Radice e corteccia, un breve viaggio in Sudtirolo (IT, DE)

Parto di venerdì, le Marche sono in fermento per le elezioni regionali, il clima di settembre è mite, l’Appennino profuma di verghe d’oro, uva e mele selvatiche mature. Ad Ancona rivolgo un silenzioso saluto a San Ciriaco e alla splendida cattedrale che domina il porto, poi salgo sul mio treno, l’IC Lecce-Bolzano. Il treno risale la costa adriatica fino a Rimini, poi attraversa i grandi fiumi della pianura padana e, dopo Verona, raggiunge finalmente le Alpi. Arrivo stanca verso sera, mio fratello Stefan mi aspetta alla stazione di Bolzano e, dopo più di un anno, respiro di nuovo l’aria dell’Alto Adige; andiamo a Caldaro, dove sarò ospite di cari amici. Sono felice di ritrovare questo paesaggio morbido, i boschi misti, le numerose fontane e i campanili aguzzi. Al mattino risuonano le campane della chiesetta di Santa Caterina, mi svegliano puntualmente alle 7: ha inizio un nuovo giorno a Mitterdorf, Caldaro, Bolzano, Alto Adige, Italia, mondo 😊

Sabato è il grande giorno: in un angolo particolarmente bello di Bolzano, Elke Pramstrahler e Anna Molinari, madre e figlia, hanno organizzato la riapertura ufficiale di “NOVO”, il negozio biologico in via Weggenstein.

La famiglia delle due donne, amici, clienti, curiosi e interessati partecipano alla festa, un’azienda di catering, anche mamma e figlio, offre deliziosi panini, torte e prosecco, Stefan ed io brindiamo con gioia alle due imprenditrici e partecipiamo alla benedizione impartita da un simpatico sacerdote e padre dell’Ordine Teutonico – il convento è proprietario dell’immobile e si rallegra per la significativa attività e la nuova gestione di NOVO. Abbracciamo i familiari di Elke dopo tanti anni, che bene fa al cuore! Nonostante il tempo freddo e piovigginoso, rimango quasi fino alla fine e trovo un simpatico passaggio per Caldaro, dove mi riscaldo con il tè greco caldo di Ruth e una spessa coperta di lana.

Avevo concordato con Elke di vederci domenica pomeriggio nel centro del paese di Caldaro e di fare quello che facevamo spesso da ragazze, ovvero… chiacchierare tranquillamente. E quando due amiche si siedono a chiacchierare, bastano un “affogato” e un caffè d’orzo per passare diverse ore e avere molti argomenti di conversazione. Si parla un po’ del passato (non molto), poi del presente più o meno difficile e infine delle infinite opzioni che si aprono per noi per il futuro. Ci scambiamo esperienze e ci incoraggiamo a vicenda, come tanto tempo fa. Ho conosciuto Elke alla fine degli anni Ottanta a Bolzano, siamo entrambe felici di aver ripreso il filo della nostra amicizia femminile. Il filatoio gira…, possano le Norne del destino donarci una lunga vita e molti momenti da condividere.

Felice per il weekend ricco di esperienze, lunedì, giorno dedicato all’Angelo custode, dopo un gioioso incontro con la collega erborista Doris Karadar (nella foto con me) ad Appiano, aspetto mio fratello Stefan. Decidiamo di fare una passeggiata al grande lago di Monticolo.

Già durante il viaggio affiorano ricordi della mia prima giovinezza, quando venivamo qui da Merano con i nostri motorini, un paio di volte anche in bicicletta, e trascorrevamo le più belle giornate estive con il nostro grande gruppo di amici, in questo lago naturale, circondato da un fitto bosco, pieno di castagni e nascondigli, con le sue rocce rossastre e riscaldate dal sole, dalle quali ci tuffavamo nell’acqua fresca. Il mio cuore si riempie di calore e ricordo un amore speciale.
Quando oggi penso ai miei amici e alle mie amiche della mia giovinezza a Merano, mi colpisce quanto fosse gioioso, semplice e spensierato per noi e come potessimo goderci la natura e i nostri “posticini”. Tutto questo mi riempie ancora oggi e mi dà forza, perché così può e deve essere l’amicizia, a qualsiasi età!

