Categoria: PRATICA ERBORISTICA

Disinfetta, sfiamma e distende: CAMOMILLA

ph. Christoph Simonis

In primavera, lungo sentieri e campi di grano, fioriscono luminosi i piccoli cespi di camomilla. Per distinguere la pianta da altre specie, apri un capolino: la camomilla officinale (Matricaria camomilla L.) contiene una piccola bolla d’aria!

L’intera pianta emana un forte profumo, aromatico  e tipico. La camomilla, della famiglia delle Asteraceae, è “sulfurea”e al contempo lunare, disinfetta e sfiamma allo stesso tempo, mette a posto laddove processi di decomposizione vorrebbero prendere il sopravvento.

Contiene flavonoidi (quercetina), lattoni (matricina) e un olio essenziale prezioso dal bel colore blu (camazulene). I fiori freschi ed essiccati hanno un’azione calmante e sono usati in infusi e tintur contro coliche e spasmi addominali.

La pianta si rivolge sia alla sfera del ricambio, sia al sistema nervoso, agendo anche sulla pelle, nostro grande organo emuntore.

Per via esterna, l’impacco con l’infuso lenisce punture di insetti e piccole lesioni, eritemi e eczemi. L’oleolito (estratto oleoso) e l’olio essenziale di camomilla diluito in un solvente (olio di jojoba, ad esempio) sono indicati per aiutare la cicatrizzazione di ferite e ustioni.e l’unguento (oleolito + cera d’api).

Per preparare l’oleolito si raccolgono i capolini appena schiusi nel tempo balsamico, si lasciano riposare brevemente stesi su fogli di carta o teli di cotone e si mettono a macerare con olio di oliva.  A 20 ml di oleolito di camomilla, aggiungi 1 goccia del prezioso olio essenziale e 2 gocce di olio essenziale di lavanda officinale. E’ un “rimedio da pronto soccorso” per improvvisi mal di testa, mal d’orecchie e nevralgie.

 

Beruhigt, hemmt Entzündungen: ECHTE KAMILLE

Im Frühjahr keimen an Weg- und Feldrändern viele verschiedene Kamillenarten: die Blütenköpfchen der echten Kamille (Matricaria chamomilla L.) enthalten eine winzige Luftblase! Die Kamille ist eine „Schwefelpflanze“, wirkt keimtötend, entzündungshemmend, räumt auf, wo Gärprozesse Überhand nehmen wollen. Sie hat ihre Entsprechung zum Darm, dem Stoffwechsel und dem Nervensystem. Aus den getrockneten Blüten stellt man einen beruhigenden Tee und eine Tinktur gegen Bauchkrämpfe und Regelbeschwerden her. Mit lauwarmem Kamillentee behandelt man Insektenstiche und kleine Wunden. Aus 20 g angetrockneten Blüten und 300 ml nativem Olivenöl wird ein duftender Ölauszug zubereitet. Man lässt ihn 3 Wochen lang im Warmen stehen und filtert. Hilft äußerlich bei Ohrenschmerzen und Zahnungsbeschwerden der Kleinkinder. Auf 20 ml Ölauszug gibt man 1 Tropfen des ätherischen Kamillenöls (blau!), um Muskelverspannungen im Nacken- und Schulterbereich sanft zu lösen.

ph. Christoph Simonis
Matricaria chamomilla L. Foto Christoph Simonis

Depurarsi con l’erboristeria – consulenze personalizzate!

Un metodo antico dell’erboristeria tradizionale per alleggerirsi e ritrovare il contatto le forze di salute è la pratica della depurazione. La depurazione continua ad essere parte di una visione moderna del benessere naturale integrale. Viene effettuata per alleggerire l’organismo da sostanze superflue, drenare gli organi emuntori fegato, reni, intestino, pelle, tessuto connettivo ed espellere ciò che impedisce il fluire dei processi nel nostro corpo e nel nostro sentire.

  • Il percorso di depurazione passa per erbe e rimedi specifici, pratiche erboristiche igieniche, la cura dell’alimentazione.
  • L’obiettivo è uno stato generale di benessere stimolando i processi metabolici. Si possono perdere dei chili di troppo.
  • E’ indicata per sostenere dopo o durante una cura con farmaci invasivi come i chemioterapici o gli antibiotici.
  • Un periodo di depurazione, soprattutto in primavera, è consigliato a tutte le età.

La depurazione erboristica non è una detossificazione: La depurazione è un percorso per ripulire e alleggerire l’organismo, neutralizzare acidi nell’organismo, combattere radicali liberi (un tempo definiti “tossine”), preparare e sostenere nella ripresa. La detossificazione è una cura per eliminare sostanze tossiche (amalgame vecchie, metalli pesanti, candidosi, radioattività), valutando il consiglio del medico

Quando hai bisogno di un periodo di depurazione?

Quando è in sovraccarico, il nostro organismo dà dei “campanelli di allarme”:

  • stanchezza, mancanza di concentrazione e costanza
  • svogliatezza, cattivo umore, irritabilità e nervosismo
  • pelle del volto spenta, occhi stanchi, occhiaie, bruciore agli occhi
  • pelle molto secca o grassa
  • rughe precoci e accentuate
  • eccessiva perdita di capelli
  • cellulite
  • muscoli doloranti
  • sudore maleodorante, coaguli nel mestruo, molto muco
  • urina acida (misurare il PH per diverse mattine)
  • sfoghi, foruncoli, eczemi
  • improvvise risposte allergiche ad alimenti, polveri o pollini

La pratica della depurazione aiuta sempre a migliorare la situazione, tuttavia non sostituisce l’accertamento di eventuali malattie.

