopo sole applico puro gel di aloe con oli essenziali sul décolleté e il naso 😉. Il nostro idrolato di elicriso spruzzato su corpo e capelli e olio di elicriso e lavanda leniscono dopo la doccia. La mia pelle è morbida, sana e l’abbronzatura è uniforme.
Consiglio a chi pensa come me alla pelle come un organo di insieme, di curare l’alimentazione, con cibi che favoriscono la salute della pelle tutto l’anno, colorata, ricca di flavonoidi e vitamine, prodotti non processati, ortaggi e frutta bio e biodinamici, erbe come l’ortica, equiseto, calendula e malva, estratti di rosmarino per tonificare ….e tanto altro, l’erborista vi saprà illustrare mille buoni rimedi e pratiche.
P.S. I valori della Vitamina D…si aggiustano anche così, ma non con un filtro 50+ per ogni momento al sole!
E….. non dimentichiamo i (cattivi) odori delle creme al petrolio! I filtri danneggiano gli ambienti marini, nelle Hawaii li stanno vietando. Se usiamo filtri solari, comperiamo cosmetici di qualità sempre!
🌿 Aloysia citriodora Paláu, Verbenaceae, pianta arbustiva importata dalle Americhe, ama i climi caldi e sprigiona un frizzante aroma di limone. Per tisane, bevande fredde, impacchi, oleolito, il suo olio essenziale allontana gli insetti, il fitocomplesso rende gli estratti tonificanti per l’organismo.
🧙♀️ Per nervi saldi, in meno/andropausa, gastroenteriti e dissenteria, anemia insieme all’ortica, nelle miscele di tisane per i bambini e ragazzi, in cucina per aromatizzare insalate estive, macedonie, cocktail.
Le foglie lanceolate, sempre profumate, ben essiccate e triturate al momento vengono cosparse sulla biancheria da letto in piccole dosi: “ripuliscono” l’ambiente e prevengono brutti sogni.
Helichrysum italicum subsp. italicum (Roth) G. Don
La sfera e la stella sono le forme che caratterizzano l’elicriso: il piccolo arbusto conquista lo spazio sviluppando una tipica conformazione globosa sostenuta da fusti legnosi, angolosi. Le foglie strette e lineari, a volte sessili, e dal margine piegato verso il basso, sono alterne e danno l’impressione di sottili stelle. L’elicriso è una pianta xerofila ovvero vive in habitat siccitosi. Si ricopre di sottilissimi peli che la aiutano a trattenere l’acqua proteggendo la pianta dal caldo e dall’irraggiamento solare. I piccoli arbusti hanno la base ben salda per la lignificazione dei rami principali, ma la parte aerea rimane leggera: l’aria e la luce filtrano facilmente attraverso le foglie, e i giovani rametti sono flessibili e delicati. Le infiorescenze, corimbi composti da 20-35 minuscoli capolini (il numero varia secondo la specie), hanno involucri tubulari ricoperti di brattee argentee. Compaiono a fine maggio, inizio giugno e si dischiudono lentamente, in attesa del giusto calore e della luce delle vere giornate estive. L’elicriso fa parte delle specie tipiche del periodo di San Giovanni, quando le giornate sono più lunghe, le notti più brevi e la vita delle piante è al culmine.
Il fitocomplesso
L’elicriso contiene flavonoidi come l’isosalipurposide che colora di giallo i fiori, luteolina, elicrisina (un composto costituito da diversi flavonoidi), rutina, quercetina, apigenina, inoltre fitosteroli (beta-sitosterolo), olio essenziale, cumarine, carotenoidi, sostanze tanniche, resine, minerali, tra cui calcio, magnesio, potassio e silicio. La composizione dell’olio essenziale di elicriso cambia secondo le subspecie di Helichrysum italicum e dipende fortemente dall’ambiente in cui crescono. L’elicriso, infatti, si adatta molto paesaggio formando un insieme di composti chemiotipici; la composizione si tramanda alle prossime generazioni di piante. Nel suo olio essenziale, Helichrysum italicum subsp. italicum contiene monoterpeni come linalolo, cineolo, limonene e pinene, un sesquiterpene azulogeno, eugenolo, nerolo, italidione, un interessante dichetone con proprietà antinfiammatorie. Nell’Helichrysum italicum subsp. microphyllum troviamo nerolo, linalolo, curcumene, pinene, acetato di nerile, inoltre arzanolo, un fluoroglucinolo eterodimero prenilato.
