Categoria: Preparazioni Erboristiche

ūüĆôTisana composta per lo stomaco ‚ú®

Chiamiamola indigestione o virus intestinale, quando stomaco e viscere chiamano alla rivoluzione e sale la febbre esiste solo un rimedio: fermarsi, al calduccio, e mangiare poco o nulla. Due giorni di creme di miglio o avena leggere, bere solo acqua tiepida, impacchi di lavanda e argilla e tre tazze di una miscela “amaro-aromatica” fanno miracoli. Gli ingredienti della miscela per tisana sono: i capolini di Asteraceae particolarmente indicate per sintomi dovuti a segni di indigestione, ad episodi influenzali e coliche addominali, delle radici antimicrobiche, antiinfiammatorie e antiemetiche, delle foglie aromatiche e spasmolitiche e scorze di agrumi che non solo conferiscono un buon sapore alla bevanda ma ne completano l’azione. La miscela si distingue per la scelta di droghe ricche di oli essenziali attivi e per questo √® molto importante scegliere droghe (le parti attive delle piante medicinali per la tisana) di ottima qualit√†. Controlla all’acquisto se i fiori e le foglie conservano il loro aspetto (ad esempio, calendule intere, camomilla con anche ligule bianche, foglie di erba luisa (Lippia c.) verdi) e le radici diffondono il loro aroma tipico e sono ben conservate.

L’erborista di fiducia sapr√† servirti con erbe potenti, chiedi la miscela ogni volta che in famiglia si presentano disturbi digestivi. Questa tisana composta √® adatta dai 12 ai 120, per bimbi pi√Ļ piccoli la ricetta sar√† modificata sapientemente.

Tisana composta per lo stomaco

Droghe essiccate
Matricaria camomilla, fiori, 10 cucchiai

Cota tinctoria, fiori, 3 cucchiai

Calendula officinalis, fiori, 3 cucchiai

Angelica archangelica, radice, 1 cucchiaio

Glycyrrhiza glabra, radice, 1 cucchiaio
Lippia citriodora, foglie, 3 prese

Droghe fresche

(Per 1 tazza grande )
Citrus sinensis, scorza fresca 2 pezzetti da 3cm
Citrus limon, scorza fresca 1 pezzetto da 3 cm
 
Preparazione:
Miscela gli ingredienti essiccati e conservali in un recipiente di vetro al buio. Per 1 tazza tritura 1 cucchiaio di miscela e i pezzetti di scorza di arancio e limone nel mortaio. Copri con acqua bollente, filtra dopo 15 minuti di infusione. Gusta tre tazze al dì senza dolcificare lontano dai pasti.

Buona ripresa!

“Herbal Box” Preparazioni erboristiche nel ritmo delle stagioni

La HERBAL BOX è una gamma di PREPARAZIONI ERBORISTICHE ottenute dalla trasformazione di erbe aromatiche e medicinali spontanee e coltivate in Appennino centrale. Come erborista curo la produzione nel ritmo delle stagioni, dalla ricerca delle erbe alla raccolta in tempo balsamico, dall’essiccazione e macerazione alle ricette tradizionali. Preparazioni e metodi rispettano sempre la natura, in assenza di sostanze di sintesi. Hanno valore alimentare e sostengono la cura quotidiana del benessere secondo l’antica arte erboristica.

Scrivimi una mail e ti informo su nuove PREPARAZIONI nel ritmo delle stagioni: karin.mecozzi@gmail.com

Come possiamo restare in contatto:

  • Leggi ‚ÄúArs herbaria, piante medicinali nel respiro dell‚Äôanno‚ÄĚ e ‚ÄúVerde resilienza, erboristeria pratica nel cambiamento‚ÄĚ.
  • Partecipa a un corso di erboristeria, una passeggiata di osservazione di piante e paesaggio.
  • Chiedi una consulenza personale in presenza o via Skype..
  • Seguimi sul blog www.karinmecozzi.com e iscriviti alla newsletter.

Sostienimi nella ricostruzione a Gagliole (MC) dopo i gravi danni durante il Terremoto Centro Italia 2016. Grazie!

Profumo di Natale: Polvere di spezie – Weihnachtsduft: Gew√ľrzpulver

Fa buio presto in Avvento, di sera si sta volentieri a casa al caldo per pensare ai preparativi natalizi, piccoli regali per amici e vicini, decorazioni per l’albero di Natale, biglietti d’auguri, cuocere dolci e biscotti e‚Ķ. per entrare dentro di noi e ritrovare il giusto spirito di festa, nell‚Äôattesa di una celebrazione che ci accompagna fin dall‚Äôinfanzia.

Il calendario dell’Avvento annuncia i giorni che portano alla vigilia di Natale: 24 giorni, meno di un mese lunare, 24 passi verso una festa simbolica in cui, secondo la tradizione cristiana, il Salvatore vede la luce del mondo. Durante questo periodo “sacro” siamo tutti attratti pi√Ļ che mai da leggende, racconti mistici e parabole, canzoni, poesie e – dai profumi e dal buon cibo. Perch√© il Natale √® anche associato ai ricordi di certi cibi, per esempio ai fragranti e croccanti biscotti fatti secondo la ricetta di famiglia, al t√® inglese o a un punch speziato mentre fuori cala la sera con la brina e la neve.

Oggi, non √® pi√Ļ necessario pesare e impastare, macinare e triturare, come facevano le nostre madri e le nostre nonne, perch√© potremmo comprare tutto gi√† pronto, dal pan di zenzero al panettone, dai pasticcini alla cannella allo Stollen natalizio (dolce tipico delle Alpi), dalle miscele di farine alle glasse e ai canditi. Ma un ingrediente √® impossibile da trovare gi√† pronto: quella certa fragranza che associamo al Natale, il profumo dei cibi aromatizzati con la tipica miscela di spezie.

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Mia nonna Ernestine, per esempio, iniziava a cuocere i biscotti il giorno di Sant’Andrea (30 novembre). Usava una mistura speziata che creava da sola secondo la ricetta della sua famiglia, di origine austroungarica. Nuvole di farina volavano nell’aria nella sua cucina, tocchetti di pasta erano incollati in ogni dove, profumi paradisiaci si diffondevano in tutto l’appartamento. Una volta cotti, quei tesori profumati venivano ben nascosti per essere serviti solo alla Vigilia di Natale, quando ci si riuniva sotto all’albero di Natale invocando la tradizionale “Oh Tannenbaum”. Questo ricordo √® uno dei pi√Ļ belli della mia infanzia, e nessun biscotto di Natale comprato o polvere di spezie pronta potranno evocare le stesse sensazioni.

Cos√¨ mi sono imbarcata in un esperimento che sono felice di condividere con voi: dapprima ho aperto tutti i barattoli e i vasetti della mia collezione di spezie adatte al Natale, poi ho iniziato semplicemente a…. annusare lentamente ogni singola spezia. Quale profumo ricorda il vero Natale, mi fa sentire lo spirito natalizio? Quale aroma stuzzica l’appetito di dolci speziati e di un t√® caldo? Il risultato di quel pomeriggio tra i barattoli √® una polvere di spezie per biscotti, torte, tisane, latte caldo, vin brul√©, punch, persino gelato o budino!