 Se i sintomi elencati sono connessi a dolori o disfunzioni persistenti rivolgiti immediatamente al tuo medico. Alla prima esperienza, non praticare la depurazione da solo, non seguire facili ricette online. Rivolgiti all’erborista, ascolta il tuo corpo nel ritmo delle stagioni, usa cibi, piante medicinali, rimedi, oli essenziali, estratti di qualità.

Nel mio libro “Verde resilienza. Erboristeria pratica nel cambiamento” edito da Natura e Cultura Editrice trovi la descrizione della tradizionale depurazione erboristica, a base di erbe, tisane, rimedi, alimenti, con consigli per lo stile di vita, la meditazione e il giusto riposo. Ecco la prima chiave della depurazione erboristica:

N. 1 Le tisane depurative

Bevi tre grandi tazze di tisana depurativa ogni giorno, da adesso fino a fine aprile, scegli tra le miscele descritte oppure scrivimi per consigli personalizzati. Acquista sempre droghe[1] di prima qualità, conserva le miscele in recipienti di vetro al riparo dalla luce e dall’umidità. Puoi usare anche più droghe fresche, hanno un gusto meno aromatico ma altrettanto piacevole e sono ricche di vitamine, minerali e mucillagini. Impara a raccogliere, essicca e conserva le tue preferite! La quantità di 750 ml è sufficiente per l’intera giornata.

Tisane ad effetto depurativo[2]  

1.Con droghe essiccate: Taraxacum officinale, tarassaco (radice), Urtica dioica, ortica (foglie), Galium aparine, caglio attaccaveste (foglie e giovani fusti), Melissa officinalis, melissa (foglie), Salvia rosmarinus, rosmarino (foglie)

Prepara così: in 750 ml di acqua (poco calcarea) fai bollire per 5 minuti 1 cucchiaio di radice di tarassaco, spegni e aggiungi una piccola presa (di ciascuna droga, precedentemente pestate nel mortaio) di ortica, caglio attaccaveste, melissa, rosmarino. Filtra dopo 10 minuti. Conserva la tisana in un thermos, bevila a tazzine senza dolcificare entro le 17.

2. Con l’aggiunta di droghe amaro-aromatiche e mucillaginose: Centaurium erythrea, centaurea maggiore (sommità fiorite), Malva sylvestris, malva (foglie e fiori), Glechoma hederacea, edera terrestre (foglie), Melissa officinalis, melissa (foglie), Lippia citriodora, erba cedrina (foglie).

Prepara così: metti a macerare mezzo cucchiaino di centaurea maggiore e un cucchiaio di malva in 750 ml di acqua fredda per almeno 4 ore, porta ad ebollizione, spegni e aggiungi le altre droghe precedentemente pestate nel mortaio. Filtra dopo 10 minuti e bevi durante la giornata, lontano dai pasti, senza dolcificare.

3. Con erbe primaverili appena raccolte: Sambucus nigra, sambuco (fiori), Fragaria vesca, fragola (foglie), Mentha longifolia, menta selvatica  (foglie), Verbena officinalis, verbena (foglie e fiori).

Prepara così: Mescola 2 infiorescenze fresche di sambuco con una presa foglie di fragola, menta selvatica e verbena. Versa 750 ml di acqua bollente sulla miscela di droghe, ben spezzettate e lascia in infusione per 15 minuti. Filtra e conserva in un thermos per non più di 8 ore, bevi a tazzine durante la giornata.  


[1] Come “droga” si intende la parte attiva della pianta medicinale, allo stato fresco o essiccato.

[2] In caso di patologie renali, calcolosi biliare o assunzione di farmaci anticoagulanti, prima di assumere le miscele descritte chiedi consiglio al tuo erborista o medico fitoterapeuta.


“Verde resilienza, Erboristeria pratica nel cambiamento” Natura e Cultura Editrice 2020 – Immagine del mortaio e dei disegni nel libro di Maria Elena D’Andrassi

Un grande albero e le sue gemme: il pioppo (Populus spp.)

Populus spp., Salicaceae

Droga in erboristeria: giovane corteccia, gemme, foglie. Segnature prevalenti (secondo specie) Saturno e Luna, Mercurio e Giove con Elementi salienti in Aria e Fuoco 

Scheda botanica di Populus nigra L.: Albero a crescita rapida che può raggiungere i 30 metri di altezza. Presenta un tronco spesso nodoso e una chioma che può essere globosa-espansa nella specie selvatica o strettamente colonnare nella varietà italica (pioppo cipressino). Le foglie sono caducifoglie, di forma da triangolare a romboidale con apice appuntito e margine seghettato. In autunno si colorano di un bel giallo-oro luminoso prima di cadere. La corteccia è inizialmente grigio-chiara e liscia, con il tempo diventa scura, profondamente solcata. E’ una specie dioica (fiori maschili e femminili su piante diverse). I fiori sono raccolti in amenti penduli che appaiono tra marzo e aprile. I frutti sono capsule verdi che a maggio liberano semi avvolti in una densa peluria bianca (pappo). Le specie di pioppo in fiore possono causare sintomi allergici a chi è sensibile alle Salicaceae.

