Un grande albero e le sue gemme: il pioppo (Populus spp.)

Populus spp., Salicaceae

Droga in erboristeria: giovane corteccia, gemme, foglie. Segnature prevalenti (secondo specie) Saturno e Luna, Mercurio e Giove con Elementi salienti in Aria e Fuoco 

Scheda botanica di Populus nigra L.: Albero a crescita rapida che può raggiungere i 30 metri di altezza. Presenta un tronco spesso nodoso e una chioma che può essere globosa-espansa nella specie selvatica o strettamente colonnare nella varietà italica (pioppo cipressino). Le foglie sono caducifoglie, di forma da triangolare a romboidale con apice appuntito e margine seghettato. In autunno si colorano di un bel giallo-oro luminoso prima di cadere. La corteccia è inizialmente grigio-chiara e liscia, con il tempo diventa scura, profondamente solcata. E’ una specie dioica (fiori maschili e femminili su piante diverse). I fiori sono raccolti in amenti penduli che appaiono tra marzo e aprile. I frutti sono capsule verdi che a maggio liberano semi avvolti in una densa peluria bianca (pappo). Le specie di pioppo in fiore possono causare sintomi allergici a chi è sensibile alle Salicaceae.

Il pioppo nell’erboristeria tradizionale e moderna

In Europa centrale e meridionale, Inghilterra, Mediterraneo e in Asia, ad esempio nell’Himalaya, oltre al pioppo nero, crescono diverse specie di pioppo (Populus spp.) che preferiscono ambienti umidi come rive di fiumi e zone alluvionali. Sono piante pioniere, alberi rapidi nella crescita, adatti a terreni ricchi di acqua, nutrienti e basici. Il legno è leggero, di colore chiaro e si rompe facilmente. 

Con la sua crescita veloce e l’espansione nello spazio attraverso le fronde, le gemme che si dischiudono in gattici eretti o penduli e pappi che volano con il vento, la luminosità delle foglie in autunno il pioppo è legato all’elemento dell’Aria e al temperamento Sanguigno. È talmente rapido nella crescita e assettato dell’acqua sotterranea o dei fossi che il ritidoma si spacca creando sinuosi meandri lungo il tronco. La specie Populus nigra var. italica, il pioppo cipressino, sfreccia verso il cielo accompagnando i fiumi e le strade, un simbolo del paesaggio rurale italiano, specialmente in Centro Italia. Le sue gemme sono molto più piccole e fortemente amare.

Dall’antichità romana, medievale e rinascimentale si usano le parti attive di Populus sp. (corteccia foglie, gemme) per infusi, applicazioni esterne e interne, per febbre, infiammazioni, dolori articolari e problemi urinari, ma anche per ferite, infiammazioni cutanee, emorroidi. La corteccia di pioppo è un ottimo diuretico, purtroppo poco usata dalla fitoterapia di oggi. Gemme e corteccia contengono glicosidi fenolici[1] come salicina, salicortina e populina come precursori dell’acido salicilico. Le gemme raccolte tra febbraio e marzo sono resinose e calde al tatto, intensamente profumate e ricche di oli essenziali. Contengono flavonoidi, tannini, acidi organici e zuccheri e sono famose nell’erboristeria di comunità e popolare per gli effetti antinfiammatori, analgesici, antibatterici, diuretici, sedativi.

Populus nigra ha una monografia positiva dalla Commissione E tedesca, gli estratti (oleolito, estratti idralcolici, macerato glicerico) sono usati per via esterna e interna. Il gemmoderivato viene spesso indicato per migliorare la circolazione degli arti inferiori, agisce come protettore cardiovascolare e aiuta a mantenere il fisiologico tono venoso. L’unguento di pioppo viene preparato con l’oleolito di gemme e cera d’api per trattare ferite superficiali, emorroidi esterne, congelamenti e scottature. In omeopatia, si usano corteccia e giovani rami per disturbi urogenitali, specialmente prostata. In alimurgia una manciata di giovani foglie e gemme dischiuse, tritate finemente, donano un tocco rinfrescante, amabilmente aspro alle insalate primaverili. L’oleolito di gemme di pioppo è uno degli ingredienti del mio “Balsamo Petto”, un unguento dell’erboristeria tradizionale da massaggiare sul petto e sul dorso nei disturbi dell’influenza con tosse e spossatezza e del “Balsamo Pioppo” per scottature, emorroidi, punture d’insetto e infezioni.  

[1] I glicosidi fenolici sono composti naturali presenti nelle piante, costituiti da una parte zuccherina (glicone) legata a una parte fenolica (aglicone). Svolgono funzioni di difesa, protezione UV e precursori aromatici. Il più noto è l’arbutina (uva ursina), usata come antisettico urinario, e la salicina (salice), antinfiammatorio

Populus alba L. a febbraio, nelle campagne umbre, sui confini con le Marche (Casaluna, PG)

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