
Parto di venerdì, le Marche sono in fermento per le elezioni regionali, il clima di settembre è mite, l’Appennino profuma di verghe d’oro, uva e mele selvatiche mature. Ad Ancona rivolgo un silenzioso saluto a San Ciriaco e alla splendida cattedrale che domina il porto, poi salgo sul mio treno, l’IC Lecce-Bolzano. Il treno risale la costa adriatica fino a Rimini, poi attraversa i grandi fiumi della pianura padana e, dopo Verona, raggiunge finalmente le Alpi. Arrivo stanca verso sera, mio fratello Stefan mi aspetta alla stazione di Bolzano e, dopo più di un anno, respiro di nuovo l’aria dell’Alto Adige; andiamo a Caldaro, dove sarò ospite di cari amici. Sono felice di ritrovare questo paesaggio morbido, i boschi misti, le numerose fontane e i campanili aguzzi. Al mattino risuonano le campane della chiesetta di Santa Caterina, mi svegliano puntualmente alle 7: ha inizio un nuovo giorno a Mitterdorf, Caldaro, Bolzano, Alto Adige, Italia, mondo 😊
Sabato è il grande giorno: in un angolo particolarmente bello di Bolzano, Elke Pramstrahler e Anna Molinari, madre e figlia, hanno organizzato la riapertura ufficiale di “NOVO”, il negozio biologico in via Weggenstein.

La famiglia delle due donne, amici, clienti, curiosi e interessati partecipano alla festa, un’azienda di catering, anche mamma e figlio, offre deliziosi panini, torte e prosecco, Stefan ed io brindiamo con gioia alle due imprenditrici e partecipiamo alla benedizione impartita da un simpatico sacerdote e padre dell’Ordine Teutonico – il convento è proprietario dell’immobile e si rallegra per la significativa attività e la nuova gestione di NOVO. Abbracciamo i familiari di Elke dopo tanti anni, che bene fa al cuore! Nonostante il tempo freddo e piovigginoso, rimango quasi fino alla fine e trovo un simpatico passaggio per Caldaro, dove mi riscaldo con il tè greco caldo di Ruth e una spessa coperta di lana.

Avevo concordato con Elke di vederci domenica pomeriggio nel centro del paese di Caldaro e di fare quello che facevamo spesso da ragazze, ovvero… chiacchierare tranquillamente. E quando due amiche si siedono a chiacchierare, bastano un “affogato” e un caffè d’orzo per passare diverse ore e avere molti argomenti di conversazione. Si parla un po’ del passato (non molto), poi del presente più o meno difficile e infine delle infinite opzioni che si aprono per noi per il futuro. Ci scambiamo esperienze e ci incoraggiamo a vicenda, come tanto tempo fa. Ho conosciuto Elke alla fine degli anni Ottanta a Bolzano, siamo entrambe felici di aver ripreso il filo della nostra amicizia femminile. Il filatoio gira…, possano le Norne del destino donarci una lunga vita e molti momenti da condividere.

Felice per il weekend ricco di esperienze, lunedì, giorno dedicato all’Angelo custode, dopo un gioioso incontro con la collega erborista Doris Karadar (nella foto con me) ad Appiano, aspetto mio fratello Stefan. Decidiamo di fare una passeggiata al grande lago di Monticolo.

Già durante il viaggio affiorano ricordi della mia prima giovinezza, quando venivamo qui da Merano con i nostri motorini, un paio di volte anche in bicicletta, e trascorrevamo le più belle giornate estive con il nostro grande gruppo di amici, in questo lago naturale, circondato da un fitto bosco, pieno di castagni e nascondigli, con le sue rocce rossastre e riscaldate dal sole, dalle quali ci tuffavamo nell’acqua fresca. Il mio cuore si riempie di calore e ricordo un amore speciale.
Quando oggi penso ai miei amici e alle mie amiche della mia giovinezza a Merano, mi colpisce quanto fosse gioioso, semplice e spensierato per noi e come potessimo goderci la natura e i nostri “posticini”. Tutto questo mi riempie ancora oggi e mi dà forza, perché così può e deve essere l’amicizia, a qualsiasi età!