Il pioppo nell’erboristeria tradizionale e moderna

In Europa centrale e meridionale, Inghilterra, Mediterraneo e in Asia, ad esempio nell’Himalaya, oltre al pioppo nero, crescono diverse specie di pioppo (Populus spp.) che preferiscono ambienti umidi come rive di fiumi e zone alluvionali. Sono piante pioniere, alberi rapidi nella crescita, adatti a terreni ricchi di acqua, nutrienti e basici. Il legno è leggero, di colore chiaro e si rompe facilmente. 

Con la sua crescita veloce e l’espansione nello spazio attraverso le fronde, le gemme che si dischiudono in gattici eretti o penduli e pappi che volano con il vento, la luminosità delle foglie in autunno il pioppo è legato all’elemento dell’Aria e al temperamento Sanguigno. È talmente rapido nella crescita e assettato dell’acqua sotterranea o dei fossi che il ritidoma si spacca creando sinuosi meandri lungo il tronco. La specie Populus nigra var. italica, il pioppo cipressino, sfreccia verso il cielo accompagnando i fiumi e le strade, un simbolo del paesaggio rurale italiano, specialmente in Centro Italia. Le sue gemme sono molto più piccole e fortemente amare.

Dall’antichità romana, medievale e rinascimentale si usano le parti attive di Populus sp. (corteccia foglie, gemme) per infusi, applicazioni esterne e interne, per febbre, infiammazioni, dolori articolari e problemi urinari, ma anche per ferite, infiammazioni cutanee, emorroidi. La corteccia di pioppo è un ottimo diuretico, purtroppo poco usata dalla fitoterapia di oggi. Gemme e corteccia contengono glicosidi fenolici[1] come salicina, salicortina e populina come precursori dell’acido salicilico. Le gemme raccolte tra febbraio e marzo sono resinose e calde al tatto, intensamente profumate e ricche di oli essenziali. Contengono flavonoidi, tannini, acidi organici e zuccheri e sono famose nell’erboristeria di comunità e popolare per gli effetti antinfiammatori, analgesici, antibatterici, diuretici, sedativi.

Populus nigra ha una monografia positiva dalla Commissione E tedesca, gli estratti (oleolito, estratti idralcolici, macerato glicerico) sono usati per via esterna e interna. Il gemmoderivato viene spesso indicato per migliorare la circolazione degli arti inferiori, agisce come protettore cardiovascolare e aiuta a mantenere il fisiologico tono venoso. L’unguento di pioppo viene preparato con l’oleolito di gemme e cera d’api per trattare ferite superficiali, emorroidi esterne, congelamenti e scottature. In omeopatia, si usano corteccia e giovani rami per disturbi urogenitali, specialmente prostata. In alimurgia una manciata di giovani foglie e gemme dischiuse, tritate finemente, donano un tocco rinfrescante, amabilmente aspro alle insalate primaverili. L’oleolito di gemme di pioppo è uno degli ingredienti del mio “Balsamo Petto”, un unguento dell’erboristeria tradizionale da massaggiare sul petto e sul dorso nei disturbi dell’influenza con tosse e spossatezza e del “Balsamo Pioppo” per scottature, emorroidi, punture d’insetto e infezioni.  

[1] I glicosidi fenolici sono composti naturali presenti nelle piante, costituiti da una parte zuccherina (glicone) legata a una parte fenolica (aglicone). Svolgono funzioni di difesa, protezione UV e precursori aromatici. Il più noto è l’arbutina (uva ursina), usata come antisettico urinario, e la salicina (salice), antinfiammatorio

Populus alba L. a febbraio, nelle campagne umbre, sui confini con le Marche (Casaluna, PG)

Il vecchio va, il nuovo viene – carnevale e salutogenesi a febbraio

Il freddo si tende come un arco sul trimestre invernale. Dopo Sant’Andrea (30 novembre), lunghe piogge e successive nevicate portano l’umidità di cui la terra e le piante hanno urgente bisogno. Durante le “Notti sante” a cavallo del nuovo anno i cristalli di ghiaccio iniziano a ricoprire il paesaggio invernale. Come sopra, così sotto – il freddo gelido si insinua sotto la superficie della terra e rompe la zolla. Che forza gentile ha questo potere ordinatore del freddo, che contrae, asciuga, concentra, ha un effetto su tutto ciò che vive, comanda un arresto, porta l’essenzialità.

È l’inizio di febbraio, la “Candelora”, e inspiro con piacere l’aria fredda e pulita. A metà strada tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, le giornate aumentano visibilmente di lunghezza, le passeggiate pomeridiane nella foresta invernale si allungano, il sole tramonta rosso fuoco. Al mattino, le cime innevate delle montagne risplendono. La luce continua ad aumentare d’intensità, le ombre si accorciano, i contorni netti delle siepi senza foglie formano un bellissimo contrasto con i prati appassiti e le montagne innevate.
Nonostante il sole, manca il calore vero e proprio, né le erbe né le foglie si agitano visibilmente. Nessuna nuova sostanza può ancora formarsi, solo sotto la corteccia degli alberi e nelle profondità del sottosuolo i succhi scorrono sempre più velocemente. La vita pulsa, protesa verso l’inizio della primavera, il freddo e la luce danno la direzione con il loro ordine. La natura si sforza per inseguire il sole e la nuova stagione. Ancora poche settimane e le ultime foglie appassite saranno volate via o decomposte. Le gemme si liberano dalla gelida presa e si aprono. Ciò che è duro e morto, deve cedere. I contorni si dissolvono, tutto ciò che ristagna si mette in movimento con un calore crescente. L’essenziale tornerà a essere diverso, nella nostra anima il passaggio dall’interiorizzazione porta di nuovo all’esterno. Ecco perché le chiusure vogliono aprirsi, ciò che è ghiaccio, coagulo, si scongela e fluisce, in natura e nelle persone.