L’aria a Monticolo è particolarmente calda in questo giorno di settembre, il meraviglioso bosco di Monticolo si estende davanti a noi illuminato dal sole. Stefan ed io prendiamo il sentiero che porta al lago e, come per miracolo, ammiriamo il verde intenso delle foglie dei castagni, il profumo della terra rosso-marrone, i movimenti silenziosi dell’acqua e i suoi incredibili colori: il lago di Monticolo ci accoglie con il suo blu turchese e il suo verde muschio, dalla riva si vede chiaramente il fondo, tanto l’acqua è trasparente e limpida. Senza esitare, mi immergo come tanti anni fa nell’acqua cristallina, blu-verde, e faccio il bagno, godendomi ogni bracciata, circondata dal bosco, con la superficie dell’acqua che scivola sotto di me, e sono piena di gratitudine per questo regalo inaspettato che posso condividere con il mio amato fratello in questo pomeriggio di settembre, il giorno di San Michele.

Martedì mattina saluto i miei generosi ospiti e lascio l’Alto Adige con un senso di arricchimento e pace. Ci sono stati anche momenti di tensione durante questi giorni, sia interiormente che esteriormente, ma mentre salgo sul treno sono di animo lieto e sereno. Sento la mia storia di vita in Alto Adige, la percepisco come le radici di un grande albero, come la sua corteccia. Essa caratterizza una parte importante della mia anima, del mio carattere, e ora torno nelle Marche, piena di gioiosa attesa per l’Appennino e i suoi boschi, per le meravigliose tracce della cultura dell’Italia centrale.

Karin, 2 ottobre 2025

Meine (kurze) Südtirolreise, Michaelizeit 2025

An einem Freitag reise ich ab, die Marken im Wahltrubel, mildes Septemberwetter, der Apennin riecht nach Goldrutenkraut, Trauben und reifen, wilden Äpfeln. In Ancona richte ich noch einen stillen Gruß an San Ciriaco und die wunderschöne Kathedrale, die auf den Hafen herabschaut, und steige in meinen Zug, der IC Lecce – Bolzano. Er klettert die adriatische Küste empor bis nach Rimini, dann über die großen Flüsse der Poebene und erreicht schließlich nach Verona die Alpen. Ich komme müde gegen Abend an, mein Bruder Stefan wartet am Bozner Bahnhof auf mich, und nach mehr als einem Jahr atme ich wieder Südtiroler Luft; wir fahren nach Kaltern, wo ich für diese kurze Zeit bei lieben Freunden wohnen darf. Ich freue mich auf diese weiche Landschaft, die Mischwälder, die vielen Brunnen und die spitzen Kirchtürme. Morgens läuten im Katharinakirchlein die Glocken, ich werde pünktlich um 7 Uhr geweckt: ein neuer Tag beginnt in Mitterdorf, Kaltern, Bozen, Südtirol, Italien, Welt 😊

Am Samstag ist es so weit, in einer besonders schönen Ecke von Bozen haben Elke Pramstrahler und Anna Molinari, Mutter und Tochter die offizielle Wiedereröffnung von „NOVO“, dem Biogeschäft in der Weggensteinstraße, organisiert. Die Familie der beiden Frauen, Freunde, Kunden, Neugierige und Interessierte nehmen am Festl teil, ein Cateringunternehmen, auch Mutti und Sohn, bietet leckere Brötchen und Kuchen und Prosecco an, Stefan und ich stoßen freudig mit den beiden Geschäftsführerinnen an und nehmen an der Segnung teil, die ein sympathischer Priester und Bruder aus dem Deutschen Orden vornimmt – das Kloster besitzt die Geschäftsmauern und freut sich über die sinnvolle Aktivität und neue Führung von NOVO. Wir umarmen Elkes Familienmitglieder nach so vielen Jahren, wie wohltuend fürs Herz!
Trotz des kühlen Nieselwetters bleibe ich fast bis zum Schluss und finde eine nette Mitfahrgelegenheit nach Kaltern, wo ich mich mit Ruths heißen griechischen Bergtee und einer dicken Wolldecke aufwärme.

Mit Elke hatte ich für den Sonntagnachmittag ausgemacht, wir treffen uns im Dorfkern von Kaltern und tun das, was wir als junge Frauen ausgiebig praktizierten, nämlich …. gemütlich ratschen. Und wenn zwei Freundinnen sich einmal hinsetzen und ratschen, genügen ein „Affogato“ und ein Gerstenkaffee für mehrere Stunden und viel Gesprächsstoff. Da ist ein bisschen Vergangenheit dabei (nicht viel), dann die mehr oder weniger harte Gegenwart und schließlich die unendlichen Optionen, die sich für uns für die Zukunft auftun. Wir tauschen Erlebnisse aus und bestärken uns, wie vor langer Zeit. Ich habe Elke Ende der Achtziger Jahre in Bozen kennengelernt, wir freuen uns beide, dass wir den Faden unserer Frauenfreundschaft wieder aufgenommen haben…. Das Spinnrad läuft, mögen uns die Schicksalsnornen ein langes Leben und viele geteilte Momente schenken.