All’opera anche voi! Cercate le spezie nella credenza, quelle che vanno con i dolci, stecche di cannella, chiodi di garofano, frutti di coriandolo, baccelli di vaniglia, zenzero in polvere, semi di cardamomo,  buccia d’arancia, noce moscata, anice stellato, cumino…… Mettete ogni spezia in una ciotola separata e‚Ķ ANNUSATE!

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Quale aroma evoca ricordi e sensazioni? Per esempio, quando sentite la cannella, l‚Äôanice stellato, l’odore dei chiodi di garofano, provate quel pizzico di irrequietudine che anticipa la vigilia di Natale, o forse state gi√† canticchiando un canto di Natale? Ora mescolate con calma tutte le spezie con un cucchiaio di legno (per favore non usate il metallo), mettete un po’ di polvere speziata sui vostri palmi e strofinate: attraverso il contatto con la pelle calda il profumo sar√† ancora pi√Ļ forte.

Per assaggiare l’aroma, sciogliete un pizzico di polvere speziata nel latte caldo o in una bevanda di cereali, addolcite con miele di fiori e accertatevi: manca ancora qualcosa di speziato, o brucia gi√† troppo, √® predominante la cannella, sa di fiori o di radici? Dove agisce il mix di spezie, nello stomaco, nella testa o sul temperamento?

Potete aggiungere delle spezie che trovate nelle erboristerie e nei negozi di alimenti naturali, e chiedete anche delle ricette semplici che valorizzino la vostra polvere di spezie.

Notate bene: le spezie sono anche efficaci piante medicinali, quindi aggiungo un elenco dei nomi botanici invitandovi a conoscere meglio le singole piante. Le loro caratteristiche botaniche, l’origine, la storia e gli usi si leggono come il romanzo pi√Ļ appassionante!

La mia polvere di spezie di Natale contiene le seguenti piante medicinali:

Cannella – Cinnamomun verum

Coriandolo – Coriandrum sativum

Chiodo di garofano – Syzygium aromaticum

Arancia – Citrus sinensis

Zenzero – Zingiber officinalis

Vaniglia – Vanilla planifolia

Cardamomo – Elettaria cardamomum

Cumino nero – Nigella sativa

Noce moscata – Myristca fragrans

Zafferano – Crocus sativus

Ricetta: Polvere di spezie natalizie

5 bastoncini di cannella (circa 10 cm), 5 cucchiai di semi di coriandolo, 3 cucchiai di chiodi di garofano, 10 pezzi di scorza d’arancia essiccata (circa 3 cm), 2 cucchiai di zenzero in polvere, polpa di 1 baccello di vaniglia, semi di 20 frutti essiccati di cardamomo, 1 cucchiaino di cumino nero, ¬Ĺ noce moscata grattugiata, 5 stimmi di zafferano.

Macina cannella, coriandolo, chiodi di garofano, scorza d’arancia, cardamomo, cumino nero, zafferano, vaniglia in polvere (per esempio, in un macinino da caff√® elettrico), aggiungi lo zenzero in polvere e la noce moscata grattugiata e mescola in un recipiente di porcellana o in un mortaio; la polvere deve risultare fine, per amalgamarsi facilmente negli impasti. Per esaltare ancor pi√Ļ l‚Äôaroma, tritura la mistura nel mortaio prima di usarla.

  • Potete cambiare questa miscela a vostro piacimento, aggiungendo o omettendo spezie o provando diverse proporzioni. Conservate in un barattolo di vetro ermetico (vetro ambrato), si mantiene per un anno a temperatura ambiente.

Ricetta: Gelato alla vaniglia con salsa di cioccolato speziata

Sciogli 200 g di cioccolato fondente a bagnomaria, aggiungi 1 cucchiaino di miscela di spezie natalizie, 1 cucchiaino di zucchero a velo e a scelta 1 cucchiaio di rum. Metti due palline di gelato alla vaniglia in ogni coppetta da dessert, versa la salsa di cioccolato calda e speziata e decora con un biscottino alla cannella. Servi con un punch caldo al rum o del tè nero al gelsomino. ***** Buon Avvento!*****

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Sinne anregen, K√∂rper und Seele w√§rmen, Geist kl√§ren mit deiner Weihnachts-Gew√ľrzmischung

Fr√ľh dunkelt es im Advent, gegen Abend ist man gern zu Hause und w√§rmt sich auf nach einem langen Arbeitstag. Jetzt hei√üt es noch verschiedene Weihnachtsvorbereitungen zu treffen, kleine Geschenke f√ľr Freunde und Nachbarn zu finden, Christbaumschmuck oder Wunschkarten zu basteln, Kekse zu backen‚Ķ.und selbst in die richtige Feststimmung zu kommen, sich freuen auf ein Fest, das uns von klein auf begleitet.

Der Adventskalender k√ľndet die wichtigsten Tage vor dem Heiligen Abend an: 24 Tage, weniger als ein Mondmonat, 24 Schritte bis zu diesem symbolischen Fest, an dem laut christlicher Tradition der Heiland das Licht der Welt erblickt. In dieser ‚Äěheiligen‚Äú Zeit f√ľhlen sich die Menschen hingezogen zu Legenden, mystischen Erz√§hlungen und Parabeln, Liedern, Gedichten und ‚Äď zu D√ľften und gutem Essen. Denn Weihnachten verbindet man auch mit Erinnerungen an bestimmte Speisen, z.B. an duftende, knusprige Kekse nach wohlbeh√ľtetem Familienrezept, dazu schwarzer englischer Tee oder einen kr√§ftigen Punsch, w√§hrend es drau√üen st√ľrmt und schneit.

Heute muss man nicht mehr wiegen und kneten, mahlen und m√∂rsern wie unsere M√ľtter und Gro√üm√ľtter, denn es gibt von Spekulatius zu Lebkuchen, ‚ÄěPanettone‚Äú (italienischem Weihnachtskuchen) und Christstollen, fast alles fertig zu kaufen, Backmischungen, Kandisfr√ľchte, N√ľsse aller Art, Glasuren. Aber eine Zutat gibt es nicht fertig zu kaufen: der gewisse Duft, den wir mit Weihnachten verbinden, der z.B. Keksen und Geb√§ck entstr√∂mt, die eine bestimmte Gew√ľrzmischung enthalten.

Meine Omi Ernestine begann z.B. ab dem Hl. Andreas (30.11.) Kekse nach altbew√§hrten Karslbader Rezepten zu backen, in ihrer K√ľche flogen Mehlwolken durch die Luft, klebten Teigreste am Esstisch, himmlische D√ľfte zogen durch die gesamte Wohnung. Rasch aus dem Ofen geholt, wurden die Sch√§tze auch schon gut versteckt und erst am Christkindltag, am Heiligen Abend, hervorgezogen, wenn alle um dem Christbaum standen und ‚ÄěOh Tannenbaum‚Äú anstimmten. Diese Erinnerung ist eine der sch√∂nsten meiner Kindheit, und keine gekauften Weihnachtskekse und kein fertiges W√ľrzpulver k√∂nnen denselben Duft herbeizaubern.