Un tempo, in inverno, le persone svolgevano meno attività fisica e rimanevano in casa per mesi. Anche oggi passiamo molto tempo dentro. La stagione fredda offre preziosi momenti di contemplazione interiore: leggere, scrivere storie, sognare, filosofeggiare o semplicemente riposare sono indispensabili per creare nuove riserve di forza fisica e rafforzare le forze mentali e spirituali.
Il dio bifronte Giano, che guarda contemporaneamente al passato e al futuro e sta all’inizio e alla fine di tutte le cose, ci invita all’inizio del nuovo anno a trovare la nostra strada nel morire del vecchio e nel nascere del nuovo, sia nel mondo visibile, materiale, sia in quello invisibile, animico-spirituale.
Incontriamo così il carnevale, il significato più profondo di questo periodo con le sue usanze, dentro e fuori, può essere compreso anche osservando in modo contemplativo i processi della natura e dell’uomo. E’ un momento in cui l’anima, rivolta verso l’interno, si rivolge nuovamente verso l’esterno. Incontra la “persona”, la personalità che costituisce l’essere umano con i suoi lati positivi e negativi. A carnevale possiamo scegliere, infatti, chi vogliamo essere, se giocolieri o principi. Immagini di animali grotteschi e demoni percorrono come maschere le strade secondo antiche usanze. Anche loro evocano le nostre parti interiori selvagge e indomite come appaiono a volte nei sogni e negli incubi. Allo stesso tempo, le usanze carnevalesche, con le loro danze e le loro maschere, riflettono quel mondo di esseri elementari a noi invisibile con i sensi.
È come se, in questa preparazione alla parte fruttuosa dell’anno, gli aspetti archetipici ci venissero incontro dall’esterno, raggiungendoci dall’invisibile.
Dopo aver, per così dire, guardato e portato all’esterno ciò che il mondo astrale sta tessendo e accompagnando, segue un periodo di moderazione, la “quaresima”. Il digiuno, infatti, in quanto usanza antica, non è un mero atto di rinuncia, come nei dogmi. È una misura per farci sentire di nuovo a casa nel nostro corpo e per prepararci a ciò che verrà con più facilità e salute.

Infatti, non appena il rumore delle mascherate si placa, i venti di nord-ovest si attenuano e iniziano le prime piogge primaverili, giunge il momento di prepararsi per una vera e propria festa alta, la Pasqua.

Il superfluo e il vecchio viene digerito ed eliminato – salutogenesi naturale a febbraio:

Ortica (Urtica dioica): utilizzare quotidianamente come tè e polvere, LA pianta medicinale all’inizio della primavera per la pulizia e la purificazione di tutte le generazioni.

Sostanze amare salutari: nelle erbe amare come la centaurea, il tarassaco, la cicoria, la genziana o la fumaria per il metabolismo e il sistema immunitario.

Massaggi con il sale: mescolare sale non raffinato e privo di iodio con un buon olio vegetale e olio essenziale di cipresso, strofinarlo su tutto il corpo e lavare sotto la doccia. La circolazione è stimolata, la pelle diventa liscia e morbida, le forze vitali rinascono.

Ossimele, verdure fermentate & Co: il nostro intestino ha bisogno di sostegno, di piatti gustosi con alimenti e verdure fermentate, aceto di mele puro e naturale, di buon miele, kefir.