Vom erlebnisreichen Wochenende beglückt erwarte ich am Montag, Schutzengeltag, nach einem freudigen Wiedersehen mit der Kollegin Doris Karadar in Eppan, meinen Bruder Stefan. Wir entscheiden uns für einen Spaziergang am großen Montigglersee. Gleich auf der Fahrt kommen Erinnerungen aus meiner ersten Jugendzeit hoch, als wir mit unseren Motorrollern, ein paarmal sogar mit dem Fahrrad, von Meran hierherkamen und die herrlichsten Sommertage in unserer großen Freundesgruppe verbrachten, an diesem natürlichen See, umgeben vom dichten Wald, voller Kastanienbäume und Verstecke, mit seinen rötlichen, sonnenwarmen Felsen, von denen wir hinabtauchten in das kühle Nass. Mein Herz wird wieder ganz warm, und ich erinnere mich an eine besondere Liebe.
Wenn ich heute an meine Freunde und Freundinnen aus meiner Jugendzeit in Meran denke, fällt mir auf, wie freudvoll, einfach und unkompliziert es uns für uns war und wie wir die Natur und unsere „Platzln“ genießen konnten. All das erfüllt mich noch heute und bestärkt mich, denn so kann und soll Freundschaft sein, in jedem Lebensalter!

Die Luft in Montiggl ist an diesem Septembertag besonders warm, sonnenbeschienen liegt der wunderbare Montigglerwald vor uns. Stefan und ich nehmen den Fußweg zum See und erleben wie durch ein Wunder das grüne, satte Leuchten der Kastanienblätter, den Duft der rotbraunen Erde, die leisen Bewegungen des Wassers und seine unglaublichen Farben: der Montigglersee strahlt uns in Türkisblau und Moosgrün entgegen, vom Ufer sieht man weit hinein bis auf den Grund, so durchsichtig und klar ist das Wasser. Ohne lange zu fackeln steige ich wie vor vielen Jahren in das kristalline, blaugrüne Nass und nehme ein Bad, jeder Schwimmzug ein Genuss, ringsum der Wald, die Wasseroberfläche gleitet unter mir, und ich bin voller Dankbarkeit für dieses unerwartete Geschenk, das ich an diesem Septembernachmittag, am Michaelitag, mit meinem geliebten Bruder teilen darf.

Ich verabschiede mich am Dienstagmorgen von meinen großzügigen Gastgebern und verlasse Südtirol mit einem Gefühl der Bereicherung und des Friedens. Es hat auch Momente der Spannung während dieser Tage gegeben, im Innen sowie im Außen, aber während ich in den Zug steige, bin ich frohen Mutes. Ich spüre meine Lebensgeschichte in Südtirol, empfinde sie wie die Wurzeln eines hochgewachsenen Baumes, wie seine Rinde. Sie prägen einen wichtigen Teil meiner Seele, meines Charakters, und jetzt fahre ich zurück in die Marken, voller Vorfreude auf den Apennin und seine Wälder, auf die wunderbaren Spuren der mittelitalienischen Kultur.

Der Kalterersee ….

S. Ildegarda da Bingen, profetessa e visionaria

“ Tieni in ordine il tuo tempio, abbi cura di esso, affinché Viriditas, la Forza Verde, nella quale tu abbracci Dio con amore, non venga attaccata, perché Dio vuole molto bene alla tua anima.”

Hildegard von Bingen, Santa, Dottore della chiesa, 17 settembre

1098 Nasce come decima figlia di Hildebert e Mechthild von Bermersheim, in una famiglia nobile della Franconia, nei pressi di Alzey, non lontano dal fiume Reno. All’età di 6 anni inizia la sua formazione religiosa con la maestra Jutta von Sponheim che la guiderà nei suoi primi anni anche come suora.

1108           a 10 anni, iniziano i lavori del monastero benedettino a Disibodenberg, sulle rovine di un antico monastero. Diventa la casa di monaci e monache (una parte è adibita alla clausura), lavori finanziati dalle famiglie Bermersheim e Sponheim. Nel 1112 Hildegard vi si reca in clausura e poco tempo dopo diventa suora.

A quell’epoca, nei monasteri si praticava un’ascesi durissima. La sua stessa maestra, Jutta, si flagellava, digiunava e si privava della luce del giorno per lunghi periodi. Hildegard lotta fin dall’inizio contro queste pratiche e entra in conflitto con le sue superiori.