Olio essenziale e idrolato
Nella distillazione in corrente di vapore si ottiene l’olio essenziale di elicriso, di cui l’intera pianta è permeata in differenti quantità. La maggiore concentrazione si trova nelle infiorescenze; per estrarre l’olio essenziale si raccolgono le sommità fiorite da fine giugno a metà luglio, solitamente dopo il solstizio estivo, valutando attentamente il tempo balsamico. Riuscire a individuare il momento giusto per la distillazione (tempo balsamico) richiede esperienza e l’osservazione quotidiana delle piante da distillare. Si valutano gli influssi legati all’esposizione dell’elicriso prescelto, l’apertura dei corimbi, il clima del periodo (anche eventuali siccità o piovosità precedenti), il calendario lunare biodinamico per il giorno della distillazione. Qualità e quantità dell’olio essenziale dipendono dalla specie ed anche dalla subspecie, mostrando una spiccata variabilità, come abbiamo visto parlando del fitocomplesso. Da popolazioni che crescono ad esempio a pochi chilometri di distanza si possono ottenere composti odorosi e rese in olio essenziale diverse.
L’olio essenziale di elicriso viene utlizzato puro e diluito per trattare ematomi, traumi e ferite, nelle flebiti, nella protezione da radiazioni (radioterapia). Viene aggiunto a preparazioni esterne per curare l’artrite, poliartrite, dermopatie. E’ ottimo nelle inalazioni per lenire tosse e pertosse, la rinite, anche allergica. E’ ritenuto un olio sicuro privo di effetti tossici e irritanti, indicato come anticoagulante, drenante del sistema linfatico, epatoprotetettivo, coleretico e colagogo, mucolitico, espettorante, antinfiammatorio, epitelizzante, antibatterico.
L’idrolato di elicriso, l’acqua aromatica rimanente dalla distillazione in corrente di vapore, contiene dell’olio essenziali in sospensione e composti idrosolubili della pianta. Ha un profumo delicato e si stende sulla pelle come doposole, su piccoli ematomi e punture d’insetto. Diffuso come spray rende luminosi i capelli, lenisce e disinfetta il cuoio capelluto, soprattutto con capelli grassi e forfora ma anche deboli e sfibrati. Ha proprietà coadiuvanti nelle allergie da pollini: tienilo in borsetta, in una bottiglietta spray, per inalazioni frequenti nel periodo delle fioriture. Sul corpo e sul visto agisce come astringente, tonico, lenitivo, per esempio in presenza di dermatiti croniche.
In estate, oleolito, idrolato e olio essenziale di elicriso non possono mancare nel beautycase: l’idrolato sui capelli prima e durante l’esposizione al sole, l’oleolito come doposole sulla pelle umida dopo la doccia e l’olio essenziale per uso topico nelle scottature.
P.S. In meiner Muttersprache….