Altes geht, Neues kommt – Salutogenese im Februar

Wie ein Bogen spannt sich die Kälte über das winterliche Vierteljahr, nach St. Andrä (30. November) bringen lange Regen- und später Schneefälle die Feuchtigkeit, die unsere Erde und die Pflanzen dringend brauchen. In den Raunächten beginnen Eiskristalle die Winterlandschaft zu überziehen. Wie oben, so unten – die Eiseskälte kriecht unter die Erdoberfläche und bricht die Scholle auf. Welch sanfte Gewalt doch diese ordnende Kraft der Kälte hat, zusammenziehend, austrocknend, konzentrierend wirkt sie auf alles was lebt, gebietet Einhalt, bringt Wesentlichkeit.
Es ist Anfang Februar, Lichtmess, und ich sauge die kalte, saubere Luft mit Genuss ein. Auf halbem Weg zwischen der Wintersonnenwende und der Frühlings-Tag-und Nachtgleiche nehmen die Tage sichtbar an Länge zu, die Nachmittagsspaziergänge im Winterwald werden länger, flammendrot geht die Sonne unter. Am Morgen leuchten die schneebedeckten Bergkuppen. Das Licht nimmt weiter an Intensität zu, die Schatten fallen kürzer, die scharfen Umrisse der laublosen Hecken bilden einen schönen Kontrast zur welken Graslandschaft und den verschneiten Bergen.
Trotz des Sonnenscheints fehlt es an eigentlicher Wärme, sichtbar regen sich weder Kraut noch Blatt. Noch kann sich keine neue Substanz bilden, nur unter der Baumrinde und tief unter der Erde fließen die Säfte immer schneller. Das Leben pulsiert, strebt dem Vorfrühling zu, Kälte und Licht geben ordnend die Richtung an. Die Natur geht der Sonne und der neuen Jahreszeit entgegen. Noch wenige Wochen und die letzten welken Blätter sind fortgeweht oder verwest. Die Knospen verlieren ihre eiskalte Umklammerung und brechen auf. Hartes, Totes soll weichen. Die Konturen lösen sich auf, alles was stockt, kommt mit zunehmender Wärme in Bewegung. Aus Wesentlichem wird wieder Verschiedenartiges werden, in unserer Seele führt der Schritt aus der Verinnerlichung zurück ins Äußerliche. Deshalb soll sich Stauendes aufbrechen, Zugefrorenes, Geronnenes auftauen und fließen, in der Natur und im Menschen.
Dem tieferen Sinn der Karnevalszeit mit ihren Bräuchen, landein und landaus, kann man sich auch durch das Miterleben der Naturprozesse im Rhythmus der Jahreszeiten annähern. Früher war es so, dass man im Winter monatelang weniger körperlich arbeitete und sich im Hause aufhielt. Auch heute verbringen wir viel Zeit in Innenräumen. So bietet die kalte Jahreszeit viele Momente der inneren Einkehr: Lesen, Geschichten schreiben, träumen, philosophieren oder auch einfach nur Ruhen sind unverzichtbar für neue körperliche Kraftreserven und stärken die seelischen und geistigen Kräfte.
Der zweigesichtige Gott Janus , der zugleich in die Vergangenheit und die Zukunft schaut und am Anfang und am Ende aller Dinge steht, lädt uns zu Beginn des neuen Jahres ein, uns im Absterben des Alten und der Geburt des Neuen zurechtzufinden, sowohl in der sichtbaren, materiellen als auch in der unsichtbaren, seelisch-geistigen Welt.
So treffen wir auf das Sinnbild des Karnevals, jener Zeit, in der die nach innen gekehrte Seele sich wieder nach außen wendet. Sie trifft auf ihre „persona“, die Persönlichkeit, die den Menschen mit seinen guten und schlechten Seiten ausmacht. In der Fastnacht können wir uns aussuchen, wer wir sein möchten, ob Gaukler oder Prinz. Tierbilder, Fratzen und Dämonen fegen durch die Straßen, nach uraltem Brauch stellen auch sie unsere eigenen Anteile dar, wild und ungezähmt, wie sie in Träumen und Albträumen vorkommen. Gleichzeitig sind Faschingsbräuche mit ihren Tänzen und Masken auch Nachbildungen der Welt der Elementarwesen, für uns unsichtbar aber spürbar.
Es ist, als ob sich in dieser Vorbereitung auf den fruchtbaren Teil des Jahres alle seelischen Aspekte von außen kommend, vom Nichtsichtbaren her nach uns greifend, vor uns auftun würden. Nachdem man sozusagen geschaut und nach außen gebracht hat, was an Astralischem webt und uns begleitet, folgt eine Zeit der Mäßigung. Denn das Fasten als uralte Gepflogenheit sollten wir nicht nur als einen Akt des Verzichtes ansehen, nach Vorschrift kirchlicher Dogmen. Es ist eine Maßnahme, um uns in unserem Körper wieder heimisch zu fühlen und uns mit mehr Leichtigkeit und Gesundheit auf das Kommende einzustimmen. Denn sobald der Lärm der Maskeraden abklingt, die Nordwestwinde nachlassen und die ersten Frühlingsregen einsetzen, ist es Zeit für die Vorbereitung auf ein wahres Hochfest, auf Ostern.

Altes wird verdaut und ausgeschieden – natürliche Salutogenese im Februar:

Brennnessel (Urtica dioica): als Tee und Pulver täglich verwenden, DIE Heilpflanze im Vorfrühling zur Reinigung und Entschlackung für alle Generationen

Gesunde Bitterstoffe: in bitteren Kräutern wie Tausendgüldenkraut, Löwenzahn, Wegwarte, Enzian oder Erdrauch für den Stoffwechsel und das Immunsystem

Salzeinreibungen: unraffiniertes, jodfreies Salz mit gutem Pflanzenöl und ätherischem Zypressenöl mischen, den ganzen Körper damit einreiben und abduschen. Der Kreislauf wird angeregt, die Haut glatt und weich, die Lebenskräfte angekurbelt.

Kräuteroxymele, fermentiertes Gemüse & Co: Unser Darm braucht Unterstützung, wohlschmeckende Gerichte mit fermentierten Lebensmitteln und Gemüse, reinem Apfelessig, Honig, Kefir.

Karin Mecozzi

Leggerezza con una depurazione erboristica “dolce”

In una stagione in cui caldo e freddo si alternano come in una (prima) primavera prolungata l’organismo può indebolirsi: in effetti, adattarsi agli sbalzi dopo l’inverno richiede la “flessibilità di un giunco”! Per chi non l’abbia praticata di recente, per esempio tra febbraio e marzo, questo è ancora un buon momento per un periodo di depurazione “dolce”, con erbe, alimenti, applicazioni esterne e più respiro.

Distinguiamo tra depurazione erboristica tradizionale e il cosiddetto “detox”

Depurazione
Percorso per ripulire e alleggerire l’organismo, neutralizzare acidi nell’organismo, combattere radicali liberi (un tempo definiti “tossine”), preparare e sostenere nella ripresa.