So habe ich mich auf ein Experiment eingelassen, das ich gerne mit dir teile: zuerst habe ich alle Gl√§ser und Tiegel aus meiner Gew√ľrzsammlung ge√∂ffnet, die zur Weihnachtszeit passen, dann habe ich begonnen, an jedem schnuppern. Welcher Duft, welches Aroma stimmt mich weihnachtlich? Was erinnert mich ein bisschen an Omis Backk√ľnste und l√§sst mich innehalten, der Weihnachtsstimmung nachsp√ľren? Welches macht Appetit auf gew√ľrzte S√ľ√üigkeiten und hei√üen Tee? Das Ergebnis ist ein selbstgemischtes W√ľrzpulver f√ľr Kekse, Kuchen, Stollen, Teemischungen, hei√üe Milch, Gl√ľhwein, Punsch, sogar Eis oder Pudding!

Illustration by Maria Elena D’Andrassi

Mach es mir nach: hol deine Gew√ľrze vom Regal, die zu s√ľ√üem Geb√§ck passen, nimm Zimtstangen, Nelken, Korianderfr√ľchte, Vanilleschoten, √∂ffne D√∂schen und Tiegel und RIECHE daran! Nimm eine Prise Ingwerpulver, m√∂rsere ein paar Kardamomsamen, zersto√üe eine getrocknete Orangenschale, reibe etwas Muskatnuss. Gib jedes Gew√ľrz in ein eigenes Sch√§lchen, bevor du es mit anderen vermischst, und schnuppere gen√ľsslich daran. Welches Aroma ruft in dir Erinnerungen und Empfindungen wach? Sp√ľrst du z.B. beim Nelkenduft die Aufregung vor dem Weihnachtsabend, summst du gar ein Weihnachtslied? Mische nun in Ruhe die Gew√ľrze mit einem Holzl√∂ffel (bitte nicht mit Metall), gib etwas von der Mischung auf deine Handteller und reib sie aneinander ‚Äď durch deine warme Haut wirst du den Duft noch st√§rker wahrnehmen.

Nun verkoste dein Werk, gib eine Prise davon in ein wenig warme Milch oder Getreidetrunk, s√ľ√üe mit Bl√ľtenhonig und gehe dem Aroma nach. Fehlt noch etwas Scharfes, oder brennt es schon zu stark, √ľberwiegt Zimtiges, Bl√ľten-der Wurzelhaftes? Wo wirkt denn dein Gew√ľrzmix, im Magen, im Kopf oder im Gem√ľt?

Im Naturkostladen kannst du einzelne Gew√ľrze dazukaufen, lass dich beraten und frage nach einfachen Rezepten, damit dein W√ľrzpulver auch richtig zur Geltung kommt.

Beachte: Gew√ľrzkr√§uter sind immer auch wirksame Heilpflanzen, daher f√ľge ich die botanischen Namen hinzu und lade dich ein, die einzelnen Pflanzenarten n√§her kennenzulernen. Ihre botanischen Merkmale, Herkunft, Geschichte und Verwendung lesen sich wie der spannendste Roman[1]!

Mein Weihnachtsw√ľrzpulver enth√§lt folgende Heilpflanzen:

Zimt – Cinnamomun ceylanicum

Koriander – Coriandrum sativum

Gew√ľrznelke – Syzygium aromaticum

Orange – Citrus sinensis

Ingwer – Zingiber officinalis

Vanille – Vanilla planifolia

Kardamom – Elettaria cardamomum

Schwarzk√ľmmel – Nigella sativa

Muskatnuss ‚Äď Myristca fragrans

Safran – Crocus sativus

Rezept: Weihnachtsgew√ľrzpulver

5 kleine Zimtstangen (ca. 10 cm), 5 Essl√∂ffel Koriandersamen, 3 Essl√∂ffel Gew√ľrznelken, 10 St√ľck getrocknete Orangenschale (ca. 3 cm), 2 Essl√∂ffel Ingwerpulver, Mark aus 1 Vanilleschote, Samen aus 20 Kardamomkapseln, 1 Teel√∂ffel Schwarzk√ľmmel, ¬Ĺ Muskatnuss gerieben, 5 Safranf√§den.

Mahle Zimt, Koriander, Nelken, Orangenschalen, Kardamomsamen, Schwarzk√ľmmel, Safran, Vanille zu einem feinen Pulver (z.B. in einer elektrischen Kaffeem√ľhle), gib Ingwerpulver und geriebene Muskatnuss dazu und mische alles gr√ľndlich in einem Porzellangef√§√ü oder -M√∂rser; das Pulver soll so fein werden, dass es sich gut verarbeiten l√§sst in einem Teig. Um den Geschmack noch besser zur Geltung zu bringen, z.B. in einem hei√üen Getr√§nk, kannst du das W√ľrzpulver vor dem Verwenden nochmals m√∂rsern.

  • Diese Mischung kannst du nach Belieben ver√§ndern, indem du Gew√ľrze hinzuf√ľgst oder wegl√§sst oder andere Mengenverh√§ltnisse ausprobierst. Bewahre sie in einem luftdichten Glasgef√§√ü (Braunglas) auf, sie h√§lt sich ein Jahr lang bei Zimmertemperatur.

Vanilleeis mit Schoko-Weihnachtsgew√ľrz-Sauce

Schmelze im Wasserbad 200 g Bitterschokolade, gib 1 Teel√∂ffel Weihnachtsgew√ľrz, 1 Teel√∂ffel Puderzucker und wahlwei√üe 1 Essl√∂ffel Rum dazu. Gib zwei Vanilleeiskugeln in zwei Dessertschalen, gib die warme, gew√ľrzte Schokosauce dazu und verziere mit einem Zimtstern. Dazu passt ein hei√üer Rumpunsch oder schwarzer Jasmintee.

****Frohen Advent!***


Luminoso SALICE, albero medicinale dei paesaggi fluviali (Salix alba L.)

Poiché io farò scorrere acqua sulla steppa,

torrenti su un terreno arido.

Spanderò il mio spirito sulla tua discendenza,

la mia benedizione sui tuoi posteri,

cresceranno come erba in mezzo all’acqua,

come salici lungo acque correnti.

(Isaia 44,3-4)

Osservazione della pianta nel paesaggio

 Prima estate, le foreste, le siepi, i campi e i prati risplendono di verde. Nel fondovalle una lunga collana argentea accompagna il Potenza, fiume che nasce nell‚ÄôAppennino umbro marchigiano. Laddove sorgevano grandi laghi, nel letto sassoso del fiume e lungo le sponde affondano le radici salici, pioppi e sambuchi. Tappeti di menta aquatica, salcerella, nasturzio e petasite formano foglie variopinte, aromatiche e fiori odorosi. Sul ciglio si innalzano candide angeliche selvatiche e fiori d‚Äôepilobio, dal bel rosa porpora.

Si muovono nel vento i rami del salice bianco (Salix alba L., famiglia delle Salicaceae), ben saldo nell’umida terra bruna. Porta acqua ricca di ossigeno verso l’alto, fino nei rami flessuosi dove incontra il sole primaverile e apre fiori profumati, offrendo polline e nettare come nutrimento prezioso al mondo degli insetti dopo un lungo inverno. Solo ora, a fiori aperti, nascono le foglie che ricordano piccole falci di luna argentate.

Salix alba L. in Appennino, ph. K. Mecozzi

In tutto il mondo il salice è consacrato a delle divinità, dal Sudamerica alla Scandinavia, dalla Grecia alla Mongolia. Nella mitologia classica troviamo il salice sacro a Demetra, madredea della terra feconda, e Persefone, triste regina dell’oltretomba. Madre e figlia, sono riunite nell’appassionante mito di Omero, in cui il respiro delle stagioni, l’avvicendarsi di luce e ombra è la cornice delle vicende degli dei dell’Antica Grecia.