Helichrysum ist eine “magische” Pflanze und wird heute z.B. von einem amerikanischen Psychiater zusammen mit psychoaktiven Pflanzenextrakten in der Traumaarbeit verwendet. Es wächst auf magerem Geröllböden, nährt sich von der strahlenden Mittelmeersonne, braucht kaum Regen, blüht schwefel- bis sonnengelb und hüllt in der Johannizeit die Landschaft in eine hochwirksame Hülle, damit das Sternenwirken hereinkomme, starkduftend, UV-schützend, absolute Wärme in all ihren Teilen. Die Immortelle ist ein Appell an das Ich, sich der Spannung von der Erde in Richtung Kosmos zu stellen, ohne dabei verrückt zu werden, sondern diese Spannung zu fühlen, zu leben und für das eigene Schicksal zu integrieren. Reines Immortellenöl fördert luzides Träumen, wirkt entkrampfend und wundheilend auf Körper und Seele, holt aber auch die Spuren von Verwundungen hervor, die durch Weinen, inneren Bildern und bewussterer Nostalgie endlich gefühlt werden können.” Karin Mecozzi
«Una volta all’anno possiamo recarci nel paese estivo delle foglie e dell’infanzia.»Steven Foster e Meredith Little
A giugno, finalmente, lo spazio per ogni filo d’erba, ogni cespuglio e ogni albero è raggiunto. Finalmente foglie e fiori possono dispiegarsi sotto il sole estivo. I temporali occasionali apportano l’umidità necessaria alla crescita e alla fioritura. Nel giardino sbocciano rose dai colori intensi, maturano ribes rosso brillante, fragole succose e albicocche morbide come velluto. Nella calda luce del sole, la pianta perfeziona la sua forma, fiorisce e fruttifica. Da quell’essere flessibile e acquoso della primavera, senza nome prima della fioritura, nel periodo del solstizio d’estate, intorno a San Giovanni, nasce una specie riconoscibile.
Nelle loro forme, colori e profumi, i fiori riflettono la luce del sole; è come se si sostenessero a vicenda, il fiore e la stella. Con l’aumentare del calore, i profumi iniziano il loro viaggio attraverso il paesaggio, avvertono le piante vicine di un cambiamento del tempo, attirano api e insetti e tengono lontani animali e parassiti. Hanno un effetto immediato anche su di noi, perché è difficile sfuggire a un profumo, a un odore – anche a uno sgradevole.
Sin dai tempi antichi ci si sforza di catturare i profumi delle piante. Le prime conoscenze sugli effetti degli agrumi provengono dall’Impero di Mezzo, dalla Cina, molto prima della nascita di Cristo. L’India era famosa per i suoi meravigliosi legni aromatici e semi, come il sandalo e il cardamomo. In Egitto si mettevano fiori profumati, cortecce, radici e foglie in infusione in oli vegetali o grassi per produrre essenze per la sepoltura dei defunti. Gli antichi Greci iniziarono a utilizzare i profumi come rimedi curativi, li applicavano a seconda del temperamento e iniziarono a usarli per disinfettare. I Romani diffusero questa conoscenza in tutta Europa e, nonostante l’impopolarità – nel Medioevo i profumi erano considerati immorali – essa si mantenne nel corso dei secoli fino all’età moderna, fino all’“aromaterapia” (dal nome del chimico e profumiere francese René-Maurice Gattefossé).
Pratica erboristica:
“Olio per il corpo a base di fiori profumati e oli essenziali”(per il corpo DOPO un bagno di sole)
50 ml di oleolito di fiori di tiglio (Tilia spp.)
50 ml di oleolito di iperico (Hypericum perforatum)
50 ml di oleolito di fiori di elicriso (Helichrysum italicum)
50 ml di oleolito di fiori di camomilla (Matricaria chamomilla)
40 gocce di olio essenziale di lavanda vera (Lavandula angustifolia), 20 gocce di olio essenziale di geranio odoroso (Pelargonium graveolens), 10 gocce di olio essenziale di finocchio (Foeniculum vulgare), 5 gocce di olio essenziale di menta piperita (Mentha x piperita)
Prepara la miscela degli oleoliti in un recipiente di vetro mescolando accuratamente. Scaldala per 10 minuti a bagnomaria in acqua calda (max 45°), in questo modo gli oli si “espandono” e gli oli essenziali si emulsionano meglio. Aggiungi gli oli essenziali goccia a goccia e mescola nuovamente per almeno 3 minuti. Versa l’olio composto in delle bottigliette di vetro ambrato, conservale lontane da fonti di calore e dalla luce diretta. L’olio composto si conserva per almeno otto mesi dall’apertura.