L’aria a Monticolo è particolarmente calda in questo giorno di settembre, il meraviglioso bosco di Monticolo si estende davanti a noi illuminato dal sole. Stefan ed io prendiamo il sentiero che porta al lago e, come per miracolo, ammiriamo il verde intenso delle foglie dei castagni, il profumo della terra rosso-marrone, i movimenti silenziosi dell’acqua e i suoi incredibili colori: il lago di Monticolo ci accoglie con il suo blu turchese e il suo verde muschio, dalla riva si vede chiaramente il fondo, tanto l’acqua è trasparente e limpida. Senza esitare, mi immergo come tanti anni fa nell’acqua cristallina, blu-verde, e faccio il bagno, godendomi ogni bracciata, circondata dal bosco, con la superficie dell’acqua che scivola sotto di me, e sono piena di gratitudine per questo regalo inaspettato che posso condividere con il mio amato fratello in questo pomeriggio di settembre, il giorno di San Michele.

Martedì mattina saluto i miei generosi ospiti e lascio l’Alto Adige con un senso di arricchimento e pace. Ci sono stati anche momenti di tensione durante questi giorni, sia interiormente che esteriormente, ma mentre salgo sul treno sono di animo lieto e sereno. Sento la mia storia di vita in Alto Adige, la percepisco come le radici di un grande albero, come la sua corteccia. Essa caratterizza una parte importante della mia anima, del mio carattere, e ora torno nelle Marche, piena di gioiosa attesa per l’Appennino e i suoi boschi, per le meravigliose tracce della cultura dell’Italia centrale.
Karin, 2 ottobre 2025
Meine (kurze) Südtirolreise, Michaelizeit 2025
An einem Freitag reise ich ab, die Marken im Wahltrubel, mildes Septemberwetter, der Apennin riecht nach Goldrutenkraut, Trauben und reifen, wilden Äpfeln. In Ancona richte ich noch einen stillen Gruß an San Ciriaco und die wunderschöne Kathedrale, die auf den Hafen herabschaut, und steige in meinen Zug, der IC Lecce – Bolzano. Er klettert die adriatische Küste empor bis nach Rimini, dann über die großen Flüsse der Poebene und erreicht schließlich nach Verona die Alpen. Ich komme müde gegen Abend an, mein Bruder Stefan wartet am Bozner Bahnhof auf mich, und nach mehr als einem Jahr atme ich wieder Südtiroler Luft; wir fahren nach Kaltern, wo ich für diese kurze Zeit bei lieben Freunden wohnen darf. Ich freue mich auf diese weiche Landschaft, die Mischwälder, die vielen Brunnen und die spitzen Kirchtürme. Morgens läuten im Katharinakirchlein die Glocken, ich werde pünktlich um 7 Uhr geweckt: ein neuer Tag beginnt in Mitterdorf, Kaltern, Bozen, Südtirol, Italien, Welt 😊
Am Samstag ist es so weit, in einer besonders schönen Ecke von Bozen haben Elke Pramstrahler und Anna Molinari, Mutter und Tochter die offizielle Wiedereröffnung von „NOVO“, dem Biogeschäft in der Weggensteinstraße, organisiert. Die Familie der beiden Frauen, Freunde, Kunden, Neugierige und Interessierte nehmen am Festl teil, ein Cateringunternehmen, auch Mutti und Sohn, bietet leckere Brötchen und Kuchen und Prosecco an, Stefan und ich stoßen freudig mit den beiden Geschäftsführerinnen an und nehmen an der Segnung teil, die ein sympathischer Priester und Bruder aus dem Deutschen Orden vornimmt – das Kloster besitzt die Geschäftsmauern und freut sich über die sinnvolle Aktivität und neue Führung von NOVO. Wir umarmen Elkes Familienmitglieder nach so vielen Jahren, wie wohltuend fürs Herz!
Trotz des kühlen Nieselwetters bleibe ich fast bis zum Schluss und finde eine nette Mitfahrgelegenheit nach Kaltern, wo ich mich mit Ruths heißen griechischen Bergtee und einer dicken Wolldecke aufwärme.