1136           a 38 anni, diventa badessa della congregazione, dopo Jutta von Sponheim.

1140           a 42 anni,  nelle sue visioni Hildegard riceve l’incarico da Dio di scrivere tutte quello che riceve nelle sue visioni. L’operato, la vita di Hildegard si basa sulla regola di San Benedetto e sulle Sacre Scritture, e nelle sue visioni dice di non aggiungere nulla di personale. Dirà per tutta la vita di essere semplicemente una tramite della voce di Dio, e non sfrutterà questo dono per creare proseliti intorno a sé.

Non conosce il latino, e dirà sempre di se stessa di essere “ignorante”. In realtà si riferisce le manca l’istruzione latina, che non riuscirà mai a recuperare.

Apprende invece nozioni e conoscenze “moderne” da paesi lontani, forse perché riceve visite da medici e scienziati del periodo, che passano per la Renania, dall’Arabia, Persia, paesi mediterranei, Scandinavia, Spagna ecc. Nonostante questa sua difficoltà con la lingua latina Hildegard diventa una “erudita universale”. Si occupa di spiritualità, etica, medicina, farmacia, musica, poesia

La sua prima opera scritta è “Scivias”, nella quale il monaco Volkmar la sostiene come segretario e scrivano. 8 libri, 35 miniature colorate, artistiche, che illustrano e completano il testo. Anche la consorella Richardis la affiancherà per molti anni nel lavoro culturale e spirituale.

Und ich sprach und schrieb diese Dinge nicht aus Erfindung meines Herzens oder irgend einer anderen Person, sondern durch die geheimen Mysterien Gottes, wie ich sie vernahm und empfing von den himmlischen Orten. Und wieder vernahm ich eine Stimme vom Himmel, und sie sprach zu mir: Erhebe deine Stimme und schreibe also!“ (Esprimo queste cose, a voce e per iscritto, non perché il mio cuore le avesse inventate o perché mi siano giunte da un’altra persona, ma perché le ricevetti dai misteri segreti di Dio, così come le udii e le accolsi dai mondi celesti. E ancora, udii una voce dal cielo, ed essa mi disse: innalza la tua voce, dunque, e scrivi!)

 

Alfabeto: Inventa un -> alfabeto con migliaia di vocaboli e lettere del tutto nuove, compone versi e canzoni, cantate ancora oggi in tutto il mondo. Famose sono anche le immagini che le giungono nelle visioni, che raffigurano sempre la relazione tra uomo-natura-Cosmo/Dio.

Oggi le opere originali sono quasi tutte scomparse, alcune purtroppo durante la seconda guerra mondiale. Esistono però copie in tutta Europa, tra cui alcune autenticate, e nel mondo.

1147           a 49 anni, si rivolge a Bernhard di Clairvaux, chiedendo il suo sostegno nelle sue visioni, ma riceve una risposta diplomatica ma deludente. Ha bisogno di aiuto, si ammala spesso, e si sente in dovere di farsi accompagnare da qualcuno. Papa Eugenio III riconosce il suo dono profetico. D’altro canto diventa lei stessa consulente per persone influenti, politici e medici, anche dell’imperatore Federico Barbarossa, al quale si rivolge in diverse lettere esortandolo a compiere il suo impegno di re ed imperatore, verso il suo popolo, in senso cristiano.

1148                    a 50 anni, Hildegard dà il via alla costruzione del monastero sul Rupertsberg, solo per monache, ma contro la volontà del priore di Disibodenberg. Il nuovo monastero si trova di fronte alla città di Bingen. Negli anni a seguire cercherà con forza di separarsi da Disibodenberg, ma lo otterrà solo nel 1158. Hildegard incontra Federico I, detto Barbarossa, incoronato imperatore a Roma.

1158-1159-1160-1163  a 60 anni, I celebri viaggi per predicare pubblicamente in varie località della Germania e dell’attuale Francia (Alsazia). Contro le eresie e i malcostumi nelle abbazie e nei monasteri, contro i catari. Scrive il Liber vitae meritorum che contiene le 35 virtù e i 35 vizi come cause di malattie dell’anima e del corpo.

Hildegard dà una impronta sociale al suo lavoro, si sente in dovere di lottare per una morale più pulita e per più giustizia e rettitudine. Si appellerà sempre alla “religio”, all’intimo connessione con il Divino, attraverso fede e preghiera. Le consorelle sono esortate a servire il Signore vestendosi di bianco, di ornarsi per le preghiere. Hildegard compone danze e musiche per i momenti liturgici e viene duramente attaccata per questo.