Nei miti nordici, nei salici si venerano Birgitta, dea della luce, ma anche Morrigan, dea della morte. Con flauti di legno di salice i Celti davano voce agli spiriti dei defunti, e con le fronde legate a covoni, poi incendiati, allontanava l’oscurità dell’inverno e i suoi demoni.

Il salice segna dunque, nel paesaggio e nella sua simbologia, una soglia tra buio e luce, tra terra/acqua e luce/calore, tra fiumi e laghi e terra ferma. Ne parlano filastrocche e formule magiche invocate nei riti delle civiltà indoeuropee e precedenti[1]. Interessante è l’uso delle foglie e degli amenti per contenere la libido, troviamo ricette di decotti nei testi dei medici erboristi fino ad arrivare al nostro Mattioli. Salix diventa una pianta sacra alla Vergine Maria, e viene piantato nei giardini monastici.

L’albero in botanica

Salix alba, albero caducifoglio della famiglia delle Salicaceae, a crescita rapida, sovente pollonifero, raggiunge 25 m di altezza. La corteccia è grigia e liscia, poi reticolata, i rami flessuosi e le foglie alterne, lanceolate, seghettate, portano minuscole ghiandole nettarifere sui margini. La parte superiore della foglia è verdi lucida e glabra, l’inferiore bianca e tomentosa.

La pianta √® dioica, forma fiori maschili, lunghi e profumati amenti gialli, e fiori femminili pi√Ļ esili e verdi. L‚Äôimpollinazione avviene attraverso il vento e gli insetti bottinatori, tra cui l‚Äôape selvatica, l‚Äôape domestica e il bombo. Dai frutti maturano semi cotonosi, muniti di pappi.

Sponde, alvei fluviali, boschi umidi, aree lacustri sono gli habitat d‚Äôelezione delle diverse specie di salice (30 spontanee in Italia). Coltivati tradizionalmente per il legno e i rami con cui si legano le viti e si intrecciano cesti e staccionate ‚Äď i Celti costruivano le pareti delle capanne con rami e fronde e terra e argilla – i salici si possono riprodurre facilmente piantando direttamente in terra dei giovani rami. Il legno √® un buon combustibile, viene usato per la cellulosa e la fabbricazione di imballaggi e utensili. Dalla corteccia si ottiene una concia per le pelli e un colorante giallo per tingere tessuti.

Ambiente fluviale, alberi tra acqua e luce. Fiume Metauro (PU), ph. Karin Mecozzi

‚Äú Ubi morbus ibi rimedium‚ÄĚ – Salix alba nella cura dell‚Äôuomo

Il salice da l‚Äôimmagine di una pianta ‚Äúcon i piedi perennemente in ammollo‚ÄĚ, cresce rigoglioso, con i suoi rami flessibili e leggeri, le foglie argentate e i fiori bianchi e dorati. Il rapporto dell‚Äôalbero con acqua, terra, aria e luce, ben noto alla medicina tradizionale, lo rende un rimedio che raffredda e lenisce, contiene e concentra, mette in moto i fluidi, sudore, urina, sangue. L‚Äôestratto di corteccia, dal decotto alla soluzione idroalcolica, √® indicato innanzitutto come ottimo febbrifugo, antidolorifico e antireumatico. Trova impiego nell‚Äôinfluenza stagionale, nel raffreddore, nelle cefalee di vario genere, nei dolori muscolari e articolari, anche esternamente come frizioni e bagni nella fibromialgia.

La droga in erboristeria è costituita dalla corteccia dei giovani rami (Salici cortex), dagli amenti maschili, dalle foglie fresche ed essiccate, dalla linfa. Le principali sostanze contenute, prevalentemente nella corteccia, sono: glicoside salicilico (salicina), acido salicilico, acido caffeico, flavonoidi, tannini, gomme, cere, resine.

Per applicazioni esterne possiamo raccogliere foglie di salice da aprile a settembre, per tisane e decotti la corteccia in primavera. Il carbone del legno di salice √® un ottimo disinfettante assorbente, usato tradizionalmente in veterinaria, nelle intossicazioni e nelle diarree.  Pu√≤ essere aggiunto al dentifricio, non √® abrasivo.

Nelle malattie invernali, il salice è di grande aiuto per le proprietà sudorifere, diuretiche, tonificanti e rilassanti. L’estratto viene inserito tradizionalmente nei composti per curare stati d’animo di tensione, ansia, angoscia, che caratterizzano anche i disturbi stagionali e riguardano la sfera del ritmo e neuro-sensoriale.

Può risultare irritante per le mucose dello stomaco, tuttavia, se assunto in grandi quantità. Ciò avviene in misura molto minore del prodotto di sintesi, l’acido acetilsalicilico, noto anche come aspirina.

Nel nostro organismo la salicina del salice si trasforma in saligenina e in acido salicilico e può causare reazioni allergiche a chi è predisposto. Particolare attenzione deve essere presa anche da chi soffre di ulcera gastrica e sindrome di Gilbert. In dosi contenute gli estratti di Salix alba sono generalmente ben tollerati. Interessante è che non fluidificano il sangue[2] come l’acido acetilsalicilico e possono essere usati anche dopo operazioni e in terapia anticoagulante (solo sotto stretto controllo medico!).

Il salice è una potente pianta medicinale e come rimedio va sempre preparato, dosato e consigliato da un esperto erborista, farmacista e medico esperto in fitoterapia. La corteccia sfusa, meglio intera piuttosto che in polvere, acquistata in commercio non deve superare due anni dal raccolto.

In ‚ÄúPiante medicinali‚ÄĚ Wilhelm Pelikan[3] ci dona un‚Äôimmagine meravigliosa dell‚Äôalbero in eterna tensione tra morte e vita, tra l‚Äôoscurit√† della terra e l‚Äôumidit√† dell‚Äôacqua in cui ama vivere e il fuoco. Il calore, il fuoco si manifestano nella profumata e precoce fioritura dei salici in generale, nelle ghiandole nettarifere collocate sulle foglie (!) e nel rapporto con il mondo di api e insetti.

Nel rimedio ‚ÄúDigestodoron‚ÄĚ la farmacopea antroposofica offre una soluzione benefica (anche in compresse) che sostiene i processi digestivi nel loro ritmo, tonificando stomaco e intestino. Pu√≤ accompagnare la terapia nelle malattie croniche del sistema motorio, del fegato e del sangue.

Tisana di salice bianco:

Alcune indicazioni*: raffreddore e febbre, cefalea da cambio di stagione, nella sindrome premestruale, coadiuvante nel trattamento delle malattie esantematiche dei bimbi, dei disturbi della pelle, esternamente per lavaggi e spugnature per curare ferite, cicatrici, foruncoli, micosi.

Alla sera metti a bagno 5 g di corteccia di salice bianco ben contusa in 300 ml di acqua fredda. Alla mattina porta ad ebollizione, lascia sobbollire lentamente per 5 minuti e filtra dopo un’ulteriore infusione di 10 minuti. Bevi a tazzine lontana dai pasti, anche fredda.