Detossificazione
Cura per eliminare sostanze tossiche (amalgame vecchie, metalli pesanti, candidosi, radioattività), anche in seguito a un consiglio terapeutico.

Alla prima esperienza, non praticare la depurazione da sola, non seguire facili ricette online. Rivolgiti all’erborista, ascolta il tuo corpo nel ritmo delle stagioni, usa cibi, piante medicinali, rimedi, oli essenziali, estratti di qualità.

Calendula arvensis L., estratto idralcolico

Quando hai bisogno di un periodo di depurazione?

Quando è in sovraccarico, il nostro organismo dà dei “campanelli di allarme”:

 stanchezza, mancanza di concentrazione e costanza
 svogliatezza, cattivo umore, irritabilità e nervosismo
 pelle del volto spenta, occhi stanchi, occhiaie, bruciore agli occhi
 pelle molto secca o grassa
 rughe precoci e accentuate
 eccessiva perdita di capelli
 cellulite
 muscoli doloranti
 sudore maleodorante, coaguli nel mestruo, molto muco
 urina acida (misurare il PH per diverse mattine)
 sfoghi, foruncoli, eczemi
 improvvise risposte allergiche ad alimenti, polveri o pollini

La pratica della depurazione aiuta sempre a migliorare la situazione, tuttavia non sostituisce l’accertamento di eventuali malattie. Se i sintomi elencati sono connessi a dolori o disfunzioni persistenti rivolgiti immediatamente al tuo medico.

Fiori di Verbascum per un oleolito

Quando praticare la depurazione erboristica e per quanto tempo

• nei cambi di stagione, soprattutto in primavera e autunno (inizio marzo e inizio settembre)
• in ogni momento dell’anno anche per singoli giorni
• per cicli di una, due o tre settimane con una pausa di 10 giorni tra le settimane
• dopo un periodo di forte stress psico-fisico
• quando il corpo segnala pesantezza e accumulo
• dopo l’assunzione di farmaci ad esempio anticoncezionali, antibiotici
• in menopausa, se senti il bisogno di aiutare il tuo corpo a cambiare
• dopo i 65 anni per restare in forma e sentirsi leggeri
• per migliorare l’aspetto della pelle, contrastare la cellulite
Importante: non iniziare un periodo di depurazione erboristica con un disturbo acuto in corso.

Infine ricorda che DEPURARSI NON E’……

…mangiare di meno per dimagrire, eseguire una dieta drastica
sostituire una sana alimentazione con integratori che promettono di depurare
aspettarsi soluzioni improvvise

** Integra la pratica della depurazione nella tua vita di sempre **

La depurazione erboristica in 7 passi è descritta nel mio libro “VERDE RESILIENZA, ERBORISTERIA PRATICA NEL CAMBIAMENTO” edito da Natura e Cultura Editrice nel 2020. Chiedimi una copia firmata e scrivimi per ogni altra informazione, per consigli sulle erbe da usare e le pratiche più adatte nel periodo prima dell’estate, ad ogni età.

Custodire il calore – Appunti di salutogenesi tra autunno e inverno

Ricordiamo: nell’organismo Terra con l’equinozio autunnale è iniziata l’inspirazione. L’attività sulla superfice terrestre, in natura, diminuisce sempre più.

L’attività sotto terra aumenta, a un certo strato permane una temperatura costante e avviene il maggiore accrescimento delle radici.

Fino al solstizio invernale la luce diminuisce, i giorni si accorciano e la linfa nelle piante è quasi ferma.

La natura insegna di lasciar andare con fiducia i doni dell’estate. Ricorda l’estate, quel che è successo di buono e di meno buono, scrivi una lettera, un racconto o disegna una scena particolarmente intensa.

Ora entriamo negli inferi, come Persefone che deve sposare Ade. Entriamo in contatto con i nostri sogni, gli incubi, le paure, i desideri ma anche con il nostro angelo (29 settembre). La tristezza che si manifesta, il “Blues”, la leggera depressione, è segno del repentino arresto dell’attività esterna. Ci siamo emancipati dalle stagioni con la mente e il fisico, ma l’anima e lo scorrere della vita stessa (processi vitali, biografia) seguono ritmicamente il cosmo.

Fino alla notte di Sant’Andrea (30 novembre) possiamo accedere con più facilità al nostro profondo, porre domande a cui troveremo risposte durante l’inverno. Fai attenzione ai sogni!

L’adeguamento alla poca luce e calore richiede un notevole impegno di forze di calore interiore. Per salvaguardare il nostro potenziale di calore naturale[1], innato e favorire la salutogenesi in autunno e inverno, sono 3 i passi:

  • Cura del corpo con applicazioni esterne e pulizia specifica
  • Alimentazione favorevole per la stagione fredda, secondo età e costituzione
  • Piante medicinali e aromatiche per la salutogenesi, in estratti e tisane

Esempi di PIANTE MEDICINALI per la salutogenesi tra autunno e inverno

Apparato respiratorio

Specie della famiglia delle Lamiaceae: Satureja montana, Rosmarinus officinalis (Salvia rosmarinus), Thymus vulgaris, Salvia officinalis, Ocimum sanctum, Hyssopus officinalis

Laurus nobilis, Tilia platyphyllos, Sambucus nigra, Eucalyptyus globulus, Myrtus communis. specie della famiglia delle Pinaceae,