1163 Federico Barbarossa invia una pergamena in cui dichiara che il monastero del Rupertsberg è sotto la sua protezione ed è esente da tasse.

1165           a 67 anni Hildegard acquista il monastero in rovina di Eibingen e lo fa ricostruire. Qui possono vivere anche monache non abbienti. Il monastero esiste tutt’oggi (www.abtei-st.hildegard.de) ed è funzionante.

1171           a 73 anni, quarto viaggio di predicazioni a Maulbronn, a cavallo, Ildegard ha ben 73 anni!

1171 Accade un evento che caratterizza gli ultimi anni di vita della Santa. Il monastero sul Rupertsberg viene interdetto, perché vi viene sepolto un giovane nobile, scomunicato, pentito prima di morire (senza essere però riabilitato ufficialmente). Hildegard lotta perché la salma non sia trasferita, è l’ennesima volta in cui si ribella al volere del vescovo e arcivescovo.

1179           83 anni, finalmente l’interdizione viene sospesa. Hildegard muore il 17 settembre nel suo monastero.

I monasteri di Rupertsberg e Disibodenberg non esistono più (rovine), mentre il monastero Eibingen viene inglobato dalla città (fa parte degli edifici parrocchiali). Il nuovo monastero di Eibingen è sempre un monastero delle monache benedittine, e porta il nome della Santa.

– Curare secondo Hildegard von Bingen –

A quel tempo non esistevano le facoltà di medicina o farmacia sul territorio tedesco. Erano i secoli bui della medicina soprattutto in Europa, mentre in paesi come in Arabia e in Cina si praticavano metodi tradizionali e si continuava a ricercare. I medici provenivano dai conventi, così anche i farmacisti, donne e uomini che guarivano, esperti di erbe, minerali e metalli, soprattutto curavano le levatrici. Il monastero di Rupertsberg era “all’avanguardia”: esisteva una farmacia, una sala per la degenza e la cura dei malati, un laboratorio per la trasformazione delle piante medicinali e la produzione dei rimedi, un ospedale per i viandanti e pellegrini (secondo la regola benedettina), uno spazio per il salasso, una biblioteca con numerosi libri sulla cura.

Hildegard riuscì allora ad unire la conoscenza delle malattie e delle piante secondo la tradizione greco-latina, con la medicina tradizionale tedesca. Sviluppava tuttavia delle convinzioni proprio sull’origine dei disturbi e classificava i rimedi secondo la teoria degli umori (in modo “personalizzato” e difficile da comprendere, oggi). Si presume che fosse a contatto con medici arabi, italiani e spagnoli, perchè introdusse metodi di cura non conosciuti allora in Germania.  Usava per esempio, le pietre semipreziose e i metalli e diede molti consigli di alimentazione.

La base è il pensiero del’unità e dell’insieme: la salute dell’uomo, per Hildegard, dipende da come si rivolge allo spirito, dalla sua fede e spiritualità, dalle sue “buone opere” e da una conduzione di vita sobria. Il principio è che ogni cosa che accade nel mondo delle creature, accade anche nell’uomo.

Hildegard annotò soprattuttto negli anni 1150 le sue visioni*, sia del mondo della natura, piante, animali, pietre, acqua, alimenti ecc., sia dell’uomo, i suoi stati d’animo, le sue preoccupazioni, le malattie, i vizi e le relative virtù. Comprende l’uomo come immerso nella creazione, come microcosmo nel macrocosmo. E’ precursora della cosiddetta visione dello “Homo signorum”, un’immagine raffigurante (“uomo dei segni zodiacali”) in cui le zone del corpo corrispondono ai segni astrologici, e serve al salasso che perdura fino all’ottocento. Questa visione veniva duramente attaccata dalla chiesa cattolica, eppure, soprattutto dopo la traduzione di opere di Tolomeo, l’influsso dell’astrologia sul corpo umano fu studiata sempre più, portando anche all’alchimia dopo il 400 e 500.

* La cosiddetta “Medicina di Ildegarda” è invece una sistema terapeutico costituito nell’età moderna, basata sul sistema di cure ideato da Gottfried Hertzka, medico tedeco, a partire dal 1970. Ha un grande seguito in tutto il mondo, fa parte delle cosiddette “medicina tradizionale europea”.

