Gesti di erboristeria

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Per entrare in dialogo con la natura e scoprire il nostro profondo legame con la vita, nella cura della nostra salute possiamo studiare le conoscenze degli antichi, occidentali ed orientali, ed adottare efficacemente sistemi di cura tradizionali. Ma l’obiettivo importante è anche individuare nuove modalità nei diversi ambiti delle cure naturali consone all’epoca moderna, che ci aiutino a tessere la trama del nostro benessere in modo responsabile, giorno per giorno.
Nei miei venticinque anni di esperienza con le piante medicinali ho compreso che quando provo a conoscere e usare una pianta, l’attenzione a ciò che sperimento interiormente nel maneggiarla mi permette di stabilire un legame profondo con molte specie. Grazie al coinvolgimento personale, mi sento responsabile, le custodisco nel paesaggio raccogliendole con cura e nutro la convinzione di incontrare in ogni pianta un essere vivente particolare che mi racconta della storia del mondo.

Per quanto riguarda il lavoro erboristico pratico e conoscitivo, nel corso degli anni ho riscontrato come questo sia caratterizzato da dei “leitmotiv” che accompagnano l’attività quotidiana e annuale, ritmicamente. Li ho chiamati “gesti” in quanto hanno a che fare con il gestire, con la segnatura del rapporto vivente con le piante. Riguardano l’aspetto “nutritivo” della fitoterapia che appunto “nutre” la salute dell’uomo invece di curare il sintomo, l’esperienza sensoriale delle piante e la loro osservazione nel paesaggio e, infine, la messa in pratica dell’arte erboristica tradizionale, ad esempio nella preparazione di estratti di base o unguenti.

Sono gesti che possono essere sperimentati da tutti gli appassionati di erbe e di conoscenza della natura. Nel suo percorso, ognuno può “intrecciarli” con le proprie capacità individuali e i propri talenti ed obiettivi. Possano questi gesti stimolare anche il lettore a sperimentare la natura, il paesaggio e le piante nel loro insieme, con gioia e stupore sempre nuovi.
Il primo gesto: conoscere la qualità percettiva e nutritiva: consideriamo le piante medicinali, aromatiche e cosmetiche, innanzi tutto nutrimento,

Il secondo gesto: avvicinarci alla qualità terapeutica: Una pianta è medicinale quando una sua parte è “abnorme”, comprendiamo quindi l’importanza di conoscere le piante nel loro sviluppo oltre alle sostanze attive per avvicinarci alla loro qualità terapeutica.

Il terzo gesto: praticare l’arte dell’estrazione

L’estrazione delle virtù curative dalle piante affascina l’uomo dalla notte dei tempi. Dalle ricette tradizionali, dagli strumenti del passato e dalle applicazioni dei popoli antichi siamo giunti alle tecniche d’estrazione moderne. Il gesto, tuttavia, rimane: catturare l’essenza e conservarla o arricchirla, creando un rimedio in grado di curare l’uomo attraverso le sue qualità nutritive e la sua specifica azione medicinale. Tutto questo non è solo tecnica ma è arte, ed implica la conoscenza delle piante, delle strumentazioni, dei momenti favorevoli alla raccolta e alle lavorazioni, come naturalmente di regole e procedure adeguate. L’arte dell’estrazione nobilita l’uomo perché lo rende direttamente partecipe del mistero della formazione delle sostanze e della loro azione curativa. La manipolazione diretta delle piante, la raccolta, la trasformazione ed estrazione permettono di entrare in un’interazione vivificante con la natura.

(Karin Mecozzi, Ars herbaria, piante medicinali nel respiro dell’anno, Natura e Cultura Editrice, Alassia 2012)

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