Massaggiando con questa speciale miscela di oli dopo la doccia o il bagno, la pelle viene delicatamente nutrita e meravigliosamente lenita, ad esempio dopo una lunga esposizione al sole. Fiori di tiglio, iperico, elicriso e camomilla hanno un effetto rilassante, antispasmodico e lenitivo e trasmettono al corpo, all’anima e allo spirito la calma e il calore di un prato estivo inondato dal sole. Gli oli essenziali di lavanda, geranio odoroso e finocchio sostengono questo effetto, mentre l’olio di menta piperita rinfresca e tonifica la pelle. In inverno puoi sostituire la menta piperita con 2 gocce di olio di cannella riscaldante.L’olio composto è adatto a tutti i tipi di pelle e a ogni età, per la pelle del corpo. Non usarla per il viso e non applicare immediatamente prima dell’esposizione al sole.
Monastero di Fonte Avellana Serra Sant’Abbondio (PU)
Sabato 20 – Domenica 21 giugno 2026
La natura solare delle piante Percorso solstiziale di erboristeria e arti umanistiche
A cura di: Karin Mecozzi, erborista Rosaria Cozzolino, antropologa
Temi: La ruota dell’anno e il solstizio d’estate La natura solare delle piante: dalla teoria dei segni all’erboristeria moderna Le “piante di San Giovanni” a Fonte Avellana: conoscerle, raccoglierle e trasformarle Fuoco e Acqua nella unione sacra del maschile e del femminile Workshop di Movimento Consapevole: Acqua e Fuoco in Corpo, Mente ed Emozione.
L’incontro è aperto a tutti, anche senza conoscenze pregresse.
Conducono lezioni ed esperienze: Erborista Dipl. Karin Mecozzi, raccoglie e trasforma piante officinali in Appennino, autrice di libri in italiano e tedesco, consulente in naturopatia antroposofica e tradizionale europea. Dr.ssa Rosaria Cozzolino, antropologa. Sperimenta e trasmette, attraverso differenti linguaggi ed approcci, il legame tra Spirito e Materia, tra Natura, Cultura e Memoria.
Monastero di Fonte Avellana Serra Sant’Abbondio (PU)
16 – 19 luglio 2026
“Nello svelare l’incanto, si trova una via” La pianta tra cielo e terra e il viaggio coraggioso dell’anima
Percorso di pratiche erboristiche, osservazione meditativa della natura e arteterapia
A cura di Karin Mecozzi, erborista Draupadi Piccini, arteterapeuta
In questo viaggio nella natura estiva di Fonte Avellana camminiamo verso una conoscenza ampliata della natura e di noi stessi, di pari passo con il mondo delle erbe, le antiche fiabe della tradizione popolare e l’arte. Ci accompagnano lezioni di erboristeria e botanica, esperienze in natura, narrazioni e laboratori di arte, pratiche estrattive. Ci guidano le qualità evolutive dell’uomo e delle piante e le “virtù” che le sostengono. Il corso segue ritmi calmi, di ascolto, lavoro individuale e condivisione, nello spirito del luogo che ci accoglie. Gli strumenti pratici sono l’erboristeria stagionale, i laboratori di disegno (disegno di forme a grafite e il disegno con gessetti morbidi) e l’osservazione meditativa delle piante e del paesaggio. Il corso è aperto a tutti, non sono richieste conoscenze erboristiche o capacità artistiche pregresse.
Conducono il corso: Karin Mecozzi, erborista diplomata alla Facoltà di Farmacia dell’Università di Urbino, autrice di libri in italiano e tedesco, coltivatrice e fitopreparatrice, naturopata e consulente. Draupadi Piccini, Arte terapeuta a indirizzo antroposofico con certificazione nazionale, formatrice delle competenze trasversali e studiosa delle antiche fiabe della tradizione popolare, autrice.