Plantago spp., Galium verum, Calendula officinalis, Helichrysum italicum, Hypericum perforatum

Apparato gastro-intestinale:

Erythraea centaurium, Cynara scolymus, Silybum marianum, Taraxacum officinale, Chelidonia majus, Achillea millefolium etc. Malva sylvestris, Linum usitatissimum, Plantago afra, Avena sativa, Hordeum vulgare

Apparato motorio:

Arnica montana, Helichrysum italicum, Symphytum officinale, Hypericum perforatum, Laurus nobilis, Bellis perennis, Rosmarinus officinale, Cupressus semprevirens

Per rafforzare SISTEMA IMMUNITARIO:

Rosa canina, olivello spinoso, sambuco frutti, vit. C, flavonoidi e antociani (nella verdura e frutta di stagione).

Magnesio, Zinco, oligoelementi rame-oro-argento. Ferrum phosph. D6 come Sale di Schuessler

Oli ricchi di grassi polinsaturi (lino, canapa, enotera, nigella). Estratti sinergici di ortica, piantaggine, angelica, cumino e piante amare

Prunus spinosa L.

***Rivolgiti all’erborista per erbe, piante medicinali, estratti di qualità e modalità d’uso. Saprà indicarti i rimedi adatti per te, nel tuo momento di vita e salute. In caso di una malattia di stagione con sintomi acuti consultati con il medico di famiglia. Nella convalescenza è importante che segui il tuo corpo: osserva i tuoi tempi di recupero e trarrai forze profonde da un momento di pausa.

Foto nel testo Karin Mecozzi, Pamela Natalini


[1] Da Karin Mecozzi, Verde resilienza, erboristeria pratica nel cambiamento, Natura e Cultura Editrice

Cosmesi erboristica – nutriente e preziosa

cosmesipreziosa

naturalbeauty

Da piante spontanee appenniniche, un velo setoso per mani viso labbra, da usare in piccole dosi quotidianamente.
Impreziosito da oleoliti tra cui rosa, lavanda e rosa e olio essenziale di geranio bio, ylang ylang, rosa turca, lavanda bd.
Un lusso che regalo a me stessa, nel mese della Bilancia ♀️💞

Adoro sperimentare nuove ricette cosmetiche erboristiche!

A presto con novità erboristiche per la cura quotidiana della bellezza 🌹

Herbstsonnenwende: Walnüsse – Kraftnahrung für Körper und Geist

Das Jahr hat einen großen Bogen gezogen, vom winterlichen Beginn im Januar über den feuchtwarmen, grünenden Frühling bis hin zum üppigen Sommer, der für Mensch und Tier nie mehr enden sollte in seiner Sonnenhaftigkeit, mit all seiner Nahrung.

Nun ist es Herbst, und ich sehe es seit langem kommen, wie Pflanzen sich müde hinunterbeugen, erstes Laub von den Bäumen fällt, wie Körner und Samen zur Erde wollen und der Tag sich früher mit der Nacht vermählt. Die Sonnenwende im September hüllt die Landschaft am Morgen in erste Nebelkleider und mittags in das prächtigste, warme Sonnenlicht. Die Weinlese an den Hängen, Obsternte in den Tälern, Holzfuhren für den Winter in Richtung Dörfer, Abschied von der Feldarbeit nach der Hirsernte, den Garten noch abernten, Gewürzkräuter schneiden. Ich ernte heilsame Kräuterwurzeln, halte Aussicht nach blühendem Bergbohnenkraut, nach duftenden Goldruten und den letzten Weideröschen – sie kommen zusammen in ein Unterleib-Nierenelixier.

Es ist eine gute Zeit, um uns mit dem Abschließen, Reinigen und dem inneren Loslassen zu befassen. Spüren, wo es langgeht nach dem extrovertierten Sommer, Innehalten, Gleichgewicht und Mitte suchen, ins Herz hineinhorchen. Eine Blutreinigungskur oder Fasten helfen dabei, gleichzeitig sollten wir aber auch Wert auf Stärkung legen. Denn im Herbst gibt es im großzügigen Reich der Heil- und Nahrungspflanzen auch Helfer, die stärken, uns von Grund auf nähren und den Boden bereiten für ein starkes Abwehrsystem. Hier fällt mir gleich der Walnussbaum (Juglans regia) ein, aus der Familie der Juglandaceae. Er soll aus dem Fernen Osten nach Europa gekommen sein und hat sich im Apennin als kultivierter Baum gut eingebürgert, so dass man des Öfteren junge wilde Nussbäume trifft, vor allem in den Tälern und in der Nähe von Höfen und Weilern.

aus: walnussbaum.info

Es wird Zeit, im September die großen, braunen Walnüsse samt ihrer papierartigen, fast wächsernen Schale aufzulesen, denn sie fallen vom Nachbarsbaum in unseren Garten und füllen jedes Jahr einen großen Korb.