Dall’elaborazione di D. Manfredi Poillucci: “Oggi, 17 settembre, si festeggia Santa Ildegarda di Bingen. Già negli anni in cui era magistra del monastero di san Disibodo, Ildegarda aveva iniziato a dettare le visioni mistiche, il suo prestigio spirituale crebbe sempre di più, tanto che i contemporanei le attribuirono il titolo di “profetessa teutonica”. Ildegarda si occupò di medicina e di scienze naturali, come pure di musica, essendo dotata di talento artistico. Compose inni, antifone e canti, raccolti sotto il titolo Sinfonia dell’armonia delle rivelazioni celesti, che venivano gioiosamente eseguiti nei suoi monasteri, diffondendo un’atmosfera di serenità, e che sono giunti anche a noi.
Ildegarda è pervasa dall’amore per la natura, che rappresenta il riflesso del suo amore per Dio; osserva le piante, gli alberi da frutto, le erbe, che comincia a ordinare e classificare in base alle caratteristiche, al pari dei migliori ricercatori. Il suo studio e l’attenta osservazione la portano alla creazione di un trattato di botanica, che costituisce una documentazione ancora preziosissima sulle cognizioni e sulle tecniche della medicina popolare del tempo.”

Karin Mecozzi

  • testo tratto da una relazione su Hildegard von Bingen a un convegno interno di formazione in Botanica e Ecologia del paesaggio ad indirizzo goetheanistico, per Europäische Akademie für Landschaftskultur (2014). Nota sulle immagini: le due immagini dipinte su indicazione di Ildegarda da Bingen tratte dal sito della Biblioteca statale di Lucca: “Il Codice, proveniente dal Convento dei Chierici regolari della Madre di Dio di Lucca, contiene il Liber Divinorum Operum di Hildegard von Bingen”

CORSO DI ERBORISTERIA “LE DRIADI” Modulo Fiore

Monastero di Fonte Avellana, Serra Sant’Abbondio (PU)
19 – 22.06.2025
CORSO DI ERBORISTERIA “LE DRIADI” Modulo Fiore

*** Con lezioni in campo e in aula sull’erboristeria tradizionale e moderna, le piante e le preparazioni nel periodo estivo e in particolare di “San Giovanni”

*** Conferenze con esperti relatori sulla salutogenesi con l’erboristeria, la trasformazione delle piante, la raccolta, esperienze di osservazione delle piante e di meditazione.

*** Con attestato di partecipazione e …. un bel gruppo di persone che amano l’erboristeria e la cultura del paesaggio – Ti aspettiamo a Fonte Avellana !


CORSO di ERBORISTERIA 19/22 GIUGNO 2025 al MONASTERO di FONTE AVELLANA

Monastero di Fonte Avellana, Serra Sant’Abbondio (PU)

19 – 20 – 21 – 22 giugno 2025

Percorso “Le Driadi” – “Modulo FIORE”

Corso teorico pratico di Erboristeria e osservazione organica e olistica della Natura

Dopo il “Modulo Foglia” (aprile 2025) continuiamo il PERCORSO DI ERBORISTERIA “LE D R I A D I” con l’esperienza teorica pratica del “MODULO FIORE”. Temi e pratiche: Estate, flora e paesaggio a Fonte Avellana. Le piante medicinali, aromatiche, cosmetiche del solstizio. Oli essenziali e aromaterapia. Erboristeria tradizionale e moderna. Osservazione organica e olistica delle piante e della natura. Escursione all’Azienda Agricola biologica “Monserchio” con esperienze di erboristeria sul campo, meditazione e yoga come arte del benessere. Lezioni sulla raccolta, trasformazione e conservazione delle piante officinali. Si lavora in condivisione delle arti e dei saperi, le lezioni si alternano alla pratica.

A cura di
Karin Mecozzi, erborista, autrice, raccoglitrice e coltivatrice, consulente in naturopatia antroposofica e salutogenesi, docente. Giorgio Bortolussi, agrotecnico e orticoltore biodinamico, autore, docente. Con la partecipazione di Kerstin Strian, insegna yoga e meditazione, coltiva erbe per oli essenziali e altri prodotti con il metodo biologico nella sua azienda agricola “Monserchio”.

Iscrizione al corso, prenotazione soggiorno

Quota del corso, materiali erboristici inclusi: € 200
Si accettano iscrizioni SOLO PER MAIL (karin.mecozzi@gmail.com) con nome, indirizzo, numero di telefono e copia versamento acconto di € 100,00 su IBAN IT53R0359901899050188517936 Associazione culturale THALEIA. In caso di rinuncia nei 2 giorni antecedenti al corso la quota non viene rimborsata per spese di organizzazione.
Quota pensione completa a notte e persona € 65,00 (in doppia), € 70,00 (in singola), con bagno interno. Si prega di portare biancheria da letto e di comunicare intolleranze alimentari nella mail di iscrizione. I pasti sono prevalentemente vegetariani.