ISCRIZIONI: karin.mecozzi@gmail.com
INFORMAZIONI SU CORSO E SOGGIORNO: messaggio whatsapp 349 8383231 e mail a karin.mecozzi@gmail.com. www.karinmecozzi.com – www.fonteavellana.it
In primavera, lungo sentieri e campi di grano, fioriscono luminosi i piccoli cespi di camomilla. Per distinguere la pianta da altre specie, apri un capolino: la camomilla officinale (Matricaria camomilla L.) contiene una piccola bolla d’aria!
L’intera pianta emana un forte profumo, aromatico e tipico. La camomilla, della famiglia delle Asteraceae, è “sulfurea”e al contempo lunare, disinfetta e sfiamma allo stesso tempo, mette a posto laddove processi di decomposizione vorrebbero prendere il sopravvento.
Contiene flavonoidi (quercetina), lattoni (matricina) e un olio essenziale prezioso dal bel colore blu (camazulene). I fiori freschi ed essiccati hanno un’azione calmante e sono usati in infusi e tintur contro coliche e spasmi addominali.
La pianta si rivolge sia alla sfera del ricambio, sia al sistema nervoso, agendo anche sulla pelle, nostro grande organo emuntore.
Per via esterna, l’impacco con l’infuso lenisce punture di insetti e piccole lesioni, eritemi e eczemi. L’oleolito (estratto oleoso) e l’olio essenziale di camomilla diluito in un solvente (olio di jojoba, ad esempio) sono indicati per aiutare la cicatrizzazione di ferite e ustioni.e l’unguento (oleolito + cera d’api).
Per preparare l’oleolito si raccolgono i capolini appena schiusi nel tempo balsamico, si lasciano riposare brevemente stesi su fogli di carta o teli di cotone e si mettono a macerare con olio di oliva. A 20 ml di oleolito di camomilla, aggiungi 1 goccia del prezioso olio essenziale e 2 gocce di olio essenziale di lavanda officinale. E’ un “rimedio da pronto soccorso” per improvvisi mal di testa, mal d’orecchie e nevralgie.
Beruhigt, hemmt Entzündungen: ECHTE KAMILLE
Im Frühjahr keimen an Weg- und Feldrändern viele verschiedene Kamillenarten: die Blütenköpfchen der echten Kamille (Matricaria chamomilla L.) enthalten eine winzige Luftblase! Die Kamille ist eine „Schwefelpflanze“, wirkt keimtötend, entzündungshemmend, räumt auf, wo Gärprozesse Überhand nehmen wollen. Sie hat ihre Entsprechung zum Darm, dem Stoffwechsel und dem Nervensystem. Aus den getrockneten Blüten stellt man einen beruhigenden Tee und eine Tinktur gegen Bauchkrämpfe und Regelbeschwerden her. Mit lauwarmem Kamillentee behandelt man Insektenstiche und kleine Wunden. Aus 20 g angetrockneten Blüten und 300 ml nativem Olivenöl wird ein duftender Ölauszug zubereitet. Man lässt ihn 3 Wochen lang im Warmen stehen und filtert. Hilft äußerlich bei Ohrenschmerzen und Zahnungsbeschwerden der Kleinkinder. Auf 20 ml Ölauszug gibt man 1 Tropfen des ätherischen Kamillenöls (blau!), um Muskelverspannungen im Nacken- und Schulterbereich sanft zu lösen.
Dalla collaborazione con i cosmetologi formulatori di ECO:Y e il nostro elicriso nasce una prima serie della LINEA ERBORISTICA donna e uomo.
Helichrysum italicum (Roth) G. Don by Pamela Natalini
I cosmetici per la cura del viso e del corpo contengono estratti di elicriso appenninico (Helichrysum italicum (Roth) G. Don) e principi funzionali naturali e sinergici. Anche le profumazioni sono naturali. Trasmettono tutto il calore dell’elicriso inondato di sole!
Le nostre creme si assorbono facilmente, nutrono e idratano, l’olio per gli sportivi è pensato per scaldare i muscoli prima e dopo dell’allenamento e …. i lavori agricoli e ortivi in primavera.
La linea sarà presto in vendita nelle migliori erboristerie e nei negozi specializzati.
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