Anwendungen von Walnüssen als Heilmittel:

  • kräftigen das Verdauungssystem mit wertvollen Gerbstoffen und Bitterstoffen
  • enthalten viele Faserstoffe, bei Verstopfung
  • Vitamin B, A, C, Folsäure, Magnesium, Kalium, Zink, Eisen,
  • Antioxidantien stärken das Immunsystem, Omega-3-Fettsäuren das Herz
  • Wirken regulierend auf den Cholesterinspiegel
  • Sollen gegen Schwangerschaftsübelkeit helfen
  • Stärken die Manneskraft
  • Sind unersetzlich in stressigen Zeiten, helfen beim Durchschlafen
  • Unterstützen unser Gedächtnis: Walnüsse gehören in jedes gute Studentenfutter!
  • Bei Regelschmerzen, Spannen von Bauch und Busen vor der Regel, müden Beinen und sonstigen Frauenbeschwerden, bis hin zur Menopause: täglich ein paar Walnüsse essen, gut einspeicheln und kauen, dazu einen Schluck gute Rohmilch oder Kefir, oder honiggesüßten Kräutertee*** trinken.

Für einen guten ***Frauentee gleiche Teile aus Himbeerblättern, auch Brombeere, Frauenmantel, Goldrute, Ringelblume und eine Prise Immortelle und Schafgarbe mischen, eine Prise überbrühen und nach 15 Minuten filtern.)

foto weg baumschulehorstmann

Übrigens verursacht das Verzehren von Walnüssen manchmal ein Jucken und Brennen im Mund- und Rachenraum, ist jedoch nur bei echter Baumnussallergie besorgniserregend, ansonsten lässt die natürliche Reaktion auf die Gerbstoffe der Walnuss rasch nach.

Eine gute Michaelizeit, viel Inspiration zur Herbstsonnenwende, Eure

Karin, Herboristin

….. am liebsten draußen, in der wilden Landschaft

maturazione d’estate

Nei giorni più caldi dell’anno la natura porta a compimento il suo sviluppo
e si riversa nella maturazione.

Il processo di maturazione è paragonabile alla cottura degli alimenti che utilizziamo quotidianamente. Le sostanze vegetali “crude” si trasformano maturando e diventano assimilabili. In questo modo nutrono animali e uomini. Cereali, legumi, frutti e ortaggi portano a termine la formazione di zuccheri, proteine e grassi e si riempiono di colori, profumi e sapori. Trasmettono inoltre qualità cosmiche, “soprasensibili” che nutrono l’uomo allo stesso modo delle sostanze materiali. Insieme ai principi attivi delle piante e ai nutrienti, le puoi immagazzinare per le stagioni più fredde, formare riserve.

Durante tutta l’estate, puoi avvalerti della maturazione di innumerevoli piante medicinali, aromatiche, commestibili ed anche velenose (impara a riconoscerle). Quanti modi per estrarre le erbe – quali saranno le tradizioni dei tuoi luoghi? Chiedi alla tua erborista ricette e idee, segui la tua creatività per catturare profumi e aromi.

• Per estrarre le proprietà curative e nutritive raccogli le piante, essiccale, mettile a macerare in diversi tipi di olio, nel vino o in aceto:
• In giorni di luce o calore recidi le varietà ornamentali coltivate e spontanee, ad esempio elicriso, lavanda, mirto, mentuccia, finocchio, alloro, lentisco, assenzio, origano selvatico, erba cedrina, calcatreppola e tante altre. Essicca a mazzetti, prova a formare ghirlande, cuscini e composizioni profumate.

Ricorda: l’azione di una pianta che fiorisce a metà giugno (es. sambuco, filipendula) o in agosto (cardo benedetto, origano selvatico) è diversa: ogni pianta esprime le qualità della propria specie, ma anche le qualità del paesaggio e del clima in cui vive.

Atropa belladonna, in maturazione

Le tre qualità dell’estate in sintesi

Prima estate da Pentecoste a San Giovanni
Raccolta di sambuco, tiglio, camomilla, rose selvatiche, foglie di rovo, piantaggine, ortica, meliloto, assenzio, da essiccare per estrazioni acquose (infusi, decotti)
Calore dalla QUALITA’ VIVICANTE
(calore che sale, stimola)

Seconda fase da San Giovanni a ferragosto
Estrazione in olio di iperico, elicriso, achillea, calendula, ecc.
Raccolta di cime fiorite di labiate per aromatizzare: origano, timo, santoreggia, maggiorana
Calore dalla QUALITA’ NUTRITIVA E DIGESTIVA
(calore radiante)

Terza fase da ferragosto al 8 settembre
Nella tradizione popolare il periodo di raccolta tra le due festività dedicate alla Madonna riguarda le piante per la sfera femminile: alchemilla, altea, achillea moscata, artemisia, caglio, calendula, finocchio, melissa e molte altre.
Calore dalla QUALITA’ ESSENZIALE
(calore discendente, che stabilizza)

Buona estate e … fasci di erbe profumate!
Karin Mecozzi, erborista

“Verde resilienza – Erboristeria pratica nel cambiamento”

Il mio nuovo libro in italiano, Verde resilienza, è uscito! L’intero volume è frutto della intensa collaborazione con l’editrice e gli artisti professionisti, che hanno illustrato e impaginato il testo.

Verde resilienza è acquistabile fin da subito:

  • tra pochi giorni Verde resilienza sarà nelle librerie online più conosciute.

Il piccolo libro, con un centinaio di pagine fitte fitte di contenuti e ricette, vuole accompagnare il lettore in un’esperienza concreta, di erboristeria vissuta.

Aggiungo che come erborista sono a servizio del benessere, della prevenzione e della salutogenesi delle persone, e Verde resilienza è un contributo in questa direzione.

Le tre regole d’oro dell’erboristeria moderna sono, in sintesi: pratica, conoscenza e condivisione.