Se risultasse irritante per lo stomaco usa un ‚Äúmacerato freddo‚ÄĚ, porta il tempo di infusione fredda ad almeno 12 ore, poi riscalda (non oltre 45¬įC) e filtra.

*le indicazioni sono generiche, per curarti con estratti di piante medicinali, sia in acuto, sia nei disturbi cronici, consulta un professionista.

Autrice: Karin Mecozzi, erborista diplomata all‚ÄôUniversit√† degli Studi di Urbino Carlo Bo, formazione in, osservazione goetheanistica della natura, agricoltura biodinamica, naturopatia antroposofica. Raccoglitrice e coltivatrice, insegna erboristeria in corsi e seminari. Pubblica articoli in italiano, tedesco e inglese. Autrice di ‚ÄúArs herbaria, piante medicinali nel respiro dell‚Äôanno‚ÄĚ e ‚ÄúVerde resilienza, erboristeria pratica nel cambiamento‚ÄĚ (Natura e Cultura Editrice), ‚ÄúArs herbaria, Heilpflanzen im Jahreslauf‚ÄĚ (Verlag am Goetheanum). Per contatti: karin.mecozzi@gmail.com ‚Äď www.karinmecozzi.com


[1] Pflanzen der Kelten, W.D. Storl, AT Verlag, 2015

[2] Praxis Heilpflanzenkunde, B√ľhring Ursel et al., 2016, Thieme Verlag

[3] Piante medicinali, Volume II, Wilhelm Pelikan,, Editrice Natura e Cultura, Savona.

maturazione d’estate

Nei giorni pi√Ļ caldi dell‚Äôanno la natura porta a compimento il suo sviluppo
e si riversa nella maturazione.

Il processo di maturazione √® paragonabile alla cottura degli alimenti che utilizziamo quotidianamente. Le sostanze vegetali ‚Äúcrude‚ÄĚ si trasformano maturando e diventano assimilabili. In questo modo nutrono animali e uomini. Cereali, legumi, frutti e ortaggi portano a termine la formazione di zuccheri, proteine e grassi e si riempiono di colori, profumi e sapori. Trasmettono inoltre qualit√† cosmiche, “soprasensibili” che nutrono l‚Äôuomo allo stesso modo delle sostanze materiali. Insieme ai principi attivi delle piante e ai nutrienti, le puoi immagazzinare per le stagioni pi√Ļ fredde, formare riserve.

Durante tutta l’estate, puoi avvalerti della maturazione di innumerevoli piante medicinali, aromatiche, commestibili ed anche velenose (impara a riconoscerle). Quanti modi per estrarre le erbe Рquali saranno le tradizioni dei tuoi luoghi? Chiedi alla tua erborista ricette e idee, segui la tua creatività per catturare profumi e aromi.

‚ÄĘ Per estrarre le propriet√† curative e nutritive raccogli le piante, essiccale, mettile a macerare in diversi tipi di olio, nel vino o in aceto:
‚ÄĘ In giorni di luce o calore recidi le variet√† ornamentali coltivate e spontanee, ad esempio elicriso, lavanda, mirto, mentuccia, finocchio, alloro, lentisco, assenzio, origano selvatico, erba cedrina, calcatreppola e tante altre. Essicca a mazzetti, prova a formare ghirlande, cuscini e composizioni profumate.

Ricorda: l’azione di una pianta che fiorisce a metà giugno (es. sambuco, filipendula) o in agosto (cardo benedetto, origano selvatico) è diversa: ogni pianta esprime le qualità della propria specie, ma anche le qualità del paesaggio e del clima in cui vive.

Atropa belladonna, in maturazione

Le tre qualità dell’estate in sintesi

Prima estate da Pentecoste a San Giovanni
Raccolta di sambuco, tiglio, camomilla, rose selvatiche, foglie di rovo, piantaggine, ortica, meliloto, assenzio, da essiccare per estrazioni acquose (infusi, decotti)
Calore dalla QUALITA’ VIVICANTE
(calore che sale, stimola)

Seconda fase da San Giovanni a ferragosto
Estrazione in olio di iperico, elicriso, achillea, calendula, ecc.
Raccolta di cime fiorite di labiate per aromatizzare: origano, timo, santoreggia, maggiorana
Calore dalla QUALITA’ NUTRITIVA E DIGESTIVA
(calore radiante)

Terza fase da ferragosto al 8 settembre
Nella tradizione popolare il periodo di raccolta tra le due festività dedicate alla Madonna riguarda le piante per la sfera femminile: alchemilla, altea, achillea moscata, artemisia, caglio, calendula, finocchio, melissa e molte altre.
Calore dalla QUALITA’ ESSENZIALE
(calore discendente, che stabilizza)

Buona estate e … fasci di erbe profumate!
Karin Mecozzi, erborista

Rosmarin – Rhops myrinus, der balsamhaltige Strauch

*Um uns einen Eindruck des Wesens einer Heil- und Gew√ľrzpflanze zu verschaffen, ist es hilfreich, sie zun√§chst in ihrer nat√ľrlichen Umgebung zu betrachten. Wir m√∂chten den Rosmarin (Salvia rosmarinus Schleid, ehemals Rosmarinus officinalis L.) kennenlernen und begeben uns auf eine Reise in den S√ľden, ans Mittelmeer, bis in das undurchdringliche Dickicht der mediterranen Macchia an den K√ľstenregionen. Dort erk√§mpfen sich immergr√ľne, ausdauernde Str√§ucher und kleine B√§ume ihren Platz an der hei√üen Mittelmeersonne, versenken ihre Wurzeln in sandige, oft salzige B√∂den, trotzen Winterst√ľrmen und langen D√ľrreperioden. Ginster, stachelige Wacholderb√ľsche, schneewei√übl√ľhende Myrtenb√§umchen spenden kleineren Arten wie Stranddisteln, Meerfenchel, Immortelle, Heiligenkraut und Zistrosen etwas Schatten. Wo der Tau nachts den kargen Boden benetzt, trauen sich auch wilde Ringelblumen, Ferkelkraut, Natternkopf, Thymian und rosafarbene Winden ans Licht. Mitten in dieser etwas rauen, widerstandsf√§higen Pflanzengemeinschaf w√§chst der Rosmarin. Er bringt den Typus der Lippenbl√ľtler (Lamiaceae) auf seine eigene Weise zum Ausdruck, n√§mlich als immergr√ľner, bis zu zwei Metern hoher Strauch. Er unterscheidet sich stark von den Mitgliedern seiner Familie, denn vom krautigen, frischen Gr√ľn (Gundermann, Basilikum), der zierlichen Form der Bl√§tter (Melisse, Gamander) oder der Vorliebe f√ľr satte Ackerb√∂den (bei vielen Minzenarten), ist beim Rosmarin nichts mehr zu sehen: von Grund auf verholzen Stamm und √Ąste, seine Bl√§tter sind spitzig wie Nadeln, er gedeiht fast ohne Regen und im Alter sieht manches Rosmarinexemplar aus wie ein richtiger Baum.

ph. kneipp.de

Auf Spazierg√§ngen an der Mittelmeerk√ľste, von Portugal √ľber Italien und Griechenland bis in die T√ľrkei, entdeckt man ihn wildwachsend: etwas verstaubt nach einem langen Sommer, mit silbernen Spinnweben in den sparrigen √Ąsten, eigentlich eher unscheinbar. Beim genaueren Hinsehen entdeckt man jedoch die Besonderheiten dieses Gew√§chses: seine kerzengeraden, belaubten Zweige, wie von tausend lanzettlichen Nadeln √ľbers√§t, der aufrechte Wuchs in Richtung Sonne, in den lichtblauen Mittelmeerhimmel hinein. Mit Nadelb√§umen hat der Rosmarin tats√§chlich einige wertvolle Wirkstoffe gemeinsam, die auch in seinem aromatisch duftenden √§therischen √Ėl enthalten sind. Die Unterseite der Bl√§tter ist wei√ülich gr√ľn und fein behaar, die Oberfl√§che mit einer wasserabweisenden Wachsschicht √ľberzogen. √Ątherisches √Ėl, Behaarung und Wachsschicht helfen, die Wasserverdunstung einzud√§mmen und Temperaturschwankungen leichter zu ertragen.

Im M√§rz und im September, also zweimal im Jahr, bilden sich himmelblaue bis rosarote Lippenbl√ľten in den Blattachseln. Sie locken viele Bienen an, und der hellgelbe Rosmarinhonig, von leicht bitterem Geschmack, tut der Leber gut.

Das √§therische Rosmarin√∂l ist ein Vielstoffgemisch, das die immergr√ľnen Bl√§tter, Bl√ľten und junge Zweige wie eine unsichtbare, duftende H√ľlle umgibt. Es gibt beim Rosmarin verschiedene Chemotypen, je nach Herkunftsland, die dem √§therischen √Ėl eine besondere Duftnote und Heilwirkung verleihen: Rosmarin Cineol, Rosmarin Borneon und Rosmarin Verbenon. Der Cineol-Typ w√§chst haupts√§chlich in Marokko und Tunesien, der Borneon-Typ in Spanien und der Verbenon-Typ in Frankreich und auf Korsika vor.

Als ‚Äěrhops myrinus‚Äú, balsamhaltiger Strauch, wurde er im alten Griechenland zum R√§uchern am Totenbett verwendet, und bei den alten R√∂mern hie√ü er ‚Äěros marinus‚Äú, Tau des Meeres. Geschichtlich gesehen geh√∂rt der Lippenbl√ľtler zu den √§ltesten heiligen Pflanzen. Lange bevor man ihn medizinisch verwendete, galt er als symbolische Pflanze und Mittel f√ľr Rituale, die mit Tod und Geburt, Hochzeit und Kultus zu tun hatten. In den verschiedensten Mythologien wird der Rosmarin mit dem Ged√§chtnis, dem Erinnerungsverm√∂gen in Verbindung gesetzt: auf Darstellungen halten die T√∂chter der Mnemosyne, die Musen, einen Rosmarinzweig in der Hand, im alten Rom legte man den Verstorbenen ein Rosmarinstr√§usschen ins Grab, zum Zeichen ewiger Erinnerung. Interessant ist, dass Rosmarinextrakte nach neuesten Forschungen Freie Radikale hemmen und sich positiv auf Hirnt√§tigkeit auswirken. Sie sollen vor Alzheimer sch√ľtzen und Alterserscheinungen vorbeugen, unter anderem auch den Verlust des Kurzzeitged√§chtnisses.

Das Erinnerungsverm√∂gen, eine gute Konzentration und starke Nerven stehen f√ľr Vitalit√§t, der Rosmarin galt bei den √Ągyptern als Quelle unversiegbarer Lebenskraft. Bis ins Mittelalter sammelte und trocknete man ihn, um ansteckende Krankheiten fernzuhalten und verwendete die Zweige als immergr√ľnen Weihnachtsschmuck. Das ber√ľhmte Ungarische K√∂nigswasser, ‚ÄěAqua reginae Hungariae‚Äú, gab der gichtgeplagten ungarischen K√∂nigin Lebensfreude und Gesundheit zur√ľck, und traditionelle Ausz√ľge in Wein, Weingeist, Essig, Honigbier fehlten in keinem Haushalt.

Laut einer √úberlieferung aus dem 16. Jahrhundert trieben in Toulouse vier R√§uber ihr Unwesen in den H√§usern reicher Pestkranker. Schie√ülich wurden sie auf frischer Tat ertappt und vor Gericht geschleppt. Um dem Henker zu entgehen, sollten sie das Geheimnis preisgeben, das sie vor der Ansteckung mit der schrecklichen Krankheit bewahrt hatte. So z√§hlten sie die Zutaten des w√ľrzigen Essigtrankes auf, mit dem sie sich t√§glich eingerieben hatten, mit dem ‚ÄěPestessig‚Äú oder ‚ÄěVierr√§uberessig‚Äú:

 Vinaigre des quatre voleurs – Vierr√§uber-Essig

Je einen Essl√∂ffel folgender getrockneter Kr√§uter gut vermischen und gut m√∂rsern: Bl√§tter von Rosmarin, Salbei, Thymian, Lorbeer, ebenso viele Gew√ľrznelken, eine Zimtstange, K√ľmmel- oder Fenchelfr√ľchte und Wacholderbeeren. Mit nat√ľrlichem Apfelessig √ľbergie√üen und verschlossen an einem warmen, dunklen Ort ziehen lassen, √∂fters sch√ľtteln. Nach 4 Wochen leicht erw√§rmen, abseihen, in Braunglasflaschen f√ľllen, in einem Jahr aufbrauchen.

Als vorbeugendes Grippemittel ist dieser aromatische, alkoholfreie Auszug auch heute zu empfehlen: in der kalten Jahreszeit morgens und abends zwei Teel√∂ffel in etwas warmem Honigwasser aufl√∂sen und schluckweise trinken. Hilft bei Grippesymptomen, Kopfschmerzen, Durchfall, auch mehrmals t√§glich eingenommen. Verd√ľnnt ist er auch f√ľr Kinder und √§ltere Menschen geeignet √Ąu√üerlich verwendet wirkt der ‚ÄěSpitzbubenessig‚Äú, wie er auch genannt wird, desinfizierend und reinigend, gegen √úbelkeit und M√ľdigkeit und als exzellentes Gurgelwasser bei Zahnfleischbluten, Aphten und Halsschmerzen.

Der Rosmarin in der modernen Phytotherapie

Als heilsame Teile gelten in der heutigen Pflanzenheilkunde die Bl√§tter, die Knospen, die bl√ľhenden Sprosse und das √§therische √Ėl des Rosmarins. Seine rhythmisch angeordneten, aromatischen Bl√§tter enthalten neben dem terpenreichen, √§therischen √Ėl auch Flavonoide, Phenols√§uren, Gerbstoffe, Bitterstoffe, Saponine, Ascorbins√§ure. Als Extrakte werden Tinkturen, Sirupe, Gemmomazerate, √Ėlmazerate und Trockenextrakte hergestellt, und die Droge (Rosmarini foliae) gibt es getrocknet als Tee zur inneren und √§u√üeren Anwendung.

Bei der Dampfdestillierung der bl√ľhenden Sprossspitzen erh√§lt man das reine √§therische Rosmarin√∂l. Als Nebenprodukt entsteht Rosmarinhydrolat, also destilliertes Wasser, das wirksame Substanzen in hoher Verd√ľnnung und etwas √§therisches √Ėl enth√§lt. Es ist ein herrlich erfrischendes Kosmetikum f√ľr Haut und Haar und macht als Spray im Sommer putzmunter.