Mit Elke hatte ich für den Sonntagnachmittag ausgemacht, wir treffen uns im Dorfkern von Kaltern und tun das, was wir als junge Frauen ausgiebig praktizierten, nämlich …. gemütlich ratschen. Und wenn zwei Freundinnen sich einmal hinsetzen und ratschen, genügen ein „Affogato“ und ein Gerstenkaffee für mehrere Stunden und viel Gesprächsstoff. Da ist ein bisschen Vergangenheit dabei (nicht viel), dann die mehr oder weniger harte Gegenwart und schließlich die unendlichen Optionen, die sich für uns für die Zukunft auftun. Wir tauschen Erlebnisse aus und bestärken uns, wie vor langer Zeit. Ich habe Elke Ende der Achtziger Jahre in Bozen kennengelernt, wir freuen uns beide, dass wir den Faden unserer Frauenfreundschaft wieder aufgenommen haben…. Das Spinnrad läuft, mögen uns die Schicksalsnornen ein langes Leben und viele geteilte Momente schenken.
Vom erlebnisreichen Wochenende beglückt erwarte ich am Montag, Schutzengeltag, nach einem freudigen Wiedersehen mit der Kollegin Doris Karadar in Eppan, meinen Bruder Stefan. Wir entscheiden uns für einen Spaziergang am großen Montigglersee. Gleich auf der Fahrt kommen Erinnerungen aus meiner ersten Jugendzeit hoch, als wir mit unseren Motorrollern, ein paarmal sogar mit dem Fahrrad, von Meran hierherkamen und die herrlichsten Sommertage in unserer großen Freundesgruppe verbrachten, an diesem natürlichen See, umgeben vom dichten Wald, voller Kastanienbäume und Verstecke, mit seinen rötlichen, sonnenwarmen Felsen, von denen wir hinabtauchten in das kühle Nass. Mein Herz wird wieder ganz warm, und ich erinnere mich an eine besondere Liebe.
Wenn ich heute an meine Freunde und Freundinnen aus meiner Jugendzeit in Meran denke, fällt mir auf, wie freudvoll, einfach und unkompliziert es uns für uns war und wie wir die Natur und unsere „Platzln“ genießen konnten. All das erfüllt mich noch heute und bestärkt mich, denn so kann und soll Freundschaft sein, in jedem Lebensalter!
Die Luft in Montiggl ist an diesem Septembertag besonders warm, sonnenbeschienen liegt der wunderbare Montigglerwald vor uns. Stefan und ich nehmen den Fußweg zum See und erleben wie durch ein Wunder das grüne, satte Leuchten der Kastanienblätter, den Duft der rotbraunen Erde, die leisen Bewegungen des Wassers und seine unglaublichen Farben: der Montigglersee strahlt uns in Türkisblau und Moosgrün entgegen, vom Ufer sieht man weit hinein bis auf den Grund, so durchsichtig und klar ist das Wasser. Ohne lange zu fackeln steige ich wie vor vielen Jahren in das kristalline, blaugrüne Nass und nehme ein Bad, jeder Schwimmzug ein Genuss, ringsum der Wald, die Wasseroberfläche gleitet unter mir, und ich bin voller Dankbarkeit für dieses unerwartete Geschenk, das ich an diesem Septembernachmittag, am Michaelitag, mit meinem geliebten Bruder teilen darf.
Ich verabschiede mich am Dienstagmorgen von meinen großzügigen Gastgebern und verlasse Südtirol mit einem Gefühl der Bereicherung und des Friedens. Es hat auch Momente der Spannung während dieser Tage gegeben, im Innen sowie im Außen, aber während ich in den Zug steige, bin ich frohen Mutes. Ich spüre meine Lebensgeschichte in Südtirol, empfinde sie wie die Wurzeln eines hochgewachsenen Baumes, wie seine Rinde. Sie prägen einen wichtigen Teil meiner Seele, meines Charakters, und jetzt fahre ich zurück in die Marken, voller Vorfreude auf den Apennin und seine Wälder, auf die wunderbaren Spuren der mittelitalienischen Kultur.

Der Kalterersee ….