Informazioni: Karin Mecozzi karin.mecozzi@gmail.com 349 8383231 (whatsapp)
Aggiornamenti: www.karinmecozzi.com – www.fonteavellana.it

In collaborazione con: Accademia Europea per la cultura del paesaggio PETRARCA
Monastero di Fonte Avellana.

Ringraziamo con calore chi ci sostiene

GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO

“Ein Leben ohne Bücher ist wie eine Kindheit ohne Märchen, ist wie eine Jugend ohne Liebe, ist wie ein Alter ohne Frieden.” (Carl Peter Fröhling)

“Una vita senza libri è come un’infanzia senza favole, è come una giovinezza senza amori, è come una vecchiaia senza pace”

Nella giornata mondiale del libro condivido con voi la mia grande passione dello scrivere! E mentre sto completando la stesura del mio nuovo libro….(a breve novità in arrivo) pubblico le copertine dei testi usciti dal 2012 per le seguenti case editrici che ringrazio: Natura e Cultura Editrice, Verlag am Goetheanum e Verlag Ellert&Richter.

Spedisco copie autografate! Scrivete a karin.mecozzi@gmail.com

I libri sono in vendita anche presso le case editrici, nelle librerie e nei negozi online.

Buona lettura!

Percorso “LE DRIADI”: erboristeria e osservazione organica olistica della natura in due moduli a Fonte Avellana

Monastero di Fonte Avellana, Serra Sant’Abbondio (PU)

25 – 26 – 27.04.25

Percorso “Le Driadi” – Modulo FOGLIA

Corso teorico pratico di Erboristeria e osservazione organica e olistica della Natura

Nei due moduli – FOGLIA (aprile) e FIORE (giugno) – esploriamo i principi dell’erboristeria con botanica, farmacognosia e trasformazione delle erbe, l’osservazione ampliata e la botanica antroposofica per entrare in dialogo con piante e paesaggio. Arte, mindfulness, yoga e meditazione completano l’esperienza formativa nella generosa natura dell’Appennino e del Monte Catria. I due moduli sono connessi tra loro, con attestato di partecipazione finale. I moduli possono essere frequentati singolarmente.

Temi e pratiche Modulo FOGLIA

Primavera: flora e specie erboristiche a Fonte Avellana nel respiro dell’anno
Botanica applicata e farmacognosia
La pianta tripartita tra terra e cielo
Osservazione organica e olistica di erbe e paesaggio
Raccolta campioni, laboratorio pratico
Mindfulness e Mindful Self Compassion come arte del benessere

A cura di
Karin Mecozzi, erborista, autrice, raccoglitrice e coltivatrice, consulente in naturopatia antroposofica e salutogenesi, docente.
Augusta D’Andrassi, dottoressa forestale con specializzazione in fitoterapia, guida naturalistica, interprete ambientale.
Giorgio Bortolussi, agrotecnico e orticoltore biodinamico, autore, docente.

e la partecipazione di
Paolo Roganti istruttore certificato di Mindfulness (programmi MBSR) e Mindful Self-Compassion (programmi MSC), ideatore del progetto Medita Mindful.
Franco Barbadoro, naturalista e ricercatore, autore di libri e del blog www.catria.net.

Orari: Venerdì 25.04. 14.30 – 19 Sabato 26.4. 9 – 19.00 Domenica 27.04. 9 – 13.00

Iscrizione: LE MODALITA’ sono riportate sulla brochure
L’iscrizione avviene con versamento acconto € 70 entro 22.04.25
Quota del corso, materiali erboristici inclusi: € 150
Quota pensione completa a notte e persona € 65 (in doppia), € 70 (in singola), con bagno interno.
Informazioni: Karin Mecozzi karin.mecozzi@gmail.com 349 8383231 (mess.whatsapp)
Aggiornamenti: www.karinmecozzi.com – www.fonteavellana.it


Monastero di Fonte Avellana, Serra Sant’Abbondio (PU)

19 – 20 – 21 – 22.06.2025

Percorso “Le Driadi” – Modulo FIORE

Corso teorico pratico di
Erboristeria e Osservazione organica e olistica della Natura

Temi e pratiche MODULO FIORE:

Estate: Flora erboristica e paesaggio a Fonte Avellana
Le piante aromatiche del solstizio: giornata di lezioni all’Azienda Agricola Biologica Monserchio
Osservazione organica e olistica di erbe e paesaggio
La pianta tra terra e cielo, principi su elementi, pianeti, costellazioni
Fitoterapia e farmacognosia
Meditazione e yoga come arte del benessere
Laboratorio di trasformazione