Rosmarintee ist f√ľr besonders f√ľr Menschen in der Lebensmitte geeignet, die morgens schlecht aus dem Bett kommen, √ľber schmerzende Beine und R√ľcken klagen, nicht gut verdauen und √∂fters Kopfschmerzen haben. Dahinter k√∂nnen funktionelle Leber-, Gallen- und Magenbeschwerden stecken, die auf Stress, schlechte Ern√§hrung, chronische Entz√ľndungen und unzureichender Bewegung zur√ľckzuf√ľhren sind. Zum Aufwachen wirkt der hei√üe Rosmarin-Infus morgens besser als schwarzer Kaffee oder Tee, er regt den Kreislauf und das Lymphsystem an, st√§rkt die Nerven und √∂ffnet unsere Sinne f√ľr die Au√üenwelt. F√ľr eine gro√üe Tasse Tee br√ľht man einen Essl√∂ffel getrocknete Rosmarinbl√§tter mit 300 ml kochendem Wasser auf und l√§sst 10 Minuten ziehen.

Um die anregende Wirkung zu unterst√ľtzen, massiert man Beine und Arme mit Rosmarinhydrolat oder ‚Äď besonders im Winter ‚Äď mit duftendem Rosmarin√∂l, das man leicht selbst herstellen kann: 30 Tropfen √§therisches Rosmarin√∂l werden mit 100 ml warmem Sesam√∂l oder Mandel√∂l vermischt und gut versch√ľttelt. Der w√§rmende, anregende Effekt des Krautes l√§sst nicht auf sich warten, man f√ľhlt sich gleich viel ‚Äěaufrechter‚Äú.

Der Rosmarin stellt uns in schwierigen Zeiten wieder auf die Beine, und in der anthroposophischen Medizin gilt er als Heilmittel, das das Ich unterst√ľtzt, wie die strahlende, w√§rmende Sonne an einem Hochsommertag. Als Lippenbl√ľtler ist er eine typische Pflanze der Mitte, die zwischen Oben und Unten, Kosmos und Erde vermittelt und f√ľr das richtige Gleichgewicht zwischen Herz und Verstand sorgt. Denn diese robuste Pflanze richtet sich sowohl an das Blut, Kreislauf und Herz, als auch an das Nervensystem. Dabei spielt sicher auch der ‚Äěblutreinigende‚Äú, entgiftende Effekt eine Rolle: nach der traditionellen Medizin, auch nach der traditionellen chinesischen Heilkunde, wirkt sich eine schlecht arbeitende Leber ung√ľnstig auf das Blut und den Kreislauf aus, tr√ľbt die Sinne, macht m√ľde und reizbar.  

Daher empfehle ich besonders im Fr√ľhjahr, wenn der Organismus aus dem ‚ÄěWinterschlaf‚Äú erwacht und frische Energie ben√∂tigt, eine Rosmarinkur mit der Einnahme einer hochwertigen Rosmarintinktur, Massagen (siehe oben) und der Verwendung von getrocknetem Rosmarin anstatt Salz in der t√§glichen K√ľche. Rosmarinextrakte senden stimulierende Impulse an alle Verdauungsorgane aus, feuern den Stoffwechsel an, trocknen √ľbersch√ľssige Feuchtigkeit (Schleim, Katarrh, Pilzkrankheiten) aus. Bei Magenbeschwerden reicht oft eine Tasse Rosmarintee, allerdings sollte man sicher sein, nicht unter Gallensteinen zu leiden, dann w√§re Rosmarin als gallentreibendes Kraut falsch am Platz.√ľr √§ltere Menschen sind kalte F√ľ√üe oft ein unangenehmes Leiden. Ansteigende Fu√üb√§der mit starkem Rosmarintee oder Armb√§der regen den Kreislauf an, unterst√ľtzen die Herzt√§tigkeit und verbessern sogar die Beweglichkeit. Rosmarinausz√ľge werden mit Erfolg bei Krankheiten des Bewegungsapparates, bei Arthrose, Gicht und Rheuma eingesetzt, √§u√üerlich massiert man mit Rosmarin√∂l- oder Salbe.

foto www.kneipp.de

Wer n√∂rdlich der Alpen ein sonniges Pl√§tzchen auf dem Balkon oder im Garten hat, kann seinen eigenen Rosmarinstrauch ziehen und frische Bl√§ttchen zum W√ľrzen und f√ľr Tees ernten. Im Winter sollte man ihn nicht arg frieren lassen, denn als mediterrane Pflanze vertr√§gt er Minusgrade sehr schlecht. Am besten zieht man ihn in einen gro√üen K√ľbel und l√§sst ihn im Hauseingang √ľberwintern.

Zum Schluss noch ein Rezept aus der r√∂mischen K√ľche, in der Rosmarin, wie auch seine Verwandten Oregano, Basilikum, Thymian, Majoran und Salbei nie fehlen darf.

√úberbackener Fenchel mit Rosmarin

4 Fenchelknollen

1 Teetasse geriebener Parmesankäse

2 Esslöffel getrocknete Rosmarinblätter

Geriebene Schale einer Orange, etwas Muskatnuss

Schwarze Oliven, Chillyöl, Olivenöl

1 feingehackte Knoblauchzehe

Fenchelknollen vierteln, gut waschen, in wenig Salzwasser bissfest kochen. In eine Auflaufform geben, Oliven, geriebene Orangenschale, Muskatnuss, Rosmarin, Knoblauch und ein paar Tropfen Chilly√∂l dazugeben, mit Oliven√∂l betr√§ufeln und Parmesank√§se dar√ľber streuen. Bei 180 Grad im Ofen backen, bis der K√§se hellbraun brutzelt.  Passt hervorragend zu Risotto, H√ľhnchen oder Fisch.

Karin Mecozzi Dipl. Herboristin

*Der Artikel erscheint als “Heilpflanzenportr√§t” in der Juniausgabe des Ern√§hrungsrundbriefs, Arbeitskreis f√ľr Ern√§hrungsforschung, Bad Vilbel (D)

OLEOLITI da pianta fresca

Tratto da “Ars herbaria, piante medicinali nel respiro dell’anno” Editrice Natura e Cultura (a breve la seconda edizione)

Raccogli la pianta officinale prescelta in giorni di ARIA/LUCE o CALORE secondo il calendario biodinamico, rispettando prima di tutto il tempo balsamico della pianta. Taglia finemente la droga fresca, riempi a met√† un barattolo di vetro coprendo con olio di oliva extravergine biologico o biodinamico. √ą importante usare dell‚Äôolio di qualit√†, altrimenti, insieme alla pianta, si estraggono anche i residui di fitofarmaci e pesticidi.

Per ottenere un oleolito pi√Ļ delicato si miscelano olio di oliva e olio di mandorle o di riso o di vinaccioli spremuti a freddo (1:1); per uso cosmetico, per preparare pomate, creme, lozioni, aggiungo sempre dell‚Äôolio di jojoba o di avocado, olio di canapa e un cucchiaio di olio di germe di grano. In questo modo l‚Äôoleolito risulter√† particolarmente fluido e delicato, sar√† facile da stendere. Gli oleoliti con oli leggeri nutrono in profondit√† trasmettendo le propriet√† benefiche, di calore e protezione delle piante spremute.

Metti il barattolo in un pentolino d‚Äôacqua e scalda a bagnomaria senza chiudere, portando l‚Äôolio a 60¬įC. Rimesta delicatamente con un cucchiaio di legno e lascia raffreddare lentamente nel pentolino d‚Äôacqua calda, poi chiudi e riponi in un luogo caldo per quattro settimane, scuotendo ogni giorno per mescolare olio e pianta. Apri il recipiente ogni settimana, la droga deve essere ben coperta dal solvente. Per estrarre meglio, nei primi giorni puoi riscaldare il recipiente facendo attenzione che l‚Äôolio questa volta non superi la temperatura di 35¬įC. Nel caso dell‚Äôiperico si espone al sole per tre giorni. Per la maggior parte delle altre piante che si raccolgono in estate, la macerazione NON viene esposta al sole.

Calendula officinalis , capolino intero in infusione oleosa

In alcuni oleoliti da pianta fresca può formarsi un fondo o delle velature. Se le piante non sono state raccolte dopo la pioggia e la preparazione è avvenuta correttamente, un eventuale fondo è dovuto alla decantazione di parti vegetali non filtrate. Secondo la mia esperienza non intacca le proprietà, per escludere ogni rischio puoi ripetere il filtraggio.

Come per le tinture, gli oleoliti ‚Äúmaturano‚ÄĚ nel tempo. Prima di usarli aspetta tre mesi. Dopo otto mesi, in genere, un oleolito √® perfetto e si sente dal profumo e da come si stende sulla cute. Si conserva in media per due anni nella bottiglia piena.

Impressioni di Fonte Avellana, Calendule. ph. Pamela Natalini

Nel giorno di Mercurio

Fitopreparazione erboristica significa per me, innanzitutto, sperimentazione. Dagli estratti che ottengo dalle piante selvatiche raccolte durante l’anno provo mille ricette – solo che non riesco ad attenermi e sperimento nuovi ingredienti, variazioni e miglioramenti. Non sempre poi le creme (Salben, salves) riescono, specialmente se emulsionate. Vi devo dire che non rinuncerei per nulla al mondo agli emulsionanti certificati bio, semplici da usare e anallergici.

raffreddando…..

Con oleoliti, tinture, polveri, oli essenziali, idrolati, cere, grassi mescolo, mescolo, mescolo…fino ad ottenere oggi, mercoled√¨, giorno di Mercurio, il grande Alchimista, una crema per le mani agrumata, con una aggiunta per la stagione molto secca, della lanolina non raffinata. La crema √® corposa, profuma di elicriso, lana e calendula. Devo dire che vorrei farne ancora, provando l’oleolito di gemme appena messo in opera. Sperimentiamo…sperimentate sempre!

Finalmente riusciti, gli oli di fiori per il benessere pelle matura

Come tradizione, all’inizio dell’anno non pu√≤ mancare una nuova ricetta cosmetica. Sto lavorando a pomate per la pelle matura, con pochi ingredienti di sicura efficacia. Ho scelto, tra i miei oleoliti, tre estratti preziosi, ottenuti dai fiori di tiglio, violetta e trifoglio rosso.

Raccolti in tempo balsamico, in paesaggi salutari, di infinita pace e bellezza, dopo anni di esperimenti ho finalmente imparato ad estrarre dai petali ancora freschi, nella prima parte dell’anno, dei rimedi che, come erboristi, usiamo da millenni.

Al posto di composti derivati dal petrolio, molecole di sintesi difficilmente riconoscibili dalla nostra pelle, vi invito a nutrirvi di pura natura, morbidi grassi e fitocomplessi lenitivi, che curano la pelle del viso, le labbra, il contorno occhi, le prime rughe e la cute da rivitalizzare.

Per aumentarne il beneficio, consiglier√≤ poi ulteriori rimedi: le giuste tisane, per ogni et√† e situazione di pelle, sempre nel segno di un benessere in cosmesi che mette insieme l’estetica con la rigenerazione di corpo e anima, attraverso il meraviglioso mondo di piante e paesaggi.

Solidago virgaurea L. – Verga d’oro, anch’essa una pianta lenitiva per la pelle

“Aromi a portata di mano”: il peperoncino, aroma del cuore

Capsici annui fructus

->Una pianta aromatica al mese: uso e coltivazione, in cucina, caratteristiche in erboristeria e fitoterapia.

Cristoforo Colombo port√≤ i semi di peperoncino (Capsicum annuum L.) dall’America, insieme ad altre specie delle Solanaceae, come le patate, i pomodori, i peperoni, le melanzane. Si contano moltissime variet√† di peperoncino, spesso locali, da coltivare anche sul davanzale o sul terrazzo, scegliendo del buon terriccio e un’esposizione soleggiata. Si semina a marzo. Le giovani piantine vengono diradate lasciando uno spazio di almeno 40 cm. A fine estate maturano i frutti allungati, le bacche di colore verde brillante, poi rosso vivace.

Si raccolgono con la luna nuova in giorni di Frutti/Calore (Calendario lunare biodinamico) e si essiccano interi, all’ombra, infilandoli con dello spago di cotone. Il peperoncino fresco ha un gusto fruttato, la droga secca risulta pi√Ļ piccante e si conserva un anno. Nella mia famiglia romana non mancavano le coroncine di peperoncino appese in cucina e l’olio di peperoncino in tavola, tutti i giorni.

USO ERBORISTICO: Per appassionati di erboristeria tradizionale, una ricetta semplice da eseguire ed efficace nell’applicazione pratica: estratto oleoso al Capsicum. Ricetta della tradizione erboristica: “Oleolito composto al peperoncino”

**Oleolito di alloro (Laurus nobilis L.) 100 ml

**Oleolito di iperico (Hypericum perforatum L.) 20 ml

**Oleolito di peperoncino (Capsicum annuum L.) 5 ml

**Olio essenziale di Limone, Arancio dolce, Rosmarino.

Preparazione: versa gli oleoliti e l’estratto di peperoncino in un recipiente di vetro infrangibile, mettilo a bagno maria (misura le temperatura, non deve superare 40 gradi) e mescola in senso orario per 3 minuti. Aggiungi 5 gocce di ciascun olio essenziale e mescola per un altro minuto. Trasferisci la miscela in una bottiglietta di vetro scuro, etichetta e conserva al buio, lontano da fonti di calore. L’oleolito composto serve a massaggiare muscoli indolenziti, articolazioni doloranti (non in infiammazione acuta), irritazioni nervose (sciatica), tendiniti croniche (tendine di achille), mani e piedi soggetti a geloni. La miscela non √® adatta ai bambini. La dose di estratto di peperoncino pu√≤ essere variata, se ne aggiungi, aumenti il potere rubefacente del rimedio: attenzione, √® irritante per gli occhi!

Consumare regolarmente del peperoncino √® un’ottima abitudine: favorisce la digestione, migliora la circolazione sanguigna e protegge il cuore (antiossidante eccellente), ha propriet√† antibiotiche ed¬† immunostimolanti. E’ adatto a insaporire pietanze nella dieta iposodica, dona un tocco speciale perfino ai dessert al cioccolato fondente e ai gelati.

testo Karin Mecozzi – immagini dal web