A cura di
Karin Mecozzi, erborista, autrice, raccoglitrice e coltivatrice, consulente in naturopatia antroposofica e salutogenesi, docente.
Giorgio Bortolussi, agrotecnico e orticoltore biodinamico, autore, docente.
Kerstin Strian, insegnante di yoga e meditazione, agricoltrice, produce alimenti e oli essenziali nella sua azienda agricola biologica “Monserchio”

Orari Giovedì 19.6. 14.30 – 19 Venerdì 20.6. e Sabato 21.6. 9.00 – 19.00 Domenica 22.6. 9 – 11.00

Iscrizione: LE MODALITA’ sono riportate sulla bruochure
L’iscrizione avviene con versamento acconto € 100 entro 16.6.25
Quota del corso, materiali erboristici inclusi: € 200
Quota pensione completa a notte e persona € 65,00 (in doppia), € 70,00 (in singola), con bagno interno.
Informazioni: Karin Mecozzi karin.mecozzi@gmail.com 349 8383231 (mess. whatsapp)
Aggiornamenti: www.karinmecozzi.com – www.fonteavellana.it

In collaborazione con: Accademia Europea per la cultura del paesaggio PETRARCA
Monastero di Fonte Avellana

Si ringraziano enti e aziende sostenitrici per aiutarci a realizzare questo progetto culturale

Percorso “Le Driadi”a Fonte Avellana

Percorso di erboristeria e osservazione delle piante e del paesaggio

“Le Driadi”

Monastero di Fonte Avellana (PU)

Aprile 2025 e Giugno 2025

Dalla Radice al Fiore: pratiche erboristiche, osservazione organico olistica delle erbe, piante e del paesaggio, erboristeria monastica, medicina inegrativa, mindful nature journaling, mindfulness, arte, scienze goethiane.

A cura di Karin Mecozzi, erborista e Associazione culturale Thaleia

In collaborazione con Europäische Akademie für Landschaftskultur Petrarca

Due incontri collegati tra loro, frequentabili singolarmente, progamma in elaborazione. Per informazioni sul percorso: karin.mecozzi@gmail.com.

->Seguitemi su fb, instagram, www.karinmecozzi.com e www.fonteavellana.it

ERBE ALLA CANDELORA

Il Periodo della Candelora è magico. Tra le brume dell’inverno e il desiderio di primavera, nel paesaggio avvertiamo il silenzio in cui la natura si prepara a nuova vita. Nell’organismo si desta la consapevolezza che è ora di tornare a fluire e respirare.
Con una tazza fumante di erbe appenniniche ci sediamo in cerchio per una serata dedicata alla Festa della Candelora, i suoi significati, riti, le erbe e i rimedi.

A cura di Erborista Karin Mecozzi

Centro Yoga Sanjita, di Sonia Mattiacci, San Severino Marche MC

Santa Lucia, luminosa guida

Santa Lucia 13 DICEMBRE 2024


Di origine siciliana subì il martirio per professare la religione cristiana ed è una delle Sante ben note e amate in Italia e nei paesi scandinavi. Un tempo era il giorno dei doni, non il Natale come lo si festeggia oggi il 25 dicembre.

Dalle mie indagini il Ritmo dell’Anno è segnato tuttavia da altre piccole festività poco conosciute, praticate dalle tradizioni antiche e ormai dimenticate. Sono giorni di Sante e Santi legati al percorso che conduce dentro l’anima, negli abissi che si aprono attraverso le emozioni, l’offuscamento dello spirito e la non curanza del corpo. Queste figure guidano con la loro storia incarnata verso la luce della trasformazione e la salute integrale.

Lucia, al nord è raffigurata con una corona di lumi accesi con cui si recava nelle catacombe e aiutava i suoi compagni. E’ l’immagine della donna che medita, che percorre un sentiero iniziatico profondo e trasforma la sua interiorità tramite un pensiero puro e luminoso, con coraggio e determinazione.

Lei vede il suo obiettivo davanti, è festeggiata nel periodo del Sagittario che con arco e freccia tenta di superare ciò che la parte istintiva può rendere pesante, impulsiva e egoista.

Auguro a noi di seguire l’esempio di Lucia e di recarci, non solo in inverno, dentro di noi con in mano una candela accesa, quella del pensiero chiaro, dell’anima compassionevole e del corpo come tempio.

Foto KarinMecozzi
Chiesa di S. Maria a Laverino di Fiuminata MC, che consiglio!
https://www.iluoghidelsilenzio.it/pieve-di-santa-